Pyongyang: l’AUKUS innescherà una corsa agli armamenti nucleari

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 11:16 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord ha criticato la decisione degli Stati Uniti di fornire sottomarini a propulsione nucleare all’Australia, minacciando di adottare contromisure se riterrà che l’accordo avrà conseguenze sulla propria sicurezza. Per Pyongyang, la mossa potrebbe scatenare una corsa agli armamenti nucleari.

Il 20 settembre, l’agenzia statale di Pyongyang KCNA, citata da Associated Press e da Yonhap, ha riferito che il capo dell’ufficio di comunicazione con l’estero del Ministero degli Esteri Nord-coreano ha definito l’accordo del 15 settembre scorso tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia, noto come AUKUS, una mossa “estremamente pericolosa” che potrebbe distruggere l’equilibrio di sicurezza nella regione Asia-Pacifico. Il funzionario ha poi aggiunto che l’intesa potrebbe scatenare una corsa agli armamenti nucleari e che la Corea del Nord sta esaminando attentamente l’accordo. Pyongyang agirà di conseguenza se l’AUKUS avrà “anche un piccolo impatto negativo” sulla sicurezza del Paese.

Il 15 settembre scorso, il presidente degli USA, Joe Biden, ha annunciato che Australia, Stati Uniti e Regno Unito hanno stretto una nuova alleanza trilaterale in materia di sicurezza, chiamata AUKUS, che comprende uno sforzo congiunto per aiutare l’esercito australiano ad acquisire sottomarini a propulsione nucleare , nell’apparente tentativo di contrastare la Cina. Biden ha però sottolineato che le navi sarebbero armate convenzionalmente. Il 16 settembre, l’Australia ha poi comunicato che avrebbe annullato un accordo da 40 miliardi di dollari, firmato nel 2016 con una società navale francese, per costruire una flotta di sottomarini. Canberra ha annunciato che commissionerà la costruzione di almeno otto sottomarini a propulsione nucleare con tecnologia statunitense e britannica, poiché questi risponderebbero meglio alle necessità del Paese in materia di sicurezza.  Il primo ministro australiano Scott Morrison ha giustificato il cambiamento di posizione australiano citando “un ambiente strategico in deterioramento nell’Indo-Pacifico”, facendo riferimento alla crescente potenza militare della Cina nella regione. In risposta, Parigi ha quindi richiamato i propri ambasciatori da Canberra e Washington definendo la mossa australiana “una pugnalata alle spalle”.

In merito a tale quadro, il 20 settembre, il funzionario Nord-coreano ha affermato che gli Stati Uniti sono stati accusati di pugnalate alle spalle anche dai propri alleati. Pyongyang ha affermato di ritenere che l’accordo potrebbe distruggere “la pace e la stabilità della regione e il sistema internazionale di non proliferazione nucleare”, innescando una corsa agli armamenti. Il funzionario Nord-coreano ha quindi dichiarato che: “La situazione prevalente mostra ancora una volta che il rafforzamento delle capacità di difesa nazionali in una prospettiva a lungo termine non dovrebbe essere allentato nemmeno un po’ per far fronte al mutevole contesto di sicurezza internazionale. Il capo dell’ufficio di comunicazione con l’estero ha anche accusato gli Stati Uniti di aver intensificato il loro “comportamento a doppio standard” rispetto alla questione nucleare con l’insediamento del presidente Joe Biden alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso.

La Corea del Nord aveva sospeso i test sulle bombe nucleari e sui missili balistici intercontinentali che potrebbero colpire la terraferma degli Stati Uniti nel 2018, quando il leader Kim Jong Un aveva avviato colloqui con l’ex presidente statunitense Donald Trump. Al momento, però, i negoziati sul nucleare tra Washington e Pyongyang sono in fase di stallo dal 2019. La Corea del Nord ha però continuato a testare armi a corto raggio, minacciando Corea del Sud e Giappone, alleati degli Stati Uniti, in quello che è stato percepito da più osservatori come uno sforzo di fare pressione sull’amministrazione Biden sulla diplomazia in stallo.

Lo scorso 15 settembre, Pyongyang ha testato un nuovo missile da crociera che intende armare con testate nucleari e ha messo in mostra un nuovo sistema per il lancio di missili balistici dai treni. Tale mossa è arrivata dopo che, il 7 settembre, la Corea del Sud ha testato per la prima volta un missile balistico lanciato da un sottomarino. Pyongyang aveva deriso tale mossa.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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