USA-India: l’incontro tra Modi e Harris

Pubblicato il 24 settembre 2021 alle 13:08 in India USA e Canada

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La vice presidente degli USA, Kamala Harris, il 23 settembre, ha avuto un incontro con il primo ministro indiano, Narendra Modi, durante il quale ha sottolineato l’importanza di libertà e apertura nell’Indo-Pacifico e ha fatto pressioni sul premier di Nuova Delhi per questioni legate ai diritti umani.  

Harris ha detto a Modi che gli Stati Uniti, come l’India, sentono molto l’orgoglio di essere un membro dell’Indo-Pacifico e ha aggiunto che avvertono anche la fragilità e l’importanza delle relazioni, nella regione. Modi ha elogiato la vice presidente, che ha origini indiane, definendola una “ispirazione”, una definendola una “vera amica” che ha assistito l’India durante la crisi determinata dalla crisi del coronavirus. Parlando delle relazioni USA-India, Modi ha poi affermato che i due Paesi sono rispettivamente “la più antica e la più grande” democrazia al mondo, nonché due partner naturali accomunati da valori simili.

Durante l’incontro, Harris ha poi accolto con favore la decisione dell’India di riprendere le esportazioni di vaccini contro il coronavirus e ha affermato che entrambi i Paesi devono lavorare insieme per proteggere le democrazie di tutto il mondo. L’India, che è il più grande produttore mondiale di vaccini contro il coronavirus, ha annunciato di recente che riprenderà le esportazioni entro la fine dell’anno, dopo averle interrotte ad aprile 2021per concentrarsi sull’inoculazione della propria popolazione durante una significativa ondata di contagi.

L’incontro pubblico di circa 15 minuti tra Modi e Harris ha attirato molta attenzione, compresa quella di un numero contingente di stampa dall’India, rispetto ai tipici incontri tra capi di Stato e vice presidenti. Secondo South China Morning Post, ciò sarebbe dovuto al fatto che la madre di Harris è nata in India e gli indiani d’America sono uno dei gruppi in più rapida crescita negli Stati Uniti, con una popolazione di oltre 4 milioni di persone.

Modi sta conducendo un viaggio di tre giorni a Washington che si concluderà con un incontro con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, alla Casa Bianca il 24 settembre. Biden e Modi terranno anche un vertice del Quadrilateral Security Dialogue (Quad), con i leader di Australia e Giappone, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione nella regione indo-pacifica di fronte alla crescente influenza della Cina nell’area. Il cosiddetto gruppo Quad è un forum strategico informale riunitosi per la prima volta nel 2004, in risposta a catastrofi naturali che avevano interessato l’Oceano Pacifico. Di recente, il gruppo si è concentrato sulla tematica dell’apertura e della libertà della regione Indo-Pacifica. Pechino ritiene che il gruppo Quad avrebbe come obiettivo il contenimento dello sviluppo regionale cinese e aveva avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese Suga, che i quattro Paesi stessero creando una mini-NATO asiatica. Australia, USA, Giappone e India hanno tutte di recente attraversato momenti di conflittualità più o meno accesi con la Cina e gran parte delle tematiche di scontro sono ancora oggi aperte.

Il 23 settembre, Modi ha anche incontrato gli amministratori delegati di Qualcomm, Blackstone, Adobe, First Solar e General Atomics, hanno affermato le fonti.

Durante la leadership in India di Modi il Paese ha assistito ad un aumento della polarizzazione religiosa, con più leggi ai danni delle minoranze religiose, compresa la numerosa popolazione musulmana, nonché con attacchi ai non indù. Modi è stato primo ministro dello stato del Gujarat prima della vittoria alle elezioni nazionali del 2014. Per circa dieci anni gli è stato vietato di recarsi negli Stati Uniti a seguito del massacro di 1.000 persone, per lo più musulmani, in tale stato nel 2002.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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