Russia-USA: incontro tra i capi di Stato Maggiore

Pubblicato il 24 settembre 2021 alle 19:40 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti, il generale Mark Milley, ha dichiarato, giovedì 23 settembre, che gli USA dovrebbero esplorare nuove modalità per espandere i propri contatti militari con la Russia, al fine di incrementare la fiducia reciproca ed evitare “errori di calcolo”.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate da Milley un giorno dopo il vertice con l’omologo russo, il generale Valery Gerasimov, tenutosi in Finlandia. Secondo Milley, gli Stati Uniti dovrebbero consentire ad osservatori russi di prendere parte alle esercitazioni militari del Paese, al fine di aumentare la trasparenza e ridurre il rischio di conflitto. Altrettando dovrebbe fare la Russia. “Dobbiamo mettere in atto politiche e procedure per favorire la sicurezza, la fiducia e la stabilità” e, di conseguenza ridurre l’“incertezza, la sfiducia e l’instabilità”. In tal modo, secondo il generale degli USA, si eviterebbero “errori di calcolo”, nonché “guerre tra grandi potenze”. “Si tratta di un approccio fondamentale che dovremmo provare a adottare”, ha ribadito Milley. Inoltre, Washington ha sottolineato che, al momento, i contatti militari con Mosca sono sporadici e si limitano ad incontri di alto livello tra figure quali i segretari alla Difesa e i capi di Stato Maggiore. È per tale ragione che, a detta di Milley, sarebbe opportuno organizzare bilaterali anche tra i rappresentanti delle Forze Armate dei due Paesi, al fine di stringere relazioni più forti e stabili.

Il capo di Stato maggiore statunitense si è rifiutato rivelare quali questioni fossero state approfondite durante l’incontro con l’omologo russo. Tuttavia, la dichiarazione congiunta che i due rappresentanti hanno rilasciato a margine del vertice ha suggerito che il focus fosse stato posto sull’apertura e sulla trasparenza della comunicazione reciproca nel campo militare. L’incontro è stato una continuazione dei colloqui sulla stabilità strategica, avviati al fine di migliorare anche il dialogo sulla Difesa per minimizzare il rischio di conflitto, si legge nella nota ufficiale. Secondo la Casa Bianca, in passato, i contatti militari tra i due Paesi erano stati utili e avevano permesso di ridurre le tensioni. Infine, senza fare riferimento ad alcun’episodio specifico, Milley ha accennato ad “un paio di incidenti avvenuti tra noi e i russi negli ultimi due anni”, i quali avevano aumentato i contatti di alto livello tra Milley e Gerasimov.

Il 22 settembre, l’incontro tra i due capi di Stato Maggiore si è svolto nella città di Vantaa, a 40 chilometri a Nord della capitale finlandese. Il Ministero degli Esteri della Federazione Russa, attraverso una nota ufficiale, ha dichiarato che le parti avevano discusso di come ridurre al minimo il rischio di incidenti durante le attività militari. “L’incontro è stato costruttivo”, ha affermato il suddetto Dipartimento russo.

Dopo la Guerra Fredda, gli Stati Uniti e la Russia hanno aumentato la cooperazione in materia di sicurezza nucleare, nonché altre questioni legata alla difesa. Tuttavia, a partire dal 2008,  il dialogo si è progressivamente deteriorato poiché in tale anno la Russia ha supportato le forze separatiste in due regioni georgiane, L’Ossezia del Nord e l’Abkhazia. Successivamente, nel 2014, le tensioni sono tornate a salire, quando Mosca ha “occupato” la Crimea e ha supportato le forze indipendentiste nel Donbass, regione dell’Ucraina dell’Est dov’è tutt’ora in corso il conflitto. A seguito di tale epilogo, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato, nel 2016, una serie di misure per limitare al minimo il dialogo con la Russia. Tali iniziative sono poi culminate con il divieto di una forma particolare di cooperazione bilaterale, definita “military-to-military”, che sarebbe ripresa una volta terminata “l’occupazione russa del territorio ucraino”. Successivamente, la legge è stata modificata, permettendo di avviare colloqui di tale tipologia, a patto che essi siano volti alla “riduzione del rischio di conflitto”.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globale, hanno attraversato un periodo difficile a causa dei diversi approcci delle due nazioni a una serie di importanti questioni internazionali. Ciò nonostante, proprio per le elevate responsabilità degli attori a livello mondiale, Mosca e Washington stanno provando a rilanciare il dialogo bilaterale. Tali iniziative sono poi culminate con l’incontro faccia a faccia tra i due presidenti, Vladimir Putin e Joe Biden, il 16 giugno. Tale incontro è stato anche il primo vertice russo-americano dal 16 luglio 2018, quando Putin aveva tenuto un colloquio con l’ex capo della Casa Bianca, Donald Trump. Tra gli spunti positivi del summit di Ginevra, oltre alla distensione diplomatica relativa al ritorno degli ambasciatori, Putin e Biden hanno dichiarato di voler avviare consultazioni sulla cyber-sicurezza, lo scambio di prigionieri e il controllo delle armi. Proprio su quest’ultimo tema, nonostante le conferenze stampa dei due leader si siano svolte separatamente, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta riguardo l’arsenale nucleare, in cui si legge che la Federazione Russa e gli Stati Uniti hanno confermato di aderire al principio secondo cui “non potranno esserci vincitori in una guerra nucleare”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.