Le Filippine sostengono l’AUKUS

Pubblicato il 21 settembre 2021 alle 11:42 in Asia Filippine

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Le Filippine hanno espresso sostegno per l’alleanza di sicurezza tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito, chiamata AUKUS e siglata il 15 settembre scorso, sostenendo che questa potrebbe preservare l’equilibrio di potenza nell’Indo-Pacifico. La posizione di Manila è in netto contrasto con quella di altri Paesi della regione, quali Indonesia e Malesia.

Il 21 settembre, il ministro degli Esteri filippino, Teodoro Locsin, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che il miglioramento della capacità di un alleato estero vicino di proiettare potere dovrebbe ripristinare e mantenere l’equilibrio piuttosto che destabilizzarlo. “La vicinanza genera brevità nei tempi di risposta, migliorando così la capacità militare di un vicino amico e alleato dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asia (ASEAN) di rispondere a una minaccia alla regione o sfidare lo status quo”, ha aggiunto Locsin, senza specificare quale fosse la minaccia. Per fare ciò, per il ministro delle Filippine, è necessario intensificare le capacità di Canberra.

Grazie all’AUKUS, l’Australia otterrà tecnologie che le consentiranno di schierare sottomarini a propulsione nucleare e che saranno armati convenzionalmente. A tal proposito, Locsin ha poi aggiunto che senza un’effettiva presenza di armi nucleari, l’AUKUS non minaccerà il South East Asian Nuclear-Weapon-Free-Zone Treaty (SEANWFZ) con il quale i Paesi aderenti si sono impegnati a bandire la presenza di armi nucleari dai loro territori. Anche noto come Trattato di Bangkok, il documento era stato firmato il 15 dicembre 1995 da Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, e Vietnam per tenere le armi nucleari fuori dal Sud-Est asiatico.

Il 15 settembre scorso, il presidente degli USA, Joe Biden, ha annunciato che Australia, Stati Uniti e Regno Unito hanno stretto una nuova alleanza trilaterale in materia di sicurezza che comprende uno sforzo congiunto per aiutare l’esercito australiano ad acquisire sottomarini a propulsione nucleare, nell’apparente tentativo di contrastare la Cina. Biden ha però sottolineato che le navi sarebbero armate convenzionalmente. Canberra ha annunciato che commissionerà la costruzione di almeno otto sottomarini a propulsione nucleare con tecnologia statunitense e britannica.  Il primo ministro australiano Scott Morrison ha citato “un ambiente strategico in deterioramento nell’Indo-Pacifico”, facendo riferimento alla crescente potenza militare della Cina nella regione.

Diversamente da quanto dichiarato da Locsin, l’Indonesia e la Malesia hanno reagito con allarme alla notizia dell’intesa tra USA, Regno Unito e Australia, sostenendo che la fornitura di sottomarini nucleari intensificherà la rivalità tra potenze nel Sud-Est asiatico.

Nella regione, particolare fonte di tensione è rappresentata dal Mar Cinese Meridionale che è al centro di dispute di sovranità che coinvolgono Cina, Taiwan, Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei. Per Pechino, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti.

 In tale quadro, gli USA sono presenti militarmente nel Mar Cinese Meridionale e rifiutano le rivendicazioni di sovranità cinesi. Le navi da guerra statunitensi conducono spesso esercitazioni di “libertà di navigazione”, per assicurare “la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico”. Le Filippine sono un alleato militare degli USA. Il 10 febbraio 1998, Manila e Washington avevano firmato il VFA che regola la presenza del personale militare statunitense nelle Filippine e che è stato prorogato il 14 giugno scorso. Oltre al VFA, Manila e Washington sono poi legate dal Trattato di Mutua Difesa dal 30 agosto 1951, in base al quale le parti si sono impegnate a difendersi reciprocamente nel caso in cui una tra le due venga attaccata da una forza esterna.

Nel caso specifico delle Filippine, le tensioni con la Cina rispetto al Mar Cinese Meridionale sono tornate a crescere da quando il 21 marzo scorso, Manila denunciato la presenza di imbarcazioni cinesi in un’area contesa tra le parti, definendo le navi in questione “milizie”. Le navi cinesi erano rimaste nell’area per giorni, spingendo le Filippine ad inviare aerei da guerra per monitorare le loro operazioni e ad intensificare le pattuglie di navi militari a sostegno della Guardia costiera.   Anche gli USA erano intervenuti sulla vicenda dichiarando il proprio appoggio a Manila e accusando Pechino di utilizzare “milizie militari” per “intimidire, provocare e minacciare altre Nazioni”.

Le tensioni tra Manila e Pechino nel Mar Cinese Meridionale erano state oggetto di una sentenza della Corte di giustizia internazionale, il 12 luglio 2016, emessa a conclusione di un processo iniziato nel 2013. In quell’anno, Manila aveva denunciato Pechino per aver costruito isole artificiali nelle acque contese tra i due Paesi e la Corte Internazionale di Giustizia aveva invalidato le rivendicazioni cinesi. La Cina si era rifiutata di partecipare al processo e non ha mai preso in considerazione e rispettato il suo esito. In tale contesto, il presidente Duterte, dalla sua ascesa alla guida del Paese, il 30 giugno 2016, ha sempre mantenuto buone relazioni con Pechino ed è stato spesso criticato per non aver richiesto alla Cina di rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. Duterte è sempre stato riluttante a farlo, sostenendo che nel caso di un conflitto con la Cina per le questioni del Mar Cinese Meridionale, il proprio Paese avrebbe perso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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