Burundi: almeno 5 morti in tre esplosioni coordinate

Pubblicato il 21 settembre 2021 alle 15:02 in Africa Burundi

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Almeno 5 persone sono state uccise e più di 50 sono rimaste ferite a Bujumbura, in Burundi, nella notte di lunedì 20 settembre, dopo che due granate sono esplose in una stazione degli autobus nel centro della città, mentre una terza ha colpito il mercato di Jabe, nel quartiere di Bwiza. Lo hanno riferito diversi testimoni oculari contattati dall’agenzia di stampa Reuters. Un operatore sanitario ha confermato il bilancio delle vittime. Tra le persone uccise nella stazione degli autobus ci sarebbero tre persone, tra cui una donna.

“Ho visto persone correre in tutte le direzioni, alcune strisciare per trovare riparo”, ha detto uno dei testimone parlando della seconda esplosione. La polizia non ha ancora risposto a richieste di commento. Non è ancora chiaro chi sia il responsabile degli attacchi. Già nella serata di domenica 19 settembre, un’altra granata era esplosa nella capitale amministrativa del Paese, Gitega, uccidendo 2 persone. Media locali hanno aggiunto che anche sabato 18 settembre c’era stato un attacco nei pressi dell’aeroporto internazionale Melchior Ndadaye-Bujumbura. A rivendicare la responsabilità di quest’azione, tramite un post su Twitter, sono stati i ribelli del gruppo Red Tabara, con sede nella Repubblica Democratica del Congo. L’organizzazione ha riferito di aver sparato colpi di mortaio e ingaggiato uno scontro a fuoco con il personale militare per diverse ore. Non sono state segnalate vittime. L’incidente è avvenuto un giorno prima della partenza del presidente Evariste Ndayishimiye, diretto negli Stati Uniti per partecipare alla riunione dell’Assemblea Generale dell’ONU. Le autorità hanno assicurato che, nei prossimi giorni, i livelli di allerta intorno all’aeroporto rimarranno alti.

Il gruppo ribelle Red Tabara, che si oppone al governo centrale del Burundi e ha la sua base nella vicina provincia del sud Kivu, è emerso per la prima volta nel 2011. È uno dei gruppi ribelli del Burundi più attivi e compie regolarmente attacchi contro obiettivi civili e militari. 

In uno dei suoi ultimi attacchi, compiuto il 23 agosto nel distretto di Bugarama, nella provincia di Rumonge, almeno 15 persone sono rimaste uccise, durante le elezioni locali. Secondo i ribelli, le elezioni presidenziali di maggio, vinte da Ndayishimiye, candidato del partito al governo, sono state “una farsa”. Questo li ha portati a chiedere con forza nuove votazioni. I membri di Red Tabara chiedono altresì il disarmo di diversi gruppi di milizie come le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), un gruppo fondato da funzionari di etnia Hutu che sono fuggiti dal Ruanda dopo aver orchestrato il genocidio del 1994. Alcuni sostengono che questi si siano poi infiltrati nelle forze di sicurezza del Burundi. Nel Paese convivono una maggioranza etnica Hutu e una minoranza etnica Tutsi, una divisione che caratterizza anche il Ruanda.

Il Burundi, una nazione di circa 11,5 milioni di persone, ha sofferto decenni di guerre e massacri etnici e politici. É stato segnato per anni dalle violenze, inclusa una sanguinosa guerra civile durata 12 anni in cui almeno 300.000 persone, per lo più civili, sono state uccise. Le Nazioni Unite affermano che l’ala giovanile del partito al governo e i servizi di sicurezza si sono resi complici di torture, stupri di gruppo, omicidi di oppositori politici e massacri, accuse che il governo nega pubblicamente. 

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di Redazione

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