Spagna: rinvenuti i cadaveri di 8 migranti

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 10:17 in Immigrazione Spagna

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I corpi di 8 migranti, tra cui tre donne e un bambino, sono stati ritrovati, tra domenica 19 e martedì 21 settembre, sulle coste del Sud della Spagna. “Provenivano da una o più barche”, hanno dichiarato le autorità di Almeria, indicando che i cadaveri delle vittime sono stati rinvenuti lungo un tratto di costa lungo all’incirca 20 km. La polizia della Guardia Civil spagnola sta indagando sui fatti. I barconi erano probabilmente partiti dal Marocco o dall’Algeria, con l’obiettivo di compiere un viaggio di almeno 200 km attraverso il Mediterraneo occidentale, nella speranza di raggiungere l’Europa.

Finora quest’anno, 10.701 migranti e rifugiati sono riusciti a raggiungere via mare la costa meridionale della Spagna continentale o le Isole Baleari, con un aumento di 1.680 persone rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo i dati del Ministero dell’Interno spagnolo, aggiornati al 14 settembre. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) ha dichiarato che almeno 238 migranti sono morti durante la traversata, dall’inizio dell’anno. Separatamente, un totale di 11.060 migranti è riuscito a raggiungere le Isole Canarie, nell’Oceano atlantico, partendo dalla costa dell’Africa occidentale. Si tratta di più del doppio degli arrivi registrati nello stesso periodo dell’anno scorso, quando circa 5.090 persone erano approdate nell’arcipelago.

Nel suo punto più breve, la rotta marittima dalle coste marocchine verso le isole atlantiche spagnole è di circa 100 chilometri, ma si tratta di un percorso rischioso soprattutto a causa delle forti correnti. I barconi di migranti, spesso sovraffollati e in cattive condizioni, non sono adatti ad affrontare una simile traversata. L’anno scorso, almeno 1.851 persone hanno perso la vita lungo questa rotta, secondo i dati di Caminando Fronteras. Una delle ultime tragedie si è verificata il 26 agosto, quando i cadaveri di 4 migranti sono stati ritrovati dal servizio di soccorso marittimo della Spagna, Salvamento Marítimo, insieme ad altri 27 superstiti. Il barcone, rinvenuto a oltre 500 miglia a Sud-Ovest di El Hierro, una delle isole dell’arcipelago, faceva parte di un gruppo di altre cinque imbarcazioni, con a bordo 166 migranti in totale, per lo più provenienti dall’Africa sub-sahariana e diretti verso le isole spagnole nell’Africa Nord- Occidentale. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, raccolte dall’ONG Caminando Fronteras, durante la traversata erano morte altre 24 persone. Tra le vittime c’erano anche 7 bambini.

I migranti si affidano spesso a trafficanti di esseri umani e rischiano la vita nel pericoloso viaggio in mare su barche sovraffollate, nel tentativo di raggiungere l’Europa in cerca di una vita migliore. Si ritiene che le restrizioni ai movimenti e la chiusura delle frontiere imposte durante la pandemia di coronavirus abbiano in parte contribuito ad una ripresa dei traffici, da inizio anno in forte aumento. La rotta tra la Libia e l’Italia continua ad essere una delle più mortali al mondo, con circa 741 vittime da gennaio 2021, secondo i dati dell’IOM.

Stando quanto riferito dal Ministero degli Interni italiano, da agosto 2020 a luglio 2021 in Italia è stato registrato un aumento del 128% del numero di migranti giunti nel Paese, rispetto all’anno precedente. Nello specifico, dal primo agosto 2020 al 31 luglio 2021 sono sbarcati in Italia 49.280 migranti, pari al 128 % in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I minori non accompagnati sono stati 7.843, con un aumento del 155,26%, mentre gli scafisti arrestati sono stati 147. Al contempo, sempre nel periodo agosto 2020-luglio 2021, sono aumentati anche i cosiddetti sbarchi autonomi, che rappresentano l’82,6% del totale, rispetto al 75,6% dell’anno precedente. Le operazioni di soccorso hanno consentito il salvataggio di 8553 persone complessivamente. Circa i Paesi di provenienza, è la Libia a detenere il primato, in quanto è da qui che ha origine il 45,3% dei migranti giunti in Italia. A seguire, vi è la Tunisia, con il 35,9%. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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