Per la Corea del Nord la pace con Seoul è una buona idea ma ancora prematura

Pubblicato il 24 settembre 2021 alle 11:51 in Corea del Nord Corea del Sud

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La sorella del leader della Corea del Nord Kim Jong Un, Kim Yo-jong, ha affermato che la proposta di dichiarare la fine della guerra tra le due Coree del presidente Sud-coreano Moon Jae-in è “una proposta interessante e una buona idea”, il 24 settembre. Tuttavia, Kim ha anche affermato che potrebbe trattarsi di una mossa prematura e che sarà dapprima necessario verificare se si tratti del momento giusto e se vi sono le condizioni giuste, visti i persistenti doppi standard, pregiudizi e ostilità della Corea del Sud.

Kim ha poi specificato che Pyongyang è disposta a mantenere strette comunicazioni e ad avere dialoghi costruttivi sul ripristino delle relazioni e delle prospettive di sviluppo. Tuttavia, la condizione posta affinché ciò avvenga è che la Corea del Sud non dovrà provocare Pyongyang e dovrà abbandonare i doppi standard finora impiegati, dando un taglio netto con il passato, essendo cauta con parole e azioni e non impegnandosi in ostilità. Per dichiarare la fine della guerra, Kim ha affermato che le due parti dovranno dapprima assicurarsi il rispetto reciproco, ritirare la loro visione prevenuta, le politiche ostili e gli ingiusti doppi standard. Kim ha affermato che in tale situazione non avrebbe senso dichiarare la fine della guerra in quanto vi sarebbero più circostanze in grado di innescare un conflitto.

Lo scorso 21 settembre, il presidente Sud-coreano aveva rinnovato  l’appello per la pace e la riconciliazione con la Corea del Nord, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Moon aveva ribadito l’iniziativa per attuare una coesistenza denuclearizzata e una co-prosperità tra Corea del Nord e Corea del Sud che si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato ma, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace. Il confine tra i due Paesi è il più militarizzato al mondo e, in corea del Sud, sono presenti circa 28.500 soldati statunitensi per scoraggiare potenziali aggressioni da parte della Corea del Nord. 

Le dichiarazioni di Kim e di Moon sono arrivate dopo che lo scorso 15 settembre, Pyongyang aveva testato un nuovo missile da crociera che intende armare con testate nucleari e aveva messo in mostra un nuovo sistema per il lancio di missili balistici dai treni. Tale mossa è arrivata dopo che, il 7 settembre, la Corea del Sud aveva testato per la prima volta un missile balistico lanciato da un sottomarino. Moon aveva affermato che le crescenti capacità missilistiche della Corea del Sud serviranno da “deterrente sicuro” contro le provocazioni Nord-coreane. La sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un, Kim Yo-jong, aveva quindi avvertito di una “completa distruzione” delle relazioni bilaterali se Moon avesse continuato con le “calunnie” contro la Corea del Nord.

Come riferito da Reuters, la Corea del Nord ha cercato per decenni la fine della guerra, ma gli Stati Uniti sono stati riluttanti ad accettare ponendo come condizione la rinuncia da parte della Corea del Nordalle armi nucleari. Durante la presidenza dell’ex capo di Stato statunitense, Donald Trump, nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente degli USA e del leader Nord-coreano. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

Dopo l’insediamento di Biden alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso, il successivo 30 aprile, a conclusione di un processo di revisione delle politiche statunitensi nei confronti di Pyongyang, il presidente statunitense aveva dichiarato che non avrebbe cercato di concludere alcun “grande affare” con il leader Nord-coreano, seppur non rinunciando alla diplomazia. Finora, la Corea del Nord ha respinto le richieste di dialogo dell’amministrazione Biden chiedendo a Washington di abbandonare dapprima le proprie “politiche ostili” verso Pyongyang.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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