Namibia: protesta contro gli investimenti dalla Germania

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 10:53 in Germania Namibia

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Circa 300 persone hanno preso d’assalto il Parlamento della Namibia, il 21 settembre, mentre l’Assemblea Nazionale stava votando per accettare un’offerta di risarcimento da 1 miliardo di dollari in investimenti dalla Germania per il genocidio delle tribù Herero e Nama del 1904-1908. 

Le autorità namibiane hanno annunciato, il 28 maggio, che la Germania aveva accettato di finanziare progetti nel Paese per un valore di 1 miliardo per oltre 30 anni. La motivazione fornita era, tra le altre, il desiderio di provare a riparare i danni causati alla popolazione durante il passato coloniale, con le uccisioni arbitrarie e i sequestri di proprietà. La Germania si è scusata in particolare per il suo ruolo nel massacro delle tribù Herero e Nama e ha definito ufficialmente tale massacro “un genocidio”, per la prima volta, proprio il 28 maggio. Una fazione filo-governativa di rappresentanti degli Herero e Nama ha accettato provvisoriamente l’offerta della Germania, secondo quanto riferito da uno dei suoi leader, Gerson Katjirua, in una conferenza stampa. La mozione in Parlamento, interrotta dai manifestanti, sarebbe probabilmente stata approvata.

I manifestanti, guidati dall’opposizione e dai leader tradizionali delle comunità colpite, hanno marciato attraverso la capitale Windhoek prima di scavalcare una recinzione per entrare nel palazzo del Parlamento. Questi ritengono offensiva l’offerta tedesca, sostenendo che la somma è troppo piccola e sottolineando che non tutte le parti in causa erano coinvolti nei negoziati con la Germania. “Il cosiddetto accordo è un flagrante segno di disprezzo per le nostre legittime richieste di riparazione e restituzione”, si legge in una petizione consegnata al vicepresidente del Parlamento, Loide Kasingo. “L’accordo non è all’altezza” e tale situazione non fa giustizia e acuisce solo il dolore, secondo una nota di Kavemuii Murangi, un discendente di una delle vittime. L’ambasciata tedesca a Windhoek non è stata immediatamente disponibile a commentare i fatti del 21 settembre.

 

Le forze coloniali tedesche uccisero migliaia di Herero e Nama tra il 1904 e il 1908, dopo che le tribù si ribellarono al dominio tedesco della colonia, allora denominata Africa Sud-occidentale tedesca. Il generale Lothar von Trotha, incaricato di sopprimere la rivolta, utilizzò pratiche di guerra non convenzionali che includevano l’avvelenamento dei pozzi e altre misure che portarono alla morte per fame e per sete di una rilevante percentuale della popolazione Herero e Nama. I sopravvissuti furono spinti nel deserto, dove molti finirono in campi di prigionia, usati come schiavi. Alcuni morirono di freddo, malnutrizione ed esaurimento. Nel 1985 le Nazioni Unite pubblicarono il Rapporto Whitaker e identificarono in queste violenze uno dei primi tentativi di genocidio, un massacro con l’intento di sterminare un’intera popolazione, del XX secolo. Il governo tedesco si è assunto la responsabilità storica e morale di tali eventi nel 2004. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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