Cina: Xi parla all’Onu

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 12:41 in Asia Cina

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Il presidente cinese Xi Jinping, il 21 settembre, ha partecipato da remoto alla 76esima assemblea Generale dell’Onu e ha tenuto un discorso durante il quale ha rilasciato importanti dichiarazioni in materia ambientale.

Dopo aver ricordato che nel 2021 ricorrono il centenario della fondazione del Partito comunista cinese (PCC) e il 50esimo anniversario dal ripristino della partecipazione di Pechino come membro all’Onu, Xi ha ribadito che la pandemia di coronavirus si sta ancora diffondendo e che la società umana ha subito profondi cambiamenti. Per questo, per Xi, ogni politico responsabile dovrà rispondere alle problematiche dei nostri tempi e adottare scelte storiche con fiducia, coraggio e responsabilità.

Il presidente cinese ha ricordato l’importanza della lotta alla pandemia e ha annunciato che la Cina si impegnerà a donare 2 miliardi di dosi di vaccino contro il coronavirus in generale e che ne destinerà un altro milione ai Paesi in via di sviluppo, tramite la struttura COVAX. Xi ha poi parlato del rilancio dell’economia promuovendo uno sviluppo globale più forte, più verde e sano e ha sottolineato la necessità di rafforzare l’unità e di adottare una concezione di relazioni internazionali caratterizzate da rispetto reciproco e cooperazione vantaggiosa per tutti. Xi poi ha affermato la necessità di migliorare la governance globale e di attuare un vero multilateralismo. Il presidente cinese ha infine sottolineato che il mondo si trova ad un punto di svolta storico e ha affermato di ritenere che la tendenza allo sviluppo pacifico e al progresso dell’umanità sia inarrestabile.

Parlando di cambiamento climatico, Xi ha annunciato che la Cina non finanzierà più impianti alimentati a carbone all’estero. Come riferito da Associated Press, in base a quando entrerà in vigore, la nuova politica annunciata dal presidente della Cina potrebbe portare alla chiusura di 47 centrali elettriche pianificate in 20 Paesi, corrispondenti a circa la stessa quantità di energia ottenuta dal carbone della Germania, secondo il think thank europeo sul clima E3G. Altri esperti hanno poi sottolineato che la Cina è l’unico finanziatore significativo di progetti alimentati a carbone a livello internazionale e, con il cambiamento annunciato da Xi, potrebbero finire i sostegni pubblici al carbone a livello globale. Dal 2013 al 2019, la Cina ha finanziato il 13% della capacità energetica ottenuta dal carbone fuori dal Paese attestandosi come il più grande finanziatore pubblico. Oltre a Pechino, anche il Giappone e la Corea del Sud hanno annunciato all’inizio del 2021 politiche analoghe di cessazione dei finanziamenti di impianti a carbone all’estero.

Tuttavia, esperti citati da Associated Press hanno fatto notare anche che, nel 2020, la Cina ha aggiunto tanti nuovi impianti a carbone a livello nazionale quanti ne vorrebbe chiudere all’estero. Oltre a questo, Xi non ha specificato date per l’inizio delle politiche annunciate il 21 settembre e non ha indicato se la decisione sarà applicata a finanziamenti privati e/o pubblici. Ciò che resterebbe da osservare è quando la Cina smetterà di costruire nuove centrali a carbone a livello nazionale, tema che potrebbe essere trattato durante il prossimo vertice del G20 a Roma, il 30 e 31 ottobre prossimi. Molte Nazioni in via di sviluppo, comprese Cina e India, hanno a lungo sostenuto di aver bisogno di industrializzarsi con i combustibili fossili, come avevano già fatto le Nazioni sviluppate. A partire dal 2009, e poi con “gli Accordi di Parigi del 2015, le Nazioni più ricche avevano promesso 100 miliardi di dollari all’anno in aiuti finanziari ai Paesi più poveri per utilizzare risorse “pulite”. Al 2019, però, risultava che gli Stati più ricchi fornivano solo 80 miliardi di dollari all’anno, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Le dichiarazioni di Xi del 21 settembre hanno fatto seguito all’annuncio deli sforzi programmati dalla Cina in materia ambientale indicati durante il discorso alla 75esima assemblea delle Nazioni Unite, il 22 settembre 2020, dal presidente cinese. Xi, parlando della ripresa economica post-coronavirus, aveva sottolineato l’importanza della sostenibilità e aveva annunciato che la Cina avrebbe raggiunto la neutralità del carbonio entro il 2060, prevedendo il picco delle emissioni nel 2030. Xi aveva dichiarato che l’umanità dovrebbe lanciare una “rivoluzione di sé stessa” e velocizzarsi per creare un modello di sviluppo e di vita “più verdi”, in quanto non può più permettersi di ignorare i ripetuti avvertimenti che ha ricevuto dalla natura.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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