Russia: Lavrov commenta l’intesa tra il Gruppo Wagner e il Mali

Pubblicato il 27 settembre 2021 alle 12:52 in Mali Russia

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Il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha confermato, sabato 25 settembre, che le autorità del Mali si sono rivolte ad una società privata russa, il Gruppo Wagner, per ottenere sostegno nella lotta al terrorismo, soprattutto dopo che la Francia ha dichiarato di voler ridurre il numero di soldati di stanza nel Paese Africano.

Le dichiarazioni di Lavrov sono state riportate dall’agenzia di stampa russa Interfax, il medesimo sabato. Le autorità del Mali “si sono rivolte a una compagnia militare privata russa” poiché “la Francia intende ridurre significativamente il proprio contingente militare”, dispiegato precedentemente per combattere i militanti terroristi, ha affermato Lavrov. Inoltre, a detta del funzionario russo, le forze speciali di Parigi “hanno fallito” nella lotta al terrorismo, poiché i militanti sono ancora attivi nel territorio Africano. Lavrov ha anche chiarito che le Forze armate maliane hanno definito “insufficienti” le proprie capacità e, di conseguenza, hanno deciso autonomamente di rivolgersi al Gruppo Wagner. Il Ministero della Difesa francese si è rifiutato di rilasciare commenti a seguito delle dichiarazioni di Lavrov.

Secondo quanto reso noto, la giunta militare in Mali, salita al potere dallo scorso maggio a seguito di un colpo di Stato, è in trattativa con il Gruppo Wagner per l’assunzione di 1.000 mercenari. Lo scopo del contratto, come ha anche confermato Lavrov, è la lotta ai gruppi armati di al-Qaeda e dello Stato Islamico. Nel frattempo, nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il primo ministro maliano, Choguel Kokalla Maiga, ha accusato la Francia di abbandonare il Paese con la decisione “unilaterale” di ritirare le truppe dispiegate nell’ambito dell’Operazione Barkhane. Di conseguenza, Maiga ha giustificato le trattative avviate con il Gruppo Wagner, sottolineando che le autorità del Mali avevano il diritto di cercare altri partner per “colmare il divario di Forze Armate” causato dal ritiro dei soldati francesi, collocati nel Nord del Paese. Il premier maliano ha spiegato che l’attuale situazione ha portato le autorità a “esplorare nuovi percorsi e mezzi per garantire al meglio la nostra sicurezza, sia in modo autonomo sia con altri partner”.

I commenti di Lavrov sono giunti dopo che l’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha esortato le autorità maliane a non concludere alcun accordo con la Russia, poiché tale mossa potrebbe compromettere le relazioni bilaterali con l’UE. Anche la Francia, la Germania e le Nazioni Unite, impegnate nella lotta al terrorismo nel Paese, hanno condannato le voci riguardanti la nuova cooperazione militare russo-maliana. Parigi ha affermato che una mossa del genere sarebbe “incompatibile” con la sua presenza militare nel Paese Africano. Qualora l’accordo venisse stipulato, il governo francese potrebbe considerare la possibilità di ritirarsi ufficialmente. Analogamente, la Germania ha riferito che un tale accordo potrebbe “mettere in discussione” l’operato dell’Occidente per contrastare la minaccia jihadista. Infine, anche l’Onu, che ha circa 15.000 peacekeeper in Mali, ha espresso preoccupazione per il possibile coinvolgimento dei mercenari Wagner.

In tale quadro, è importante sottolineare che la Francia è impegnata nello Stato Africano, in particolare nella regione del Sahel, dal primo agosto 2014, data in cui è stata avviata la suddetta missione Barkhane, con la quale Parigi ha dispiegato un contingente di 5.100 uomini. L’operazione è stata lanciata insieme a Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, ad una missione più ampia, con il coinvolgimento di vari alleati europei. Quest’ultima prende il nome di “Task Force Takuba” ed è composta, per ora, oltre che dalle truppe francesi, anche dalle forze armate di Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Roma dovrebbe partecipare alla Task force con un contributo di 200 unità di personale militare, 20 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei. I timori di Parigi sono anche legati al fatto che l’accordo con la Russia è arrivato a seguito dell’annuncio del presidente francese, Emmanuel Macron, riguardo la riduzion del contingente di Parigi nel territorio. Nel dettaglio, Macron aveva reso noto, il 12 luglio scorso, che entro il primo trimestre del 2022 il Paese avrebbe concluso la propria operazione antiterroristica.

 Per quanto riguarda l’impegno di Berlino, è importante sottolineare che la Germania dispone di circa 1.500 soldati nel Paese dell’Africa Occidentale, dispiegati nel quadro della missione di pace delle Nazioni Unite e dell’UE, l’operazione Minusma, avviata per addestrare i soldati maliani.

I mercenari russi del Gruppo Wagner, nell’ultimo periodo, hanno incrementato la loro presenza in alcune aree dell’Africa, in particolare nella Repubblica Centrafricana (RCA), permettendo al Cremlino di ampliare la propria sfera d’influenza nel territorio. Sebbene Mosca abbia ammesso di avervi schierato truppe, continua a negare che i mercenari prendano parte agli scontri armati, ribadendo che il Gruppo Wagner ha lo scopo di addestrare le Forze maliane. Tuttavia, l’Onu ha più volte accusato il Gruppo russo di commettere abusi e crimini.

Il Mali sta affrontando una profonda crisi politica dal 2020, quando i militari, attraverso un colpo di Stato, hanno preso il potere, rimuovendo il presidente Ibrahim Boubacar Keita. Sotto la minaccia di sanzioni, la giunta militare ha poi nominato un governo civile provvisorio, incaricato di rinstaurare nel Paese un governo democratico. Tuttavia, nel mese di maggio, il colonnello Assimi Goita ha rovesciato il nuovo governo ad interim, attuando un secondo colpo di stato, che lo ha portato a dichiararsi presidente del Paese.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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