La Polonia schiererà carri armati USA al confine con la Bielorussia

Pubblicato il 23 settembre 2021 alle 12:36 in Bielorussia Polonia USA e Canada

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Il ministro della Difesa della Polonia, Mariusz Blaszczak, ha annunciato, giovedì 23 settembre, che Varsavia schiererà centinaia di carri armati di fabbricazione USA lungo il confine Orientale che il Paese condivide con la Bielorussia.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate dal ministro polacco durante un’intervista a una radio polacca e sono state riportate dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Nel dettaglio, Blaszczak ha sottolineato che, in totale, saranno dispiegati 250 mezzi corrazzati M1A2 Abrams, per i quali il Paese Est-Europeo ha speso 250 mila dollari. Secondo il funzionario, è necessario che l’arsenale militare di Varsavia disponga dei “migliori carri armati al mondo” per ridurre il rischio di attacco. In precedenza, le autorità polacche avevano rivelato che, entro il 2022, il Paese avrebbe ricevuto le ultime forniture del nuovo modello USA.

L’accordo che ha formalizzato l’acquisto di 250 carri armati, dal valore di 250 mila dollari in totale, è stato sottoscritto il 14 luglio scorso, stando a quanto era stato rivelato dal primo ministro polacco, Jaroslaw Kaczynski. I mezzi corrazzati M1A2 Abrams rappresentano l’ultimo modello SEP V3, il quale è entrato a far parte dell’arsenale di Washington nel 2020. In tale quadro, è importante sottolineare che già in precedenza Blaszczak aveva rivelato che gli Abrams sarebbero stati schierati nella Polonia Orientale per rafforzare la “prima linea di difesa” vicino ai confini di Ucraina, Bielorussia, Lituania, nonché all’exclave russa fortificata di Kaliningrad. Si tratta dei maggiori punti caldi tra NATO e Russia che contribuiscono a danneggiare le precarie relazioni transatlantiche.  Secondo analisti di The National Interest, il totale di 250 M1 sarà sufficiente ad equipaggiare quattro battaglioni, ognuno dei quali disporrà di 58 Abrams. I nuovi mezzi militari saranno collocati presso la 18° Divisione, più dettagliatamente presso la 1° brigata corrazzata di Varsavia, con sede a Wesola, e la 19° brigata meccanizzata, a Lublino.

La cooperazione militarie di Polonia e Stati Uniti, entrambi membri dell’Alleanza Atlantica, ha portato Varsavia a firmare numerosi contratti per l’acquisto di sistemi di difesa USA. Nel dettaglio, nel luglio 2020, l’asse ha sottoscritto un’intesa di cooperazione per la difesa rafforzata dove era previsto che il numero delle truppe statunitensi schierate in Polonia sarebbe salito ad almeno 5.500. L’accordo è costato a Varsavia circa 135 milioni di dollari in più all’anno, che sono stati stanziati nella legge di bilancio per le spese militari. Un altro punto rilevante del documento di cooperazione è quello che riguarda lo sviluppo di competenze per le Forze polacche nelle aree di ricognizione e comando, con la possibilità che un maggior quantitativo di militari statunitensi vengano dispiegati in Polonia in caso di crescita delle minacce alla sicurezza.

Anche in precedenza, il 12 giugno 2019, l’allora presidente degli USA, Donald Trump, e l’omologo polacco, Andrzej Duda, avevano raggiunto un nuovo accordo in materia di difesa che formalizzava l’arrivo di ulteriori 1.000 soldati statunitensi nel Paese Est-Europeo. Secondo le disposizioni dell’accordo, la Polonia si impegnava a finanziare economicamente le spese per sostenere l’invio delle truppe USA, nonché quelle per costruire le infrastrutture necessarie per l’accoglienza delle nuove Forze speciali. L’incremento delle truppe era stato annunciato già nell’ottobre del 2018, quando il capo dell’ufficio per la sicurezza nazionale polacco, Pawel Soloch, aveva sottolineato l’importanza di una “più ampia presenza americana nel Paese”, da concretizzarsi istituendo una base militare permanente prima delle elezioni generali, tenutesi nel novembre 2019. In tale cornice, è importante ricordare che, in precedenza, il dispiegamento USA su suolo polacco era stato definito essenziale per scongiurare la minaccia posta dalla Russia. Tuttavia, nel corso dell’incontro del 12 giugno con Duda, Trump non aveva definito l’invio delle truppe nell’Est Europa come una misura di deterrenza nei confronti della Russia.

Il bilaterale del 12 giugno 2019 ha poi portato ad un nuovo accordo militare. Nel dettaglio, nel settembre 2019, Varsavia ha sottoscritto un documento per formalizzare l’acquisto di 32 caccia statunitensi F-35, al costo di 6,5 miliardi di dollari. In tal modo, il Paese Est-Europeo ha sostituito i MiG-29 e i Su-22 risalenti all’era sovietica.  

Infine, è importante sottolineare il ruolo che la Polonia svolge in seno alla NATO. Per la sua posizione strategica, il Paese funge da baluardo corrazzato dell’Alleanza. Il suo arsenale di carri armati, composto da circa 800 mezzi, è equiparabile a quello di Francia, Regno Unito e Germania insieme. Non è un caso che sia stata scelta la Polonia per la difesa del blocco. Gli Stati Uniti e i Paesi Europei Occidentali non riuscirebbero a dispiegare tempestivamente i propri carri armati presso un fronte di battaglia lontano. Per la Polonia, tale problema non persisterebbe perché il Paese sarebbe in prima linea nel caso di un eventuale conflitto con la Russia. Nello specifico, Varsavia dispiegherebbe il proprio arsenale a Suwalki Gap, l’unica terra della NATO che funge da ponte per i Paesi Baltici.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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