Afghanistan: torneranno punizioni severe ed esecuzioni

Pubblicato il 24 settembre 2021 alle 15:46 in Afghanistan Asia

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Un leader e fondatore dei talebani ha affermato, il 23 settembre, che il gruppo tornerà ad eseguire esecuzioni e amputazioni delle mani, sebbene non in pubblico, durante un’intervista rilasciata ad una giornalista donna di Associated Press.

Il Mullah Nooruddin Turabi ha affermato che punizioni quali l’amputazione delle mani sarebbero necessarie per la sicurezza in quanto avrebbero un effetto deterrente. Turabi ha respinto l’indignazione per le esecuzioni perpetrate dai talebani in passato, che a volte erano state condotte in luoghi pubblici, e ha messo in guardia il mondo rispetto ad interferenze con i nuovi governanti dell’Afghanistan. Turabi ha affermato: “Tutti ci hanno criticato per le punizioni avvenute allo stadio, ma non abbiamo mai detto nulla sulle leggi e sulle punizioni di altri […] Nessuno ci dirà quali dovrebbero essere le nostre leggi. Seguiremo l’Islam e baseremo le nostre leggi sul Corano”. Turabi ha affermato che saranno i giudici, comprese le donne, a giudicare i casi, ma il fondamento delle leggi afghane afghane sarà il Corano e le stesse punizioni in vigore ai tempi del primo governo dei talebani saranno ripristinate. Negli ultimi giorni a Kabul, ad esempio, i talebani hanno ripristinato una punizione che usavano comunemente in passato, ovvero l’umiliazione pubblica di uomini accusati di furti di piccola entità.

Da quando i talebani hanno preso il controllo su Kabul, il 15 agosto scorso, più osservatori nazionali e internazionali stanno cercando di capire se il gruppo ripristinerà uno stile di governo analogo a quando i talebani controllavano l’Afghanistan, dal 1996 al 2001. In tale periodo, il gruppo aveva attuato una rigida interpretazione della legge della Sharia. Secondo Associated Press, i commenti di Turabi avrebbero indicato che i leader del gruppo rimarrebbero radicati in una visione del mondo profondamente conservatrice e intransigente, anche se starebbero abbracciando i cambiamenti tecnologici.

Turabi è stato ministro della Giustizia e capo del cosiddetto Ministero della Propagazione della Virtù e della Prevenzione del Vizio durante il precedente governo dei talebani. Al tempo, la comunità internazionale aveva denunciato le punizioni dei talebani, che hanno avuto luogo nello stadio sportivo di Kabul o nel complesso della moschea di Eid Gah. Le esecuzioni di assassini avvenivano solitamente con un solo colpo alla testa sparato da familiari delle vittime, che avevano anche la possibilità di accettare denaro e permettere al colpevole di vivere. Per i ladri, la punizione era l’amputazione di una mano. Ai condannati per rapine, invece, erano amputati una mano e un piede. Raramente i processi e le condanne erano pubblici e la magistratura era a favore del clero islamico, la cui conoscenza della legge era limitata alle ingiunzioni religiose.

Sotto il nuovo governo talebano, Turabi è responsabile delle carceri. L’uomo è tra i leader dei talebani che sono sulla lista delle sanzioni delle Nazioni Unite. Secondo quanto riferito da Associated Press, durante il precedente governo talebano, era uno degli esecutori più intransigenti del gruppo.  Nell’intervista con la giornalista di Associated Press, Turabi ha dichiarato: “Siamo cambiati rispetto al passato”, rivelando che i talebani consentiranno l’utilizzo della televisione, i telefoni cellulari, le foto e i video. Infine, Turabi ha aggiunto che se le punizioni dovessero essere rese pubbliche, le persone potrebbero essere autorizzate a video o scattare foto per diffondere l’effetto deterrente.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno cercato di usare la minaccia dell’isolamento per fare pressione sui talebani affinché moderino il loro governo e includano nel governo del Paese altre fazioni, minoranze e donne. Turabi ha respinto le critiche al precedente governo talebano, sostenendo che era riuscito a portare stabilità. Associated Press ha riferito che anche se i residenti di Kabul esprimono paura per i loro nuovi governanti talebani, alcuni riconoscono a malincuore che la capitale è già diventata più sicura solo negli ultimi mesi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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