L’Indonesia intensifica controlli nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 18:55 in Asia Indonesia

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La marina indonesiana ha comunicato di aver aumentato i pattugliamenti intorno alle isole Natuna, nel Mar Cinese Meridionale, dopo che navi cinesi e statunitensi sono state rilevate nelle vicinanze in acque internazionali. Jakarta ha specificato però che nonostante le navi in questione non avevano causato problemi.

Il comandante della flotta occidentale della Marina indonesiana, Arsyad Abdullah, ha detto ai giornalisti che cinque navi della Marina, assistite da una pattuglia aerea, sono state schierate nel Mare settentrionale di Natuna per proteggere l’area.  Arsyad ha affermato: “La posizione della Marina sul Mare settentrionale di Natuna è molto ferma nel proteggere gli interessi nazionali all’interno della giurisdizione indonesiana in conformità con il diritto nazionale e internazionale che sono stati ratificati in modo che non vi sia tolleranza per eventuali violazioni nel Mare settentrionale di Natuna”. Arsyad ha poi affermato che navi della marina statunitense e di quella cinese sono state rilevate di recente nelle vicinanze ma ha specificato che non hanno causato disturbo, aggiungendo che erano ancora in acque internazionali.

Il 7 gennaio 2020, un momento di tensione tra Cina e Indonesia si era verificato quando l’Aviazione indonesiana aveva schierato aerei da combattimento e navi della Marina proprio nei pressi di tale arcipelago, dopo che un peschereccio e altre navi della Guardia costiera cinese erano entrate nella ZEE indonesiana. Prima di impiegare mezzi militari, Jakarta il 30 dicembre 2019, aveva anche rivolto una protesta diplomatica contro Pechino che però aveva ancora una volta dichiarato che la zona rientrasse in un’area di sua pertinenza. Il successivo 8 gennaio 2020, le navi cinesi avevano però lasciato tali acque ed entrambe le parti avevano confermato la continuazione dei rapporti d’amicizia sino-indonesiani. “Non c’è contrattazione quando si tratta della nostra sovranità, del territorio del nostro Paese”, aveva dichiarato il presidente indonesiano Joko Widodo in seguito all’incidente. Nel 2016, invece, una nave della marina indonesiana aveva sparato ad un peschereccio cinese accusato di pescare illegalmente vicino a Natuna. Nello stesso anno l’Indonesia aveva anche distrutto 23 pescherecci stranieri provenienti da Malesia e Vietnam, accusandoli di pescare illegalmente nelle acque indonesiane.

Sebbene l’Indonesia non si consideri uno tra i Paesi coinvolti nelle dispute di sovranità sul Mar Cinese Meridionale, la Cina vi rivendica un’area che si sovrappone alla ZEE indonesiana proprio intorno alle isole Natuna. La Cina rivendica la propria sovranità sulla quasi totalità del Mar Cinese Meridionale, secondo presupposti storici e, in particolare, in base ad una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero. Oltre alla Cina, anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale che è conteso anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. In tali acque passano ricche rotte commerciali e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

Nel 2017, l’Indonesia ha ribattezzato la parte settentrionale della sua zona economica esclusiva nel Mar Cinese Meridionale come il Mare Natuna settentrionale, come parte di una spinta contro le ambizioni territoriali marittime della Cina. Al contempo, però, negli ultimi dieci anni, la Cina è diventata il primo partner commerciale indonesiano e il volume degli scambi commerciali bilaterali nel 2019 ha raggiunto 79,4 miliardi di dollari, aumentando di dici volte rispetto al 2000. Nel contesto della pandemia di coronavirus, poi, Jakarta ha ricevuto assistenza da Pechino.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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