Russia: Navalny accusa Apple e Google di “vigliaccheria”

Pubblicato il 24 settembre 2021 alle 17:44 in Russia USA e Canada

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Il dissidente russo, Alexey Navalny, ha accusato i giganti tech statunitensi Google e Apple, venerdì 24 settembre, di “vigliaccheria” per aver ceduto alle pressioni del Cremlino rimuovendo l’applicazione Smart Voting, elaborata da attivisti russi per coordinare un voto di protesta, a ridosso delle elezioni parlamentari russe.

Il maggiore oppositore del presidente russo, Vladimir Putin, ha pubblicato un tweet per condannare le decisioni di Apple e Google, accusandoli di aver spalleggiato il Cremlino nella lotta alle forze di opposizione. “I colossi Apple e Google hanno rispettato le richieste del Cremlino e hanno rimosso la nostra app dai loro store. Il mio amato YouTube ha cancellato il nostro video e Telegram ha bloccato il nostro bot”, ha detto Navalny, attualmente in carcere, attraverso il tweet diffuso tramite i suoi avvocati. “So che la maggior parte di coloro che lavorano in Google, Apple, ecc. sono persone oneste e buone. Li esorto a non supportare la codardia dei loro dirigenti”, ha aggiunto il dissidente russo. Quest’ultimo ha anche affermato di essere rimasto “fortemente turbato e deluso” da Pavel Durov, fondatore e proprietario dell’app di messaggistica Telegram, poiché anche il bot Smart Voting è stato rimosso dall’app durante le elezioni, avviate il 17 settembre e conclusesi il 19.

I risultati elettorali sono stati diffusi, lunedì 20 settembre, e hanno confermato la vittoria del partito Russia Unita, legato al presidente russo. Tuttavia, non sono mancate accuse di frode e di brogli elettorali, soprattutto perché alle elezioni non hanno potuto partecipare osservatori internazionali dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), per via di disposizioni emesse dal Cremlino. Secondo i dati ufficiali della Commissione Elettorale Centrale (CEC), lo storico partito al governo Russia Unita ha vinto con il 49,82% dei voti, aggiudicandosi 34 seggi su 450. Mentre la CEC ha definito “eque e giuste” le elezioni, la comunità internazionale, soprattutto Germania e Stati Uniti, hanno condannato i risultati, accusando il Paese di brogli elettorali.

Secondo analisti internazionali, a contribuire alla vittoria di Russia Unita è stata la dura repressione messa in atto dal Cremlino per impedire agli oppositori di candidarsi. Nello specifico, il regime ha estromesso, arrestato o costretto a fuggire dal Paese quasi tutte le figure chiave dell’opposizione. Un esempio chiaro è offerto dal maggiore critico Navalny, attualmente in carcere per scontare una pena di due anni e sei mesi a seguito di accuse risalenti al 2014. 

Inoltre, quasi tutte le iniziative organizzate da attivisti per boicottare la vittoria del partito Russia Unita, che negli ultimi anni ha dominato la scena politica, sono state bloccate. Nel dettaglio, il 17 settembre, giorno di apertura dei seggi, Google e Apple sono state costrette a rimuovere un’applicazione ideata da attivisti legati a Navalny per coordinare il voto di protesta. L’app Smart Voting disponeva di schede informative sui candidati da votare per contrastare Russia Unita al fine si sovvertire la posizione dominante del Cremlino. Oltre a ciò, tutte le campagne di comunicazione, i siti web e le piattaforme contenenti materiale antigovernativo sono state interrotte per presunte violazioni alla legge russa.

In precedenza, giovedì 16 settembre, le autorità della Federazione Russa avevano avvertito le società di social media statunitensi di ingenti multe al loro fatturato nel caso in cui queste ultime non avessero eliminato determinati contenuti definiti “illegali”. Secondo Mosca, in tal modo Washington starebbe ingerendo negli affari interni del Paese alla vigilia delle elezioni. Quella che può essere definita come una disputa di lunga data tra i social media degli USA e le autorità russe, al momento, sembrerebbe aver cambiato rotta, soprattutto dopo che il vicedirettore del regolatore statale per il controllo delle comunicazioni Roskomnadzor, Vadim Subbotin, ha avvertito di possibili multe, che avrebbero colpito il fatturato delle aziende.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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