Russia: sparatoria all’Università di Perm, 8 vittime

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 12:41 in Russia

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Uno studente armato ha aperto il fuoco, lunedì 20 settembre, in uno degli edifici dell’Università statale di Perm, in Russia, a 1.300 chilometri da Mosca, uccidendo 8 persone e ferendone almeno 28.

A riferire la notizia, il medesimo lunedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. La strage è avvenuta intorno alle 11:00 ora locale, quando nel campus vi erano circa 3.000 studenti. “Una persona non identificata è entrata nell’edificio universitario e ha aperto il fuoco. Alcuni studenti si sono barricati negli auditorium dell’università per nascondersi dall’aggressore. Altri sono saltati fuori dalle finestre. Le Forze dell’ordine si stanno dirigendo sul posto”, aveva riferito TASS. Più tardi, una portavoce dell’Università, Natalia Pechishcheva, ha dichiarato che le autorità della Federazione avevano neutralizzato l’aggressore. Quest’ultimo sarebbe il 18enne Timur Bekmansurov, iscritto presso la facoltà di legge dell’università, con specializzazione in scienze forensi.

Il bilancio delle vittime, confermato in seguito anche dal Ministero della Salute del Paese e dal Comitato Investigativo (CI), è di 8 civili. In totale, ha dichiarato il suddetto Dipartimento, 28 persone sono rimaste ferite, 8 delle quali sarebbero in gravi condizioni. La Guardia Nazionale della Federazione Russa, la Roseguard, ha dichiarato che Bekmansurov possedeva legalmente l’arma utilizzata durante l’incursione. In tale quadro, è importante sottolineare che, sebbene la Russia abbia recentemente posto una stretta sulla vendita di armi da fuoco, alcune sono ancora disponibili per l’acquisto. Tra queste rientrano fucili per la caccia, per l’autodifesa e per lo sport; l’autorizzazione viene rilasciata a seguito di test comportamentali e verifiche di varia tipologia.

Stando a quanto riportato dai canali Telegram 112 e Baza, prima della sparatoria, Bekmansurov aveva scritto un post su Vkontakte, un social network russo simile a Facebook, in cui sottolineava che le sue future azioni non erano legate ad alcuna organizzazione terroristica.  “Odio me stesso, ma voglio fare del male a tutti coloro che si mettono sulla mia strada”, si leggeva nel post che è poi stato eliminato da VKontakte, il quale ha anche bloccato la pagina personale legata all’aggressore.

Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin,  ha espresso profonde condoglianze alle famiglie delle vittime, secondo quanto dichiarato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Di conseguenza, i capi del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione e della Scienza del Paese, rispettivamente Mikhail Murashko e Valery Falkov, si stanno recando a Perm per coordinare la procedura standard di assistenza offerta ai familiari e agli amici delle vittime.

La strage del 20 settembre giunge due mesi dopo un episodio analogo, avvenuto lo scorso 11 maggio. In tale occasione, due adolescenti armati avevano fatto irruzione nella scuola secondaria di primo grado numero 175 di Kazan’, capitale della Repubblica del Tatarstan, situata nella Russia Europea. Gli uomini armati avevano poi aperto il fuoco nell’edificio, provocando la morte di 7 studenti e 2 membri del personale scolastico. In totale, al momento della sparatoria, nella struttura erano presenti 714 bambini, circa 52 insegnanti e 22 addetti del personale scolastico. 

A seguito di quanto accaduto a Kazan’, le autorità della Federazione hanno posto una stretta sulla normativa riguardante la vendita legale di armi. Nel dettaglio, il 13 maggio, i membri della Commissione per la Sicurezza e la Lotta alla Corruzione della Duma di Stato russa, guidata dal suo presidente, Vasily Piskarev, avevano elaborato alcuni emendamenti per rafforzare la responsabilità amministrativa per le violazioni nel settore del traffico di armi civili.

Le sparatorie nelle scuole russe non sono all’ordine del giorno. Dopo Kazan’, quella più recente era avvenuta il 17 ottobre 2018,  presso il Kerch Polytechnic College, in Crimea. L’aggressore, uno studente del college, aveva aperto il fuoco contro la folla presente all’Università, dopo aver azionato un ordigno esplosivo improvvisato. Poco dopo, il giovane si era tolto la vita. In totale, erano state registrate 20 vittime e almeno 65 feriti. Le indagini, condotte dalle autorità locali, avevano rivelato l’identità dell’assassino: il diciottenne Vladislav Roslyakov, il cui movente sarebbero state le “umiliazioni e bullismo” perpetrati dai compagni di corso.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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