Nigeria: rilasciati 10 studenti rapiti a luglio

Pubblicato il 27 settembre 2021 alle 11:44 in Africa Nigeria

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Altri dieci studenti, che erano stati rapiti da un gruppo di uomini armati in una scuola della Nigeria, sono stati rilasciati a seguito del pagamento di un riscatto. Ne rimangono 11 nelle mani dei sequestratori. 

La notizia è stata riferita dal preside della scuola, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, il 27 settembre. I ragazzi liberati fanno parte di un gruppo formato da circa 150 studenti, che sono scomparsi dopo che un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in un istituto, nello Stato di Kaduna, nel Nord-Ovest del Paese, il 5 luglio. Si è trattato del decimo rapimento di massa di una scuola da dicembre del 2020. Le autorità hanno attribuito l’assalto a bande criminali della zona che cercano di estorcere denaro con questi crimini. I banditi hanno rilasciato gli studenti in gruppo, dopo aver ricevuto i pagamenti dei riscatti.

Il preside della scuola superiore Bethel Baptist, il reverendo John Hayab, ha riferito che dopo l’ultimo rilascio, un totale di 11 studenti rimangono nelle mani dei banditi e la scuola sta lavorando per garantire che vengano liberati al più presto. “Sono felice di dirvi che 10 dei nostri studenti rapiti della Bethlem Baptist High School hanno riconquistato la loro libertà ma hanno dovuto pagare un riscatto”, ha riferito il reverendo, che ha rifiutato di comunicare quale sia stata la somma versata al gruppo armato. Questo tipo di rapimenti, che solitamente prende di mira le scuole della Nigeria, sono stati effettuati prima dal gruppo jihadista Boko Haram, e in seguito dai militanti dello Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale (nota con l’acronimo dall’inglese, ISWAP). Tuttavia, la tattica è stata adottata anche da altre bande criminali, che si finanziano tramite i riscatti. 

Nel 2021, le incursioni, uccisioni e i rapimenti di massa a scopo di riscatto, in particolare di bambini in età scolare, sono diventati sempre più frequenti nel Nord-Ovest della Nigeria. Invece, il Nord-Est del Paese, è interessato da un aumento del fenomeno jihadista. Le bande criminali della Nigeria vivono principalmente in campi nella foresta di Rugu, a cavallo tra gli Stati nigeriani di Zamfara, Katsina, Kaduna e Niger. Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di antiche divisioni interne nella regione, che hanno alimentato la violenza armata, come, per esempio, la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro

Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), i gruppi di banditi hanno anche formato alleanze con l’organizzazione islamista nigeriana Boko Haram. Tali alleanze fanno però riferimento ad un momento in cui l’organizzazione era più forte nel Paese. Infatti, lmorte del leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, a causa di un attacco dell’ISWAP, è stata ufficializzata il 6 giugno. A seguito di tale decesso, alcuni combattenti di Boko Haram avrebbero giurato fedeltà all’ISWAP, un tempo rivale, secondo quanto riferito il 27 giugno dall’agenzia di stampa Reuters, che citava un video attraverso il quale il passaggio dei militanti dalla prima a la seconda organizzazione jihadista sarebbe stato formalizzato.

Questi sviluppi hanno alimentato i timori che l’ISWAP stia consolidando il controllo del Nord-Est della Nigeria. Tuttavia, non è chiaro quanti membri dell’organizzazione nigeriana siano effettivamente passati allo Stato Islamico africano, poiché i gruppi si sono fronteggiati in una violenta rivalità per anni. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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