Georgia: uomo armato accoltella due membri dell’opposizione

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 18:32 in Europa Georgia

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In Georgia, un uomo armato ha accoltellato, la sera di martedì 21 settembre, due sostenitori del partito di opposizione Movimento Nazionale Unito (UNM) durante una campagna elettorale locale, svoltasi a ridosso delle imminenti elezioni.

A riportare quanto annunciato dal Ministero degli Interni della Georgia, mercoledì 22 settembre, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Gli scontri si sono verificati nella cittadina di Gantiadi, situata nel comune di Dmanisi, Sud-Est del Paese. L’incontro elettorale è stato presieduto dal sindaco di Dmanisi, Giorgi Tatuashvili, nonché candidato presso il partito Movimento Nazionale Unito, e da un deputato, leader del partito Progresso e Libertà, Kakha Okriashvili. Secondo Okriashvili, i partecipanti alla riunione sono stati attaccati da decine di persone, tra cui un vice candidato locale del partito al governo Sogno Georgiano, Mikhail Dautashvili, e suo figlio. Quest’ultimo è accusato di aver accoltellato due sostenitori del partito UNM e rischia di essere condannato da tre a sei anni di reclusione. I feriti sono stati trasportati d’urgenza nell’ospedale più vicino.

L’emittente televisiva georgiana Mtavari Arkhi ha rivelato che, a seguito di quanto accaduto, le forze di opposizione hanno attribuito la responsabilità delle violenze alle autorità. L’ufficio stampa del Ministero degli Interni ha poi dichiarato che, al momento, le Forze dell’ordine del Paese stanno prendendo tutte le misure necessarie “per identificare tutte le persone coinvolte nell’incidente, al fine di consegnarle alla giustizia”. In tale quadro, è importante ricordare che in Georgia, il 2 ottobre, i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere i sindaci di 64 città e regioni, nonché i deputati agli organidi rappresentanza locali. Per quanto riguarda la capitale, Tbilisi, sono 16 i candidati ad essere in lizza per la carica di sindaco. Secondo quanto reso noto da TASS, tra le figure che potrebbero essere elette vi è l’attuale sindaco, Kakha Kaladze, legato al partito al governo, il leader di UNM, Nika Melia, e l’ex primo ministro del Paese, Grigorij Gacharija, nonché rappresentante del partito Per la Georgia.

In tal contesto, è importante ricordare che la Georgia, a partire dal 31 ottobre 2020, è stata colpita da una profonda crisi politica interna causata dalle elezioni parlamentari che sono state vinte dal partito Sogno Georgiano. Numerosi cittadini e gruppi politici dell’opposizione hanno accusato il partito di brogli elettorali, rifiutandosi di partecipare all’attività politica del parlamento. La situazione è peggiorata quando, il 18 febbraio, l’ormai ex premier del Paese, Grigorij Gacharija, ha rassegnato le dimissioni a causa dell’impossibilità di raggiungere accordi parlamentari tra i vari schieramenti. Qualche giorno dopo, il 23 febbraio, la crisi politica si è aggravata ulteriormente quando la polizia georgiana ha arrestato l’oppositore, Nika Melia, leader del partito Movimento Nazionale Unito.  

Bruxelles è intervenuta nella questione attraverso un piano, il documento Danielsson, presentato al Parlamento di Tbilisi il 18 aprile. Numerose trattative, complice il rilascio di Melia del 10 maggio, hanno portato il gruppo UNM a rientrare al Parlamento per partecipare alla vita politica del Paese. Tuttavia, Melia ha dichiarato che il suo partito non avrebbe mai firmato il patto europeo a causa di alcuni punti che non condivide. Nello specifico, l’oppositore ha fatto riferimento alla durata dei mandati di figure rilevanti in ambito giudiziario. Il fatto che il presidente della Commissione Elettorale Centrale (CEC) – organo che si occupa della supervisione delle elezioni per garantirne la trasparenza – non sarà sostituito, così come i giudici e i funzionari corrotti, non permetterà di apportare cambiamenti reali al sistema politico del Paese.

Oltre a ciò, tra le soluzioni che l’Europa ha proposto, fondamentale è quella delle elezioni anticipate, che saranno indette nel 2022 se il partito attualmente al governo, Sogno Georgiano, otterrà meno del 43% alle elezioni amministrative che si terranno nell’ottobre 2021. Il nuovo patto, inoltre, prevede l’amnistia di tutti gli individui coinvolti nell’irruzione al Parlamento, avvenuta il 20 giugno 2019 e organizzata dal leader di UNM Melia, incarcerato e poi liberato come da disposizioni del documento Danielsson.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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