La Germania al voto per decidere il suo futuro post-Merkel

Pubblicato il 26 settembre 2021 alle 10:02 in Europa Germania

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Gli elettori di tutta la Germania si stanno recando alle urne oggi, domenica 26 settembre, per determinare il prossimo governo del Paese e il cancelliere che lo guiderà. Le elezioni saranno le prime, dal 1990, in cui Angela Merkel non si presenterà come candidata. Dopo 16 anni da cancelliera, la donna, che è stata uno dei maggiori leader del continente europeo, si farà da parte una volta formato il nuovo governo.

I sondaggi di opinione, fino all’ultimo, hanno mostrato che i socialdemocratici (SPD) avrebbero ancora un leggero vantaggio sull’Unione Cristiano Democratica (CDU) della Merkel e sul suo partito gemello, l’Unione Cristiano Sociale Bavarese (CSU). Gli ultimi due sondaggi pubblicati venerdì 24 settembre hanno posto l’SPD davanti all’alleanza CDU-CSU con un scarto, rispettivamente, di un punto (26 contro 25) e di 3 punti (25 a 22). Le votazioni termineranno alle 16:00, ora locale, con gli exit poll che cominceranno a uscire subito dopo e un quadro più completo dei risultati che dovrebbe emergere nella giornata di lunedì.

Olaf Scholz, dell’SPD, il più quotato tra i candidati alla cancelliera, ha chiuso sabato la sua campagna elettorale nel collegio di Potsdam, ribadendo quali saranno le politiche sociali chiave del suo partito. Tra queste, un salario minimo di 12 euro l’ora, nessun aumento dell’età pensionabile e la lotta contro la carenza di personale infermieristico. Scholz ha poi ricordato la sua volontà di governare con i Verdi. “Questa è la mia coalizione preferita”, ha detto.

Negli ultimi giorni prima del voto, la Merkel ha retto le spalle del suo successore, Armin Laschet, che ha condotto una campagna poco brillante. Sabato, durante un comizio finale nella città natale di Laschet, Aquisgrana, la Merkel ha affermato che le elezioni mirano a “mantenere stabile la Germania”. I conservatori hanno avvertito che il Paese rischia una “scivolata a sinistra” sotto Scholz.

Dopo aver marciato insieme a 100.000 manifestanti in occasione della protesta “Fridays for Future”, Annalena Baerbock, la candidata per il Partito dei Verdi, ha trascorso l’ultimo giorno della campagna a Potsdam, dove è anche rappresentante. La donna ha dichiarato, davanti ai suoi sostenitori, che un vero rinnovamento per la Germania può avvenire solo con un forte partito dei Verdi e ha assicurato che la sua attenzione sarebbe continuata a rimanere”fino all’ultimo minuto” sulla campagna, non sulle possibilità di coalizione. Si prevede, dicono gli esperti, che il partito di Baerbock raddoppierà la sua quota di voti ed entrerà nel prossimo governo come partner junior.

Indipendentemente dal conteggio finale, una cosa è ormai diventata chiara: i giorni dei Volkspartei, ovvero dei partiti ad ampio raggio che possono ottenere più del 40% dei voti, sono diventati un ricordo del passato. Ciò potrebbe avere implicazioni a lungo termine per la stabilità politica della nazione. Quasi certamente sarà necessaria una rara coalizione a tre per formare una maggioranza e si prevede che i negoziati dureranno mesi, mentre i partiti cercheranno di risolvere le loro differenze sulla politica estera, la tassazione e la protezione del clima. “Ci stiamo lentamente muovendo verso una situazione più simile al sistema dei partiti olandese”, ha affermato Thorsten Benner, direttore del Global Public Policy Institute, con sede a Berlino. “Penso abbiamo appena visto l’inizio della volatilità politica e della frammentazione in Germania”, ha aggiunto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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