Colombia: 5 morti in un attacco compiuto da presunti dissidenti delle Farc

Pubblicato il 27 settembre 2021 alle 13:01 in America Latina Colombia

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Cinque persone sono state uccise in un attacco compiuto da presunti membri dissidenti del gruppo ribelle delle Farc, in Colombia. Gli omicidi sono avvenuti, secondo quanto riferito dall’esercito di Bogotà in una dichiarazione rilasciata domenica 26 settembre, all’interno di un “istituto pubblico” in una zona rurale di Tumaco, nel dipartimento meridionale di Narino. Due persone sono morte sul colpo, mentre le altre tre sono decedute dopo essere state trasportate in ospedale con ferite da arma da fuoco. Altre sei persone sono rimaste ferite. Secondo il centro di ricerca colombiano Indepaz, che si occupa dello sviluppo e della pace nelle zone di conflitto, una delle vittime sarebbe una ragazza di 15 anni. Sospetti dissidenti delle FARC, appartenenti al gruppo di Urias Rendon, sarebbero arrivati presso il luogo dell’attacco “a bordo di un veicolo e sparando diversi colpi indiscriminatamente”, ha aggiunto il comunicato dell’esercito. Il maggiore generale Alvaro Perez ha dichiarato che sull’attacco si stanno svolgendo le dovute indagini. Perez ha poi sottolineato che la regione è colpita da un recente aumento degli scontri armati. L’area è già nota per essere uno dei più grandi hub per la coltivazione di droga al mondo.

La Colombia sta vivendo un incremento delle offensive compiute da parte dei miliziani dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) che non hanno accettato l’accordo di pace del 2016 con il governo centrale. Indepaz ha stimato che, finora, nel 2021, ci sono stati 73 attacchi armati nel Paese. In ognuno di questi sono state uccise da 1 a 9 persone, ha chiarito l’Ong sul suo sito web. Pochi giorni fa, il 21 settembre, almeno 5 soldati colombiani sono morti e altri 5 sono rimasti feriti in un’imboscata compiuta da uomini armati contro un camion dell’esercito a Puerto Libertador, nel dipartimento settentrionale di Córdoba. Responsabili dell’attacco sarebbero presumibilmente membri del Clan del Golfo, la più grande banda criminale di narcotrafficanti del Paese, integrata anche da ex paramilitari che contrastarono la guerriglia delle Farc prima della firma della pace. Il reparto di soldati colombiani, che era impegnato in un’operazione di sicurezza di routine, è stato colpito all’improvviso con esplosivi e colpi d’arma da fuoco, in una località denominata Juan José.

Secondo l’ONU, la piena attuazione dell’accordo di pace firmato nel 2016 con i ribelli delle Farc, che inizialmente aveva portato ad una riduzione degli omicidi, è l’unica chiave per arginare le violenze nel Paese. L’intesa aveva visto 13.000 membri del gruppo smobilitarsi e quest’ultimo diventare un partito politico legale. Le autorità, tuttavia, devono ancora smilitarizzare altri gruppi armati, compresi i ribelli, di ispirazione marxista-leninista, dell’Esercito di Liberazione Nazionale ancora attivi, gli ex combattenti delle Forze armate rivoluzionarie che rifiutano l’accordo di pace e le bande criminali gestite da ex paramilitari, responsabili dell’uccisione degli attivisti che oppongono resistenza. 

Il conflitto armato tra le FARC e il governo colombiano aveva provocato un totale di almeno 260mila morti e milioni di sfollati. Funzionari governativi e forze armate stimano che ci siano ancora circa 2.500 dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia attivi in tutto il Paese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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