Israele-Libano: esplorazioni nel Mediterraneo insospettiscono Beirut

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 12:41 in Israele Libano

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Libano, Michel Aoun, il premier libanese, Najib Mikati, e il ministro degli Esteri, Abdallah Bou Habib, hanno discusso delle possibili misure da intraprendere dopo che è stato concesso a una società statunitense di condurre esplorazioni nella zona del Mediterraneo contesa da Libano e Israele.

L’incontro si è tenuto il 21 settembre, a pochi giorni di distanza dall’accordo, raggiunto il 18 settembre, con cui Energean, società internazionale di esplorazione e produzione di idrocarburi, ha assegnato a una società statunitense di servizi energetici, Halliburton, un contratto per la perforazione da tre a cinque pozzi nel giacimento di gas naturale di Karish North. Quest’ultimo, scoperto nel 2012 e con quantità di stimate tra 60 e 80 miliardi di metri cubi, è situato in un blocco gestito da Israele, al confine con acque territoriali al centro di una disputa tra Libano e Israele. 

In particolare, sin dal 1948, il Libano ha spesso contestato i confini di demarcazione stabiliti nel bacino del Mediterraneo orientale. Al centro della disputa vi sono 860 km2 di territorio marittimo ricco di idrocarburi, che si estende lungo il confine di tre blocchi energetici del Libano meridionale. In tale area, negli ultimi anni, sono stati ritrovati almeno due giacimenti di gas naturale, elemento che ha alimentato ulteriormente le tensioni, considerato che sia Beirut sia Tel Aviv sostengono che tale area rientri nella propria Zona Economica Esclusiva (ZEE).

Il 14 ottobre 2020 era stato avviato un nuovo negoziazioni, con la mediazione degli USA, volto a risolvere la disputa tra Libano e Israele. Ad oggi, però, la questione risulta essere ancora irrisolta e, dopo l’ultimo meeting dell’11 novembre 2020, le parti coinvolte non si sono più incontrate. Washington, da parte sua, ha svolto un ruolo di mediazione sin dal 2011 e, grazie alla “diplomazia della spola” messa in atto dall’allora assistente segretario di Stato degli Stati Uniti per gli Affari del Vicino Oriente, David Satterfield, erano stati fatti passi in avanti. Nel 2012, un diplomatico statunitense, Frederic Hof, aveva avanzato una proposta su una possibile linea di demarcazione di confine, secondo la quale il Libano avrebbe ottenuto circa due terzi e Israele un terzo del territorio marittimo conteso. Nulla, però, ha mai portato a risultati tangibili.

Ora, il contratto tra Energean e Halliburton ha riportato a galla la questione dopo mesi dagli ultimi colloqui sul dossier. Mikati, sin dalle prime notizie sul contratto, ha riferito che si sarebbe impegnato per preservare i diritti del proprio Paese, mentre Bou Habib ha contattato il rappresentante del Libano alle Nazioni Unite, l’ambasciata statunitense e altre parti coinvolte nei precedenti negoziati, per assicurarsi che il contratto con Halliburton non coinvolga le zone marittime contese. Parallelamente, la delegata libanese presso le Nazioni Unite, l’ambasciatrice Amal Mudallali, ha inviato una lettera all’Onu. “Le Nazioni Unite devono svolgere il loro ruolo nel dissuadere Israele e costringerlo a fermare le sue ripetute violazioni dei diritti libanesi e della sovranità del Libano”, ha dichiarato il premier neoeletto. Fonti della presidenza libanese hanno rivelato che, al momento, sono state avviate ricerche per comprendere se le attività di esplorazione verranno effettivamente condotte nella zona contesa, sebbene siano state già valutate le possibili ripercussioni di quella che è stata definita una mossa “israeliana”.

Sino ad ora, Energean non ha risposto alle preoccupazioni di Beirut, mentre dal Ministero dell’Energia israeliano sono giunte voci secondo cui il contratto riguarda una zona appartenente a Israele. Dal canto suo, Halliburton ha reso noto, attraverso una dichiarazione pubblicata sul proprio sito web, che collaborerà con la società greca Energean per esplorare, valutare e sviluppare pozzi energetici offshore in Israele, senza specificare la posizione geografica di quei pozzi. “Siamo entusiasti di rafforzare la nostra forte relazione con Energean e onorati di essere stati selezionati ancora una volta per fornire servizi di gestione integrata a dei progetti che massimizzano il valore dei pozzi offshore nel Mediterraneo”, ha affermato Ahmed Kenawi, vicepresidente senior di Europa, Eurasia e Sub- Africa sahariana ad Halliburton. 

Mentre le ultime stime sulle potenziali scoperte di gas libanesi sono poco chiare, i dati diffusi precedentemente dal governo del Libano hanno indicato che le acque territoriali potrebbero contenere fino a 100 trilioni di piedi cubi di gas naturale e 865 milioni di barili di petrolio. Nel 2017, Beirut ha concesso ad un consorzio formato dalla compagnia italiana Eni, dalla francese Total e la russa Novatek di condurre la prima esplorazione offshore in due blocchi, uno dei quali oggetto della disputa con Israele. Tuttavia, le divergenze tra Israele e Libano hanno spesso ostacolato le attività di esplorazione.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.