Russia-UE: Gazprom risponde alle accuse di “manipolazione” del mercato energetico

Pubblicato il 24 settembre 2021 alle 12:19 in Europa Russia

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Il 24 settembre, la società energetica statale russa Gazprom ha definito “assurde” le accuse mosse dall’Occidente riguardo l’utilizzo del gas come strumento per esercitare pressioni sull’Unione Europea (UE).

A commentare gli ultimi sviluppi del mercato energetico è stato il capo della divisione contratti e prezzi di Gazprom Export, Sergey Komlev, in un articolo citato dal quotidiano finanziario russo Vedomosti. “Le consegne di gas […] hanno raggiunto i massimi storici e l’aumento principale è avvenuto rispetto alla quota degli acquirenti più rilevanti” ha riferito Komlev. Quest’ultimo ha altresì ricordato che i dati preliminari di fine luglio hanno mostrato come la società, a partire da gennaio, abbia prodotto 298,2 miliardi di metri cubi di gas. Si tratta del 18,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Altrettanto rilevante è sottolineare che le esportazioni sono aumentate del 23,3%. Analogamente, le forniture verso l’Occidente e verso i Paesi non membri della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) sono incrementate a 115,3 metri cubi di gas. Pertanto, ha dichiarato Komlev, “tali dati dimostrano le assurdità delle accuse mosse contro Gazprom”.

Komlev, fornendo ulteriori dettagli a sostegno della sua tesi, ha posto l’accento sul fatto che la Germania, nella prima metà del 2021, ha aumentato le importazioni di gas russo del 44%, arrivando fino a 28,9 miliardi di metri cubi di gas. Similmente, le consegne verso la Turchia e verso l’Italia sono triplicate, arrivando, rispettivamente, a 14,6 e a 11,4 miliardi di metri cubi di gas. L’esperto ha poi spiegato perché, secondo lui, la richiesta di gas nel mercato europeo ha subito un forte aumento nell’ultimo periodo. Le cause, ha riferito Komlev, sono da attribuire al clima e al cambiamento climatico perché, da gennaio a giugno, il consumo effettivo di gas in Europa è stato di 316 miliardi di metri cubi.

Qualche giorno prima, il 21 settembre, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) aveva esortato la Russia ad aumentare il livello delle forniture e a utilizzare appieno la capacità dei gasdotti a disposizione. Nel comunicato, l’ente ha però sottolineato che Mosca sta adempiendo ai suoi obblighi derivanti dai contratti a lungo termine con le sue controparti europee. Tuttavia, l’AIE ha sottolineato che, rispetto ai livelli del 2019, le forniture di gas verso il blocco sono diminuite. È per tale ragione che la Russia è stata esortata ad aumentare la disponibilità di gas in Europa, nonché a garantire che lo stoccaggio dei gasdotti sia sfruttato appieno in vista della prossima stagione invernale. “Si tratta anche di un’occasione per Mosca per dimostrarsi un partner affidabile per il mercato europeo”, si legge nel comunicato, mentre crescono i timori che il Cremlino intenda tenere sotto scacco l’UE attraverso il proprio gas.

Il mercato energetico europeo, nelle ultime settimane, ha registrato un forte aumento dei prezzi dell’elettricità, i quali hanno raggiunto i livelli più alti dell’ultimo decennio, superando i 100 euro per megawattora in molti mercati. Ad esempio, nel mese di settembre, in Germania e in Spagna i prezzi sono triplicati e quadruplicati rispetto alla media del 2020 e del 2019. L’AIE ha sottolineato che il brusco aumento è strettamente legato all’impennata dei prezzi del gas, del carbone e del carbonio nel mercato europeo. Pertanto, ha continuato l’ente, il forte incremento dei prezzi del gas ha portato i fornitori di energia elettrica europei a passare dal gas al carbone per la produzione di energia – una tendenza che sarebbe stata ben più evidente se non fosse per l’aumento del prezzo delle quote di emissione di carbonio sul mercato europeo, per via del Green Deal. “La situazione odierna ricorda ai governi, soprattutto mentre si sta tentando di accelerare la transizione verso un’energia ecosostenibile, dell’importanza di forniture energetiche sicure e convenienti”, si legge nel comunicato dell’AIE. “La transizione verso l’energia pulita, se ben gestita, rappresenta una soluzione ai problemi che oggi emergono nei mercati del gas e dell’elettricità, non la causa di essi”. Infine, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha ricordato che, con l’avanzare della transizione energetica verso fonti green, la domanda globale di gas inizierà a diminuire”, così come la dipendenza energetica di Bruxelles nei confronti di Mosca.

Gli ultimi sviluppi giungono dopo che Gazprom ha annunciato, il 21 settembre, che la Russia non intende aumentare il livello delle forniture verso il blocco, nonché utilizzare appieno la capacità dei gasdotti a disposizione. L’annuncio ha innescato un effetto domino che ha provocato un’ulteriore impennata dei prezzi all’ingrosso di gas nel mercato europei, portandoli a livelli ben superiori rispetto al mese di luglio, quando si stava iniziando a registrate tale tendenza. L’Occidente, soprattutto l’UE e gli Stati Uniti, ha fortemente criticato la mossa di Gazprom, definendola una strategia geopolitica nella quale l’energia sarebbe utilizzata come mezzo per esercitare pressioni sull’Occidente.

È in tale quadro che è necessario collocare la richiesta che un gruppo di eurodeputati aveva avanzato, il 17 settembre, alla Commissione Europea. Quest’ultima era stata esortata ad indagare sul rapido incremento dei prezzi di gas, nonché su come Gazprom stesse tentando di “manipolare” il mercato energetico per i propri obiettivi. “Chiediamo alla Commissione Europea di aprire urgentemente un’indagine sulla possibile manipolazione deliberata del mercato [energetico] da parte di Gazprom e sulla potenziale violazione delle regole di concorrenza dell’UE”, si legge nella nota ufficiale, citata da Reuters. A supporto dei loro timori, i deputati di Bruxelles avevano citato le frequenti e immotivate interruzioni della produzione di gas di Gazprom, nonché il fatto che la società non avesse messo a disposizione la capacità totale dei gasdotti. “Tutti questi fattori lasciano sospettare che l’aumento record del prezzo del gas naturale in Europa […] possa essere il risultato diretto” di una strumentalizzazione del mercato energetico, avevano dichiarato i legislatori dell’UE.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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