USA: rivalutare la minaccia terroristica in Afghanistan

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 10:01 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 21 settembre, Christine Abizaid, direttrice del Centro Nazionale Anti-terrorismo degli USA, ha riferito ad una commissione del Senato che le agenzie di intelligence  stanno rivalutando la minaccia di al-Qaeda e dell’IS-K in Afghanistan.

Abizaid è stata una delle persone interpellate in occasione dell’udienza di fronte alla Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato, per discutere delle principali minacce per gli Stati Uniti, a 20 anni dall’11 settembre 2001. Il suo intervento è stato particolarmente importante poiché il Centro Nazionale Antiterrorismo (noto con l’acronimo dall’inglese NCTC), che la donna dirige, è stato creato dal Congresso nel 2004, proprio a causa degli attacchi di al-Qaeda dell’11 settembre, ed è responsabile della raccolta di informazioni provenienti da tutte le agenzie di intelligence statunitensi riguardo a possibili azioni a danno degli USA. NCTC ha monitorato per anni gli sviluppi relativi ad al-Qaeda e altre organizzazioni terroristiche come lo Stato Islamico nella Provincia di Khorasan (IS-K).

Abizaid ha iniziato il suo discorso al Senato sottolineando il fatto che, 20 anni dopo l’11 settembre, gli Stati Uniti devono affrontare minacce “cambiate” in relazione al terrorismo internazionale. Questa ha poi sottolineato che esistono rischi minori diretti verso il suolo statunitense, ma questi sono accompagnati una diffusione delle ideologie radicali islamiste sempre più ampia. La direttrice ha quindi sottolineato che, anche se gli USA hanno lasciato l’Afghanistan, mettendo fine ad una guerra lunga vent’anni, rimane importante tenere sotto controllo la situazione. “L’Afghanistan è un ambiente molto dinamico in questo momento”, ha dichiarato Abizaid. “È giusto valutare lo sviluppo della capacità operativa esterna di quei gruppi”, ha aggiunto, con un riferimento ad al-Qaeda e all’IS-K. La direttrice ha poi evidenziato la necessità di monitorare se le previsioni degli esperti si realizzeranno più velocemente del previsto.

A tale proposito, è necessario specificare che prima del ritiro militare degli Stati Uniti dall’Afghanistan, la CIA e la Defense Intelligence Agency avevano avvertito che al-Qaeda sarebbe stata in grado di ricostituirsi entro un tempo che varia da uno a tre anni. “La minaccia proveniente dall’Afghanistan è la nostra priorità in termini di ciò che è probabile che questo panorama dinamico presenti”, ha affermato Abizaid a tale proposito. Inoltre, anche il direttore dell’FBI, Christopher Wray, ha dichiarato di fronte al Senato che condivide la preoccupazione per la possibilità che al-Qaeda riconquisti un “porto sicuro” in Afghanistan e che l’IS-K possa “operare più liberamente”. “Siamo preoccupati per ciò che riserva il futuro”, ha affermato Wray, sottolineando che gli eventi in Afghanistan possono essere “una sorta di catalizzatore o ispirazione per attacchi terroristici in altre parti della regione”. 

Le preoccupazioni delle agenzie statunitensi derivano dal fatto che, vent’anni dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, non solo al-Qaeda è ancora presente in Afghanistan, dove ha supportato la diplomazia e la guerra talebana fino alla presa di Kabul, ma le sue ramificazioni si sono espanse in una rete che va dall’India al Sahara, passando per la penisola arabica. Il 20 maggio del 2021, a meno di tre mesi dalla conquista di Kabul da parte dei talebani e del ritiro totale della NATO, un rapporto di un’agenzia di monitoraggio delle Nazioni Unite aveva confermato la presenza e la minaccia di al-Qaeda in Afghanistan. Il documento ha riportato i risultati delle attività di monitoraggio effettuate da maggio 2020 ad aprile 2021, affermando: “Una parte significativa della leadership di al-Qaeda risiede nella regione di confine tra Afghanistan e Pakistan, insieme ad al-Qaeda nel Subcontinente Indiano. Un gran numero di combattenti di al-Qaeda e altri estremisti stranieri allineati con i talebani sono stanziati in varie zone dell’Afghanistan”.

Il report ha poi sottolineato il fatto che l’organizzazione terroristica aveva continuato a subire attacchi da parte della NATO, nel periodo in esame, risultandone logorata. Tuttavia, il suo rapporto con i talebani, secondo l’agenzia, era rimasto forte. A tale proposito, il documento ha evidenziato una questione molto rilevante oggi: “La componente principale dei talebani a trattare con al-Qaeda è la rete Haqqani“. Come è noto, vent’anni dopo l’11 settembre 2001, il 7 settembre 2021, i talebani hanno nominato come ministro degli Interni proprio Sirajuddin Haqqani, leader dell’omonima rete e figlio del fondatore della stessa. L’esecutivo dei talebani, oggi, appare strettamente legato all’organizzazione terroristica. 

Quindi, il rapporto del 20 maggio delle Nazioni Unite ha sottolineato che “i legami tra i due gruppi rimangono stretti, basati sull’allineamento ideologico, su relazioni forgiate attraverso lotte comuni e tramite matrimoni misti”. Secondo il documento, i talebani avevano iniziato a rafforzare il loro controllo su al-Qaeda, raccogliendo informazioni sui terroristi stranieri e i militanti presenti sul territorio, al fine di registrarli e limitarne gli spostamenti o le attività. Tuttavia, al-Qaeda avrebbe assicurato solo concessioni minime, che potrebbe facilmente e rapidamente ritirare, secondo il report. Quindi, l’analisi ha concluso che sarebbe stato “impossibile affermare con sicurezza che i talebani manterranno il loro impegno a evitare qualsiasi futura minaccia alla sicurezza internazionale proveniente da al-Qaeda in Afghanistan”. E ha aggiunto: “Al-Qaeda e militanti che la pensano allo stesso modo continuano a celebrare gli sviluppi in Afghanistan come una vittoria per la causa dei talebani e quindi per il radicalismo globale”. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.