Nigeria: blackout delle comunicazioni nello Stato di Sokoto

Pubblicato il 21 settembre 2021 alle 14:24 in Africa Nigeria

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Il 20 settembre, le autorità nigeriane hanno esteso il blocco delle comunicazioni ad alcune zone  dello Stato di Sokoto, mentre continuano le operazioni per smantellare una rete di gruppi armati responsabili dei rapimenti nel Nord-Ovest del Paese. 

Muhammad Bello, consigliere speciale dello Stato di Sokoto per i media, ha affermato che il governatore, in collaborazione con il Ministero delle Comunicazioni nigeriano, ha bloccato l’accesso ad internet e l’utilizzo delle reti telefoniche in 14 aree delle 23 in cui è diviso il governatorato. A Sokoto si stavano rifugiando gruppi di banditi in arrivo dal vicino Stato di Zamfara, dove per primo è stato imposto un blackout delle comunicazioni, a partire dal 4 settembre, per supportare le operazioni delle forze armate contro i militanti che seminano il terrore nella regione.

La situazione, anche nello Stato di Sokoto, è diventata insostenibile. Gli abitanti locali hanno cominciato ad intervenire in maniera autonoma contro la criminalità. Risale al 19 settembre la notizia di un gruppo di individui che, circa 12 ore dopo che i banditi avevano rapito e successivamente ucciso due persone nella comunità di Tangaza, avevano rintracciato e ucciso un totale di sei uomini armati. Un gruppo di “vigilantes”, armati di coltelli e pistole, in collaborazione con la polizia, avevano arrestato quattro dei sospetti rapitori. Tuttavia, i residenti della comunità hanno voluto che gli fossero consegnati, li hanno linciati e hanno bruciato i loro corpi.

Quattro Stati del Nord-Ovest della Nigeria, tra cui Sokoto e Zamfara, hanno adottato misure per cercare di arginare la crisi. Tra queste, il divieto di vendere carburante in taniche e il trasporto di legna su camion, nella speranza di creare disagi alle bande che sono solite viaggiare in moto e accamparsi nelle foreste. Il governo di Zamfara ha anche ordinato a tutte le scuole statali di chiudere per prevenire ulteriori attacchi, secondo quanto specificato da Ibrahim Dosara, commissario statale per le informazioni. 

Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di antiche divisioni interne, che hanno alimentato la violenza armata, come, per esempio, la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), a rendere ancora più pericolosa la minaccia sarebbe il fatto che i gruppi di banditi starebbero formando alleanze con i militanti islamisti appartenenti a Boko Haram. 

L’intera regione del Sahel e dell’Africa occidentale è caratterizzata da una crisi di sicurezza causata non solo dal banditismo, ma anche da traffici illeciti, scontri inter-etnici e continui attacchi di gruppi islamisti affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. Una delle organizzazioni più temute dell’area è lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (in inglese ISWAP). Si tratta di un gruppo nato da una divisione interna a Boko Haram, un’altra organizzazione islamista un tempo egemone nella regione e fortemente indebolita dalle offensive del governo nigeriano e della coalizione internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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