L’azienda statunitense Boeing produce droni militari in Australia

Pubblicato il 23 settembre 2021 alle 15:17 in Australia USA e Canada

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L’industria aeronautica statunitense Boeing ha annunciato, il 23 settembre, che costruirà un nuovo tipo di drone da guerra in Australia.

Boeing ha dichiarato di aver selezionato la città di Toowoomba nello Stato australiano del Queensland come punto di assemblaggio finale per i suoi mezzi aerei stealth, multiruolo e senza pilota Loyal Wingman. Boeing ha poi aggiunto che i primi voli di prova del velivolo sono stati completati all’inizio di quest’anno.

L’amministratore delegato di Boeing Defense Australia, Scott Carpendale, ha affermato che lo sviluppo del nuovo velivolo sta procedendo come da piani. Carpendale ha specificato che Loyal Wingman utilizza l’intelligenza artificiale per operare in tandem con aerei con equipaggio ed è stato concepito, progettato e sviluppato in Australia. Oltre a questo, si tratta del primo velivolo da combattimento militare progettato e prodotto in Australia negli ultimi cinquant’anni. Nello specifico, Boeing Australia sta sviluppando sei mezzi di tale genere in collaborazione con la Royal Australian Air Force. Carpendale ha affermato che nessun ordine è stato ancora confermato, ma il governo australiano sarebbe fiducioso e felice delle capacità del Loyal Wingman che, secondo Carpendale, avrebbe riscosso interesse significativo da parte di altri Paesi.

Il drone sarà costruito in una struttura all’aeroporto di Wellcamp, di proprietà di Wagner Corp. Il presidente di quest’ultimo gruppo, John Wagner, ha affermato di sperare che un distretto aerospaziale e di difesa presso l’aeroporto attiri più aziende che operano in campi simili. È stato previsto che il progetto creerà 300 posti di lavoro durante la costruzione della struttura e 70 posizioni operative e produttive.

La premier dello Stato del Queensland, Annastacia Palaszczuk, ha affermato che l’annuncio è una “notizia fantastica” e rappresenta la prima volta in cui Boeing ha istituito una struttura di tale genere al di fuori del Nord America.

L’annuncio del 23 settembre è arrivato a circa una settimana di una settimana di distanza da quando, il 15 settembre scorso Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia hanno stretto una nuova alleanza trilaterale in materia di sicurezza che comprende uno sforzo congiunto per aiutare l’esercito australiano ad acquisire sottomarini a propulsione nucleare, sottolineando che le navi sarebbero armate convenzionalmente.

Il 16 settembre, l’Australia aveva poi comunicato che avrebbe annullato un accordo da 40 miliardi di dollari, firmato nel 2016 con una società navale francese, per costruire una flotta di sottomarini. Canberra ha annunciato che commissionerà la costruzione di almeno otto sottomarini a propulsione nucleare con tecnologia statunitense e britannica, poiché questi risponderebbero meglio alle necessità del Paese in materia di sicurezza.  Il primo ministro australiano Scott Morrison ha giustificato il cambiamento di posizione australiano citando “un ambiente strategico in deterioramento nell’Indo-Pacifico”, facendo riferimento alla crescente potenza militare della Cina nella regione. In risposta, Parigi ha quindi richiamato i propri ambasciatori da Canberra e Washington definendo la mossa australiana “una pugnalata alle spalle”.

Alcuni analisti hanno affermato che l’AUKUS potrebbe innescare una corsa agli armamenti più aggressiva con la Cina, che ha definito l’accordo “irresponsabile”.  Nel frattempo, le Filippine, un alleato degli Stati Uniti, hanno accolto con favore l’istituzione di AUKUS mentre la Malesia e l’Indonesia hanno espresso preoccupazione. Il blocco regionale ASEAN è, invece, in trattative per fornire la propria risposta all’acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare da parte di Canberra.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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