Emirati Arabi Uniti: prevista una crescita economica del 2,1%

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 15:07 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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Mentre la vita sembra tornare alla normalità negli Emirati Arabi Uniti (UAE), a seguito della pandemia di Covid-19, la Banca centrale emiratina ha previsto una crescita economica del 2,1% per il 2021.

Per il 2022, invece, è stata stimata una crescita del 4,2%, secondo quanto riferito, il 22 settembre, dalla Banca centrale, in un momento in cui il Paese del Golfo si sta riprendendo dalla crisi provocata dalla pandemia di Coronavirus. “Le attività economiche negli Emirati Arabi Uniti hanno continuato a mostrare segali di ripresa nel secondo trimestre, con una crescita che ha raggiunto quasi i livelli pre-Covid “, ha affermato l’ente emiratino nella revisione economica trimestrale. Dubai, invece, uno degli emirati dello Stato del Golfo, ha fatto sapere, nella medesima giornata di mercoledì 22 settembre, che prevede una crescita economica del 3,1% quest’anno e del 3,4% nel 2022. Anche Standard & Poor’s ha previsto una crescita dell’economia emiratina del 2,7% durante l’anno in corso e il prossimo, mentre nel 2023 e nel 2024 la percentuale potrebbe calare al 2%.

Parallelamente, ci si aspetta che il Prodotto Interno Lordo (PIL), durante il prossimo anno, il 2022, cresca del 4,2%, con un aumento del 3,9% del PIL non petrolifero. Tuttavia, la Banca centrale ha spiegato che tale previsione è soggetta a revisioni. A migliorare lo scenario economico emiratino vi è altresì una diminuzione dei prezzi dei beni commerciali, che rappresentano il 34% del paniere dei prezzi al consumo, e il perdurante calo dei prezzi delle componenti abitative, pari al 3,6% su base annua. Il mercato immobiliare, ha poi rilevato la Banca centrale, continua a migliorare e i prezzi degli immobili residenziali ad Abu Dhabi, durante il secondo trimestre, hanno registrato un notevole aumento su base annua, sebbene diminuiti leggermente su base trimestrale. I dati su turismo e ospitalità a Dubai nei primi sei mesi del 2021 hanno poi mostrato una ripresa dell’occupazione alberghiera pari al 62%, in aumento rispetto al 54% registrato nel corso del 2020, conseguenza della ripresa dei viaggi internazionali. Il rapporto afferma che la produzione petrolifera del Paese è diminuita del 9,6% su base annua, mentre è aumentata dell’1,4% su base trimestrale, in linea con l’accordo dell’organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e suoi alleati, OPEC+. Non da ultimo, il tasso di occupazione e salari è rimasto pressoché costante nel corso del secondo trimestre, mentre è stato superiore rispetto all’ultimo mese prima della crisi, cioè febbraio 2020, secondo i dati del sistema di previdenza sociale.

L’ottimismo a livello economico va di pari passo con una ripresa della situazione epidemiologica. Durante il briefing settimanale volto a riportare la situazione sanitaria nel Paese, la portavoce per il settore sanitario, la dott.ssa Farida al-Hosani, ha elogiato la popolazione per aver rispettato le misure anti-Covid e aver aderito alla campagna di vaccinazione, sostenendo gli sforzi di Abu Dhabi a far fronte alla pandemia. Come rilevato da “Our World in Data”, gli Emirati Arabi Uniti sono al primo posto per percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose di un vaccino anti-Covid, mentre sono tra i cinque Paesi che hanno registrato il minor numero di vittime da Coronavirus. In generale, nell’ultimo mese, è stata registrata una forte diminuzione dei casi positivi, di circa il 60% rispetto allo stesso periodo del 2020, il che ha consentito al Paese di ritornare gradualmente alla normalità.

Oltre a prevedere una crescita economica, il Paese del Golfo, il 5 settembre, ha lanciato 50 nuove iniziative in ambito economico, nel quadro di un piano più ampio diffuso con il nome di “Projects of the 50”. L’obiettivo è rafforzare la competitività del Paese e attrarre investimenti diretti esteri da 550 miliardi di dirham, pari all’incirca a 150 miliardi di dollari, nei prossimi nove anni. Tra i progetti delineati, gli Emirati Arabi Uniti e la Emirates Development Bank investiranno 5 miliardi di dirham, pari all’incirca a 1,36 miliardi di dollari, nella tecnologia industriale e nei settori ad alta tecnologia mentre è stata lanciata la rete della “Quarta Rivoluzione Industriale”, il cui obiettivo è aumentare il livello di produttività industriale del 30% e aggiungere circa 25 miliardi di dirham, 6,8 miliardi dollari, all’economia nei prossimi dieci anni.

Muna Mohamed, business manager per l’Emiratizzazione presso gli specialisti di reclutamento Hays, ha sottolineato come “Projects of the 50” mostri un grande impegno da parte degli Emirati Arabi Uniti “nell’investire nel settore privato, nonché un impegno nello sviluppo dei talenti del Paese”. Le misure pianificate, inoltre, sosterranno la diversificazione economica degli Emirati Arabi Uniti, e si prevede miglioreranno le competenze nazionali, oltre a consentire di bilanciare meglio il numero di posti di lavoro nel settore pubblico e privato. “Nei prossimi mesi, prevediamo quindi che il numero di posti di lavoro nazionali negli Emirati Arabi Uniti aumenterà in modo significativo nel settore privato e la domanda continuerà da allora in poi”, ha dichiarato Muna Mohamed, secondo cui il tutto potrebbe consentire ad Abu Dhabi di perseguire uno dei suoi principali obiettivi, “diventare una delle nazioni più dinamiche del mondo del futuro”.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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