Venezuela: aperto in ritardo il nuovo round di colloqui tra governo e opposizione

Pubblicato il 25 settembre 2021 alle 12:07 in Messico Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

È prevista per oggi, sabato 25 settembre, a Città del Messico, la ripresa dei colloqui di pace tra il governo venezuelano, di Nicolas Maduro, e l’opposizione, che fa riferimento a Juan Guaido. L’incontro è stato ritardato di un giorno dopo che ieri, venerdì 24 settembre, la delegazione governativa, guidata da Jorge Rodríguez, ha disertato il primo appuntamento dei negoziati. Le autorità venezuelane non hanno specificato le ragioni del ritardi ma hanno assicurato che “in nessun modo il dialogo sarebbe stato rinviato o sospeso”.

Il nuovo ciclo di dialogo ad alto livello ha l’obiettivo di risolvere la crisi politica in Venezuela. Gli incontri precedenti sono stati tenuti dal 3 al 6 settembre. I negoziati sono mediati dalla Norvegia e ospitati dal Messico. Il secondo round di colloqui era stato preceduto da attriti tra le parti, soprattutto in merito a controversie sulla gestione dei beni all’estero e sulla presenza al tavolo delle trattative dell’imprenditore Alex Saab, arrestato a Capo Verde e in attesa di estradizione negli Stati Uniti.

Sia durante la firma del memorandum d’intesa per la negoziazione, a metà agosto, sia nel turno successivo, che ha segnato l’inizio del dialogo, la delegazione di Maduro e la Piattaforma Unitaria, la coalizione che fa capo a Guaido ed è guidata da Gerardo Blyde, hanno tenuto incontri della durata di quattro giorni. Si presume, dunque, che quest’ultimo ciclo di colloqui terminerà martedì 28 settembre. Le parti dovrebbero tornare a discutere dei punti messi in agenda al termine della sessione precedente. Tra questi, la riforma del sistema della giustizia e delle garanzie costituzionali ad esso collegate, così come chiesto dalle opposizioni, mentre, per iniziativa del governo, i meccanismi di aiuto all’economia nazionale, l’accesso ai fondi per affrontare la crisi pandemica, compresa la possibile richiesta di Diritti speciali di prelievo al Fondo monetario internazionale (Fmi).

Questa settimana, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Venezuela, James Story, ha espresso la sua opinione sui possibili risultati del dialogo e ha sottolineato l’importanza della discussione sul sistema giudiziario, ovvero su cos’è la giustizia in Venezuela. Story ha aggiunto che gli USA sono disposti a sostenere questo processo di negoziati e, inoltre, ad “allentare le sanzioni in caso di cambiamenti”. “Vogliamo farlo. Vedremo cosa succederà in Messico”, ha aggiunto. Tutta la comunità internazionale ha gli occhi puntati su Città del Messico, come ha spiegato anche Igor Cuotto, diplomatico venezuelano in pensione e professore dell’Università di Harvard, a Voice of America. “C’è una missione dell’Unione Europea che aspetta i progressi venezuelani in Messico per decidere se andare in Venezuela come osservatore e per capire quali saranno le condizioni che dovranno essere soddisfatte nelle elezioni, per la nomina di governatori e sindaci, del 21 novembre per partecipare come osservatore”, ha ricordato. 

Lo stesso Maduro ha parlato con orgoglio della sua partecipazione al dialogo con l’opposizione durante un messaggio preregistrato rivolto, mercoledì 22 settembre, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Siamo riusciti a riportarli alla politica, alla Costituzione e al percorso elettorale”, ha detto dei suoi avversari, davanti alle delegazioni dell’Onu. Maduro era già stato in Messico, lo scorso fine settimana, per un incontro della Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC).

Nel mese di gennaio del 2019, gli Stati Uniti e molti altri Paesi, tra cui la Colombia, il Brasile e l’Uruguay, avevano riconosciuto Guaido come presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, essendo dell’opinione che l’elezione di Maduro, avvenuta il 20 gennaio 2018, fosse frutto di brogli. Maduro era tuttavia riuscito a mantenere il potere grazie al supporto dei militari e dei suoi alleati internazionali, tra cui Russia, Cina, Cuba e Iran.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.