Cina-USA: svolta nel caso della CFO di Huawei

Pubblicato il 24 settembre 2021 alle 19:07 in Cina USA e Canada

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La vice presidente e direttore finanziario (CFO) di Huawei, Meng Wanzhou, che è anche la figlia del fondatore del colosso tecnologico cinese, Ren Zhengfei, potrebbe aver raggiunto un accordo con i pubblici ministeri statunitensi per risolvere il caso di frode bancaria in cui è coinvolta e che dovrebbe consentirle di lasciare il Canada.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai fatti a Reuters il 24 settembre, Meng Wanzhou riceverà un “Accordo di accusa differita” per risolvere le accuse mosse dagli Stati Uniti a suo carico. In base a tale genere di intesa, il governo accetta di astenersi dal perseguire un imputato per un certo periodo di tempo e può abbandonare del tutto il caso se l’imputato rispetta determinate condizioni. L’accordo di differimento dell’azione penale riguarderebbe solo Meng mentre le accuse statunitensi contro Huawei resterebbero valide. Una tale risoluzione potrebbe eliminare una delle numerose controversie esistenti tra Cina e stati Uniti. L’accordo potrebbe anche portare al rilascio di due canadesi detenuti in Cina dopo essere stati arrestati poco dopo che Meng era stata preso in custodia nel 2018.

Il primo dicembre 2018, le autorità canadesi avevano arrestato Meng Wanzhou su un mandato d’arresto statunitense, nel quale si sostiene che la donna sia stata responsabile di aver ingannato la Hong Kong and Shanghai Banking Corporation (HSBC) riguardo alle attività di Huawei in Iran. Al tempo, erano stati valutati anche articoli pubblicati da Reuters nel 2012 e nel 2013 su Huawei, la società Skycom e Meng e hanno avuto un ruolo di primo piano nel procedimento penale statunitense contro la Donna. Reuters aveva riferito che Skycom si era offerta di vendere almeno 1,3 milioni di euro di apparecchiature informatiche Hewlett-Packard sotto embargo al più grande operatore di telefonia mobile iraniano nel 2010. Almeno 13 pagine della proposta erano contrassegnate come “confidenziali Huawei” e riportavano il logo di Huawei. Reuters aveva anche riportato numerosi collegamenti finanziari e di personale tra Huawei e Skycom, incluso il fatto che Meng aveva fatto parte del consiglio di amministrazione di Skycom tra febbraio 2008 e aprile 2009.

Dal 12 dicembre 2018, Meng è stata agli arresti domiciliari a Vancouver e ha sempre combattuto l’estradizione negli Stati Uniti, dichiarandosi innocente. Le udienze giudiziarie nel suo caso di estradizione a Vancouver si sono concluse ad agosto, con la data per la sentenza che è stata fissata al 21 ottobre.  In molti ritengono che, in risposta all’arresto di Meng, la Cina abbia incarcerato due canadesi, Michael Spavor and Michael Kovrig, il 10 dicembre 2018, con accuse di spionaggio a loro carico. Lo scorso agosto, un tribunale cinese ha condannato Spavor a 11 anni di carcere per spionaggio.

L’amministrazione dell’ex presidente degli USA, Donald Trump, aveva classificato Huawei come una minaccia alla sicurezza nazionale americana inserendola nella propria Entity List nel 2019. La mossa era stata adottata alla luce del legame dell’azienda con il governo e con l’apparato militare della Cina, che aveva fatto avanzare ipotesi di spionaggio. Così facendo, era stato impedito alle aziende statunitensi di vendere beni e servizi a Huawei, danneggiando notevolmente la compagnia cinese, la quale ha ritenuto tale mossa basata su insinuazioni e presupposti erronei. Per poter avere scambi con Huawei era quindi diventato necessario avere apposite licenze.

Le restrizioni hanno ostacolato la società, che ha subito il suo più grande calo delle entrate nella prima metà del 2021, dopo che le restrizioni sulla fornitura degli Stati Uniti l’hanno spinta a vendere una parte della sua attività di telefonia un tempo dominante e prima che nuove aree di crescita fossero maturate.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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