Ucraina: tentato omicidio del consigliere di Zelensky

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 12:32 in Europa Ucraina

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Colpi d’arma da fuoco sono stati sparati, mercoledì 22 settembre, contro un’auto che trasportava il braccio destro del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in quello che è stato definito un “tentativo di omicidio”, che ha provocato gravi ferite al conducente dell’auto presidenziale.  

Nel mirino dell’aggressore vi era il principale consigliere di Zelensky, Serhiy Shefir. Sebbene il funzionario non abbia riportato ferite, ha riferito il canale Telegram della presidenza del Paese, l’autista verte in gravi condizioni poiché è stato colpito dalla raffica di proiettili. Il tentato omicidio è avvenuto la mattina del 22 settembre, intorno alle 10:00 (ora di Mosca), quando l’auto si trovava nella cittadina di Lesnyky, poco distante da Kiev. Più tardi, il Ministero degli Interni del Paese ha confermato quanto accaduto, aggiungendo che nel veicolo presidenziale sono stati rinvenuti un totale di 10 proiettili. Al momento, le autorità ucraine hanno avviato la caccia all’uomo attraverso un’operazione speciale di ricerca, denominata missione “Sirena”. A sua volta, il procuratore generale dell’Ucraina, Irina Venediktova, sulla sua pagina Facebook, ha informato che, a seguito dell’incidente, “è stata aperta una procedura per tentato omicidio di due o più persone”.

Per quanto riguarda le condizioni dell’autista, il quotidiano ucraino Strana ha riferito che l’uomo si trova in terapia intensiva e che le sue ferite sono piuttosto gravi. Al momento, Zelensky, salito al potere con l’intento di combattere la corruzione nel Paese e porre fine all’oligarchia, si trova negli Stati Uniti, in occasione della 76° Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un altro consigliere del presidente di Kiev, Mykhailo Podolyak, ha affermato che il tentativo di assassinio potrebbe essere il risultato della lotta agli oligarchi, nonché delle recenti normative approvate in tale direzione. “L’assalto, volontario e violento, […] non può essere definito in altro modo se non come un tentativo di uccidere una figura chiave” della leadership del Paese, ha affermato Podolyak.

Pertanto, secondo il funzionario, il tentato assassinio è la conseguenza della “politica attiva del capo di Stato” ucraino. “Sottolineiamo che la politica del presidente, volta alla trasformazione del Paese, rimarrà invariata”, ha continuato Podolyak, promettendo misure più dure contro gli oligarchi. In tale quadro, è importante sottolineare che il Parlamento di Kiev, questa settimana, si riunirà per discutere di una nuova legge volta a ridurre l’influenza che gli oligarchi esercitano nel Paese.

La questione della corruzione in Ucraina è stata ampiamente discussa, soprattutto a partire dal 2014, anno in cui la Russia ha “occupato” la Crimea e ha supportato le forze separatiste nel Donbass, una regione Orientale del Paese dove è tutt’ora in corso un conflitto. Uno dei movimenti nati in Ucraina per supportare la lotta alla corruzione, la de-oligarchizzazione e il rafforzamento dello Stato di diritto, nonché l’integrazione euroatlatica è l’Euromaiden. Tale movimento, anche noto come “Rivoluzione della Dignità”, si è sviluppato tra il 18 e il 23 febbraio 2014, culminando in una serie di proteste violente e duramente represse dall’allora regime. A guidare tali movimenti erano principalmente i valori e gli ideali europei a sostegno dell’integrazione del Paese nell’Unione. L’Euromaidan, inoltre, si contraddistingue per la lotta alla corruzione.

A partire da tali eventi, il sistema socio-politico del Paese ha subito profondi cambiamenti, che hanno portato a progressi cruciali. Tra le conquiste più importanti per migliorare la trasparenza nel settore pubblico vi è la nascita di tre diverse istituzioni per la lotta alla corruzione di parlamentari, giudici e alti ufficiali. Queste sono l’Agenzia Nazionale Anticorruzione Ucraina (NABU), la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) e l’Agenzia Nazionale per la Prevenzione della Corruzione (NAZK). Infine, il 29 giugno, il Parlamento di Kiev ha approvato un disegno di legge che sancisce l’istituzione di una Commissione Speciale che avrà il compito di valutare l’adeguatezza di giudici e ufficiali giudiziari nel Paese. Tale mossa è da inserire nel quadro delle proposte anticorruzione suggerite dalla NATO e da numerosi Paesi Occidentali.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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