Ucraina-USA: al via le esercitazioni militari Rapid Trident

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 20:33 in NATO USA e Canada Ucraina

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L’Ucraina e gli Stati Uniti hanno avviato, lunedì 20 settembre, le esercitazioni militari congiunge Rapid Trident 2021, che si svolgeranno fino al primo ottobre e coinvolgeranno numerosi Paesi della NATO.

A riferirlo, il medesimo lunedì, è stato il quotidiano russo indipendente The Moscow Times. Alle esercitazioni militari annuali Rapid Trident, che si terranno nell’Ucraina Occidentale, saranno dispiegati circa 6.000 soldati provenienti da 15 Paesi membri dell’Alleanza, secondo quanto rivelato dal Ministero della Difesa ucraino attraverso una nota ufficiale. Il capo delle manovre, il generale di brigata Vladyslav Klochkov, ha affermato che Rapid Trident rappresentano “un passo importante verso l’integrazione europea” di Kiev. “L’Esercito ucraino, che ha contrastato l’aggressione russa per otto anni, condividerà la sua esperienza di combattimento con i propri colleghi internazionali”, ha aggiunto il generale. Inoltre, per la prima volta nella storia di Rapid Trident, si svolgeranno esercitazioni tattiche a fuoco vivo, secondo quanto riportato dall’ufficio stampa del Ministero della Difesa ucraino attraverso un post su Facebook.

Inoltre, è importante sottolineare che, dal 13 al 19 settembre, presso la città ucraina di Odessa si è svolta un’esercitazione militare congiunta NATO-Ucraina. Tali manovre rientrano all’interno della decisione presa dai ministri degli Esteri degli Stati membri della NATO con lo scopo di sostenere l’Ucraina “nel contrastare le sfide ibride presenti nella regione del Mar Nero”. La documentazione correlata a tale disposizione era stata approvata, nell’aprile del 2019, dalle autorità statunitensi. Inoltre, dal 22 al 30 settembre, l’Ucraina ospiterà un’ulteriore esercitazione militare su larga scala “United Efforts – 2021”. Tali operazioni coinvolgeranno un totale di 15 Paesi, 11 dei quali membri della NATO.

L’annuncio delle manovre ucraino-statunitensi è giunto qualche giorno dopo la conclusione delle esercitazioni militari su larga scala di Russia e Bielorussia, le Zapad-2021, svoltesi dal 10 al 16 settembre lungo il confine che Minsk condivide con la NATO. Tali esercitazioni hanno fortemente preoccupato i Paesi confinanti, nonché la NATO stessa, la quale ha esortato i due Paesi ad adottare un atteggiamento trasparente circa il numero di militari dispiegati. Kiev ha rafforzato militarmente i propri confini, temendo eventuali “provocazioni” dagli Eserciti di Russia e Bielorussia. Mentre la Polonia ha avviato, il 10 settembre, esercitazioni militari su larga scala al fine di rafforzare la difesa e il monitoraggio del confini.

Nell’ultimo periodo, i contatti di alto livello tra Ucraina e Stati Uniti sono significativamente incrementati, culminando con il vertice di alto livello del primo settembre. In tale data, il presidente ucraino, Volodymyr Zalensky, ha tenuto un bilaterale presso lo Studio Ovale con l’omologo statunitense, Joe Biden. Sul tavolo dei negoziati sono state poste le seguenti questioni: l’aggressione russa, il supporto militare degli USA e l’integrazione euro-atlantica.

In tale contesto, è importante sottolineare le numerose tematiche che hanno contribuito all’avvicinamento di Kiev e Washington. Tra queste, il controverso gasdotto Nord Stream 2, progettato per bypassare il territorio ucraino. Tale gasdotto, ormai completato, rischia di mettere in pericolo l’economia di Kiev, poiché perderà le entrate derivanti dalle tasse di transito che la Russia è tenuta a versare quando il suo gas attraversa l’Ucraina. Al fine di evitare tale epilogo, Washington e la Germania hanno elaborato un piano che prevede la creazione di un Fondo Verde, nel quale Berlino verserà 175 milioni di dollari per promuovere e supportare gli investimenti “green” di Kiev.

Gli Stati Uniti, in aggiunta, supportano fortemente l’integrazione euro-atlantica di Kiev. Tuttavia, a quest’ultima è richiesto di apportare una serie di riforme interne che al fine di consolidare le istituzioni democratiche e lo stato di diritto. Questi ultimi, secondo la NATO, sono fattori che permetteranno al Paese di far sì che il suo sistema di Difesa sia conforme agli standard imposti dall’Alleanza Atlantica. È proprio in tale direzione che il Parlamento di Kiev ha approvato, il 29 giugno, un disegno di legge riguardante l’istituzione di una Commissione Speciale con lo scopo di valutare l’adeguatezza di giudici e ufficiali giudiziari. Lo scopo è quello di approvare una serie di riforme per ridurre al minimo il rischio di corruzione nei piani alti del Paese.

Infine, è importante sottolineare che le Rapid Trident 2021 non rappresentano le prime manovre congiunte di Kiev e della NATO, sebbene l’Ucraina non faccia ancora parte della NATO. In effetti, dal 28 giugno al 10 luglio, si sono svolte le esercitazioni militari dell’Alleanza, le Sea Breeze 2021. Capeggiate da Kiev e Washington, le operazioni hanno avuto luogo nell’area Nord-Occidentale del Mar Nero e hanno coinvolto circa 4.000 soldati provenienti da 17 Paesi membri della NATO, i quali sono da sommare a circa 15 Stati partner dell’Alleanza. Per quanto riguarda l’arsenale che è stato dispiegato nel corso delle manovre, è importante menzionare le 32 navi da guerra, i 40 aerei militari e oltre 5.000 soldati.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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