Algeria: chiuso lo spazio aereo ai voli del Marocco

Pubblicato il 23 settembre 2021 alle 10:02 in Algeria Marocco

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Il presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha annunciato la chiusura dello spazio aereo del proprio Paese ai voli sia militari sia civili provenienti dal Marocco. La decisione è una conseguenza dell’interruzione delle relazioni diplomatiche tra Algeri e Rabat, ufficialmente sospese il 24 agosto scorso.

Tebboune, nell’annunciare la propria decisione, nella sera del 22 settembre, a margine di una riunione dell’Alto Consiglio di sicurezza, ha parlato di “continue provocazioni e pratiche ostili” da parte del Marocco. Stando a quanto specificato, oltre a velivoli militari e civili, non potranno sorvolare lo spazio algerino nemmeno gli aerei immatricolati nel vicino Regno Nord-africano. Sino ad ora, non vi è stata alcuna risposta ufficiale da parte di Rabat. Tuttavia, una fonte della compagnia aerea Royal Air Maroc, in condizione di anonimato, ha riferito che la chiusura interesserà, in particolare, 15 voli settimanali che, partendo dal Marocco, si dirigono verso Tunisia, Turchia ed Egitto. A detta della medesima fonte, si tratta, pertanto, di una chiusura di poco conto, considerato che le altre tratte di maggiore rilevanza, che coinvolgono l’area del Mediterraneo, continueranno ad essere effettuate.

Parallelamente, una fonte del governo marocchino ha dichiarato al quotidiano al-Araby al-Jadeed che la decisione algerina “non è stata una sorpresa per Rabat, poiché rientra nel quadro della logica di escalation adottata dalle autorità del vicino orientale nelle scorse settimane”. Anche secondo il capo uscente della Commissione esteri della Camera dei rappresentanti marocchina, Youssef Ghorabi, la chiusura dello spazio aereo algerino rappresenta “una continuazione dell’approccio adottato da Algeri”, che mirerebbe a danneggiare il “futuro del Maghreb”. Questo perché, a detta di Ghorabi, saranno i residenti dei due Paesi a pagare il prezzo di tale decisione, sia in termini economici e temporali, sia perché sarà difficile per loro muoversi, anche per far visita ad amici e parenti. Stando a quanto riportato da al-Araby al-Jadeed, il collegamento aereo tra Algeri e Casablanca, città marocchina, è l’unico sbocco tra i due Paesi dalla chiusura delle frontiere terrestri, avvenuta nel 1994, per gli algerini residenti in Marocco, pari a decine di migliaia, e per i marocchini residenti in Algeria, il cui numero supera i 200.000.

Anche quando era stata annunciata la sospensione dei legami diplomatici con il Marocco, il ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamamra, aveva affermato che Rabat non aveva mai smesso di condurre “azioni ostili” contro Algeri. “La propaganda marocchina e i loro servizi di sicurezza stanno conducendo una vile guerra contro l’Algeria, il suo popolo e i suoi leader”, aveva riferito il ministro. Da parte sua, già il 19 agosto scorso, Tebboune aveva accusato il Marocco e “il suo alleato, l’entità sionista”, con riferimento a Israele, di perpetrare “atti ostili” contro il proprio Paese, sostenendo un’organizzazione terroristica ritenuta essere responsabile degli incendi letali che hanno devastato i territori algerini. Alla luce di ciò, Algeri aveva riferito che avrebbe rivalutato le proprie relazioni con Rabat.

Le dichiarazioni della presidenza algerina erano giunte dopo settimane in cui il Paese Nord-africano aveva dovuto fronteggiare una forte ondata di incendi, scoppiata il 9 agosto, cha ha provocato la morte di circa 90 persone, di cui 33 soldati. Secondo quanto riferito dall’ufficio del presidente algerino, sulla base delle informazioni riportate dalle forze di polizia, la responsabilità degli incendi è da far risalire a due gruppi, designati come terroristici a maggio 2021, Rashad, di matrice islamista, e MAK. Quest’ultimo, un movimento separatista a maggioranza berbera della regione di Cabilia, riceverebbe, secondo Algeri, il sostegno di attori stranieri, primi fra tutti Marocco e Israele.

Da parte sua, il governo di Rabat ha respinto le accuse rivolte dalla parte algerina, parlando di pretesti “falsi e assurdi”, alla base di una decisione “unilaterale” ritenuta essere ingiustificata. Il Regno Nord-africano si è detto rammaricato per quanto accaduto, ma, al contempo, ha affermato di aver previsto una mossa simile, considerata la “logica di escalation” delle ultime settimane.

In realtà, nel corso del 2021, sono stati diversi i momenti in cui le relazioni tra Algeri e Rabat sono state messe a dura prova. In generale, queste sono da ricollegarsi alla posizione che l’Algeria adotta, da decenni, nei confronti della questione del Sahara occidentale, un territorio dove il popolo saharawi rivendica da anni il suo diritto all’autodeterminazione, ma che il Marocco considera parte integrante della nazione. 

Il 18 luglio, il Ministero degli Esteri algerino aveva annunciato di aver richiamato in patria, per consultazioni, il suo ambasciatore a Rabat e aveva accennato a possibili ulteriori misure. La mossa era stata collegata alle dichiarazioni del rappresentante permanente del Marocco alle Nazioni Unite, Omar Hilale, in merito al diritto all’autodeterminazione della regione della Cabilia, in Algeria. Parlando durante una riunione dell’ONU, il 15 luglio, il diplomatico aveva attirato l’attenzione dei funzionari di Algeri dichiarando il suo sostegno “all’autodeterminazione delle persone che vivono nella regione della Cabilia”, e affermando che l’Algeria non dovrebbe negare questo diritto al popolo cabilo, mentre sostiene l’autodeterminazione per il Sahara occidentale. Il Ministero degli Esteri algerino algerino aveva descritto le osservazioni di Hilale di “estrema gravità”. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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