Cina: la PBOC immette liquidità, incertezze su Evergrande

Pubblicato il 23 settembre 2021 alle 17:21 in Asia Cina

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La Banca del Popolo della Cina (PBOC), il 23 settembre, ha condotto operazioni di reverse repo per centinaia di miliardi di yuan per il quarto giorno lavorativo consecutivo, dimostrando la volontà di mantenere una liquidità stabile alla fine del trimestre.

Nello specifico, il 23 settembre, la PBOC ha lanciato un reverse repo a 7 giorni di 60 miliardi di yuan e un reverse repo di 14 giorni da 60 miliardi di yuan.  Come riferito da Bloomberg, la PBOC ha immesso nel sistema finanziario la liquidità più a breve termine in otto mesi, nella stessa giornata in cui i mercati sarebbero turbati dalle preoccupazioni per la crisi del debito del gigante dell’edilizia cinese China Evergrande Group. La PBOC ha immesso 110 miliardi di yuan di liquidità con accordi di reverse repo, ovvero cedendo a pronti dei titoli detenuti nel proprio portafoglio e impegnandosi al loro riacquisto a una data futura e a un prezzo prestabilito, comprensivo di un tasso di remunerazione. L’operazione del 23 settembre è stata la più grande aggiunta attraverso operazioni di mercato aperto dalla fine di gennaio, quando una stretta sui finanziamenti aveva fatto impennare i tassi interbancari. Prima del 23 settembre, la PBOC aveva iniettato liquidità per tre sessioni consecutive, alimentando le speculazioni secondo cui Pechino spererebbe di calmare i mercati per la questione Evergrande.

Quest’ultima dovrebbe pagare 83,5 milioni di dollari di interessi in scadenza il 23 settembre. Tale somma dovuta, che ha un periodo di grazia di 30 giorni prima che un mancato pagamento costituisca un default, fa parte dei 669 milioni dollari di interessi obbligazionari dovuti fino alla fine del 2021. Evergrande è stata fondata nel 1996 ed è uno dei più grandi costruttori cinesi di appartamenti, palazzi per uffici e centri commerciali. La società sostiene di avere più di 200.000 dipendenti e di sostenere 3,8 milioni di posti di lavoro nell’edilizia e in altri settori, il gruppo ha poi dichiarato di detenere 1.300 progetti in 280 città e beni per un valore di 2,3 trilioni di yuan. Negli anni, Evergrande si è poi diramata in diversi settori quali veicoli elettrici, sviluppo di parchi a tema, cliniche sanitarie, acqua minerale e altre attività. Il fondatore di Evergrande, Xu Jiayin, è stato l’imprenditore più ricco della Cina nel 2017 con un patrimonio netto di 43 miliardi di dollari.

Secondo quanto riferito da Associated Press, Evergrande sarebbe stata messa sotto pressione da nuovi limiti imposti dai regolatori cinesi ai prestiti legati agli immobili come parte della campagna del Partito Comunista Cinese (PCC) per ridurre la dipendenza dal debito. Più economisti avrebbero affermato che l’aumento del debito cinese è una potenziale minaccia da oltre un decennio. Il PCC ha fatto della riduzione di tali rischi finanziari una priorità a partire dal 2018, tuttavia, l’indebitamento totale delle imprese, del governo e delle famiglie è salito a quasi il 300% della produzione economica nel 2020, rispetto al 270% nel 2018. Tale dato sarebbe insolitamente alto per un Paese a reddito medio. Al 30 giugno scorso, Evergrande aveva riportato 2 trilioni di yuan, pari a circa 310 miliardi di dollari, di debiti in essere verso obbligazionisti, banche, imprenditori edili e altri creditori.

Il 22 settembre, Evergrande ha dichiarato che avrebbe pagato gli interessi dovuti agli obbligazionisti in Cina entro il 23 settembre, per un valore totale di 232 milioni di yuan, senza specificare quali piani avesse per pagare le obbligazioni all’estero che ammonterebbero a 83 milioni di dollari. Al momento le autorità cinesi non hanno affermato come agiranno nel caso di un default di Evergrande.

Secondo un economista esperto di Cina di Pantheon Macroeconomics Ltd, Craig Botham, con l’incertezza relativa alla situazione di Evergrande, l’intero settore immobiliare, e di conseguenza, i dati finanziari, sarebbero in dubbio, e dichiarazioni vaghe per evitare inadempienze non fermeranno il problema a lungo. Il 23 settembre, i tassi interbancari a breve termine sono scesi a causa delle iniezioni di liquidità della PBOC. Come riferito da Bloomberg, nella stessa giornata, le azioni quotate a Hong Kong di Evergrande sono aumentate dal 18%, fino al 32% nelle contrattazioni mattutine, poiché gli investitori hanno ritenuto che la società eviterà una risoluzione disordinata del debito dopo che una delle sue unità ha negoziato il pagamento degli interessi su obbligazioni in yuan.

Oltre a tentare di alleviare le preoccupazioni del mercato su Evergrande, le autorità tendono anche ad allentare la presa sulla liquidità verso la fine del trimestre a causa dell’aumento della domanda di contanti da parte delle banche per i controlli normativi. I creditori dovranno anche accumulare più fondi prima del periodo di vacanze di una settimana che ricorrerà il primo ottobre, in occasione dell’anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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