Yemen: gli Houthi avanzano a Shabwa, si temono nuove esecuzioni

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 10:22 in Medio Oriente Yemen

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Dopo aver giustiziato 9 civili a Sanaa, fonti yemenite hanno riferito che i ribelli Houthi stanno preparando una nuova esecuzione, che potrebbe coinvolgere altresì donne. Nel frattempo, il gruppo sciita ha conquistato postazioni a Shabwa, governatorato a Est di Sanaa, mentre ha continuato a violare la tregua nella regione occidentale di Hodeidah.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Asharq al-Awsat, sulla base di informazioni fornite da fonti locali impegnate nella salvaguardia dei diritti umani, un tribunale posto sotto il controllo degli Houthi ha ordinato di giustiziare 11 persone, tra cui 2 donne, accusate di spionaggio, mentre è stato stabilito di confiscare il denaro in loro possesso. Tale ordine giunge dopo che, il 18 settembre, 9 uomini sono stati giustiziati nel centro di Sanaa, accusati di essere coinvolti nella morte, avvenuta il 19 aprile del 2018, di Saleh al-Sammad, l’allora il principale leader civile del gruppo armato sciita. L’episodio, definito “brutale” oltre che un “massacro”, è stato condannato dal governo riconosciuto a livello internazionale e dalla comunità internazionale.

La notizia sulla possibile nuova esecuzione è giunta mentre i distretti di Bayhan e Ain, nel governatorato di Shabwa, sono stati teatro di nuove tensioni tra i ribelli Houthi e le forze filogovernative, coadiuvate dalla coalizione internazionale a guida saudita. L’obiettivo del gruppo sciita potrebbe essere entrare a Shabwa così da assediare Ma’rib dal lato orientale. A tal proposito, fonti locali hanno riferito al quotidiano al-Jazeera Jazeera che gli Houthi hanno preso il controllo dei due distretti nella giornata del 21 settembre, dopo aver lanciato, nei giorni precedenti, una violenta offensiva. Il governo yemenita, da parte sua, non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito. Il distretto di Bayhan dista circa 200 km da Ataq, capoluogo della provincia di Shabwa, ed è considerato una località strategica, in quanto situato sulla strada principale tra i governatorati di Shabwa e Ma’rib. Risale al 2018 la conquista delle forze filogovernative in tale regione, per poi insediarsi completamente il 26 agosto 2019, in seguito al ritiro delle forze degli Emirati Arabi Uniti e al passaggio di consegna tra i gruppi secessionisti della Shabwani Elite, ovvero un’unità militare locale sostenuta dagli Emirati, e le forze del governo yemenita centrale.

Circa gli episodi delle ultime ore, il 21 settembre, le forze di difesa aerea congiunte stanziate sulla costa occidentale dello Yemen hanno riferito di aver intercettato e abbattuto un drone delle milizia Houthi a Sud di Hodeidah. Tale drone, ha specificato una fonte militare, trasportava bombe calibro 40 mm ed è stato intercettato mentre sorvolava le postazioni miliari a Ovest della città di Hays. Si tratta di una regione soggetta all’accordo di Stoccolma, l’intesa siglata dal gruppo sciita e dal governo yemenita il 13 dicembre 2018. In base a tale patto, i ribelli sciiti avevano accettato di porre fine alle tensioni e di ritirarsi da tutti e tre i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere a una delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. La fase di relativa tregua ha consentito alla Missione delle Nazioni Unite di istituire posti di blocco e di monitoraggio nel governatorato dal 19 ottobre 2019, con il fine di garantire il rispetto del cessate il fuoco. Tuttavia, le tensioni non si sono mai del tutto placate.

Tali ultimi sviluppi sono giunti in concomitanza con il tour degli inviati di USA e Nazioni Unite, Timothy Lenderking e Hans Grundberg, recatisi a Riad e Muscat per incontrare le parti coinvolte nel dossier yemenita, inclusi i ribelli Houthi. A tal proposito, nel corso dei colloqui del 21 settembre con funzionari yemeniti, Lenderking ha ribadito il sostegno di Washington a un accordo a lungo termine che possa garantire pace in Yemen, oltre che unità, sicurezza e stabilità. Gli USA, è stato riferito, stanno collaborando con le Nazioni Unite e i partner internazionali per raggiungere tale obiettivo attraverso canali diplomatici. Al contempo, gli Stati Uniti si sono detti disposti a fornire assistenza umanitaria alla popolazione yemenita, seppur consapevoli che la situazione possa essere migliorata solo stabilendo la pace e rilanciando le attività economiche. Ad ogni modo, gli Houthi sono stati esortati a porre fine alle proprie operazioni militari e destabilizzanti, rispondendo positivamente agli sforzi internazionali volti a giungere un accordo politico e risolvere la crisi yemenita.

Le dichiarazioni di Lenderking sono giunte a sette anni esatti da quando, il 21 settembre 2014, i ribelli Houthi hanno preso il controllo della capitale yemenita, Sana’a, dando avvio a una guerra civile che ha provocato la peggiore crisi umanitaria a livello internazionale. Il conflitto vede contrapporsi i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, legato al presidente Rabbo Mansour Hadi. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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