L’Egitto: un “rifugio” per gli investimenti delle monarchie del Golfo

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 17:03 in Africa Egitto

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Lo sviluppo delle infrastrutture e un clima favorevole agli investimenti hanno portato le società di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (UAE) a volgere lo sguardo verso l’Egitto. Secondo alcuni analisti, il Paese Nord-africano è diventato un “rifugio” per i capitali in cerca di crescita in un periodo segnato dalle conseguenze della pandemia di Covid-19.

A riportare tali riflessioni è il quotidiano al-Arab, il quale parla di “competizione” tra Riad e Abu Dhabi all’interno del mercato egiziano. Particolare attenzione è stata posta all’offerta presentata dal consorzio Aldar Ventures International Holdings e Gamma Forge, holding di investimento emiratina, di proprietà del governo di Abu Dhabi, per l’acquisto del 90% delle azioni della Sixth of October Development and Investment Company (SODIC), a sua volta posseduta per il 13,3% dal saudita Olayan Group. L’Autorità di vigilanza finanziaria egiziana ha spiegato che si tratta della seconda offerta di acquisto di SODIC ricevuta nel 2021, dopo un’altra, presentata sempre da Aldar Properties, la più grande società immobiliare degli Emirati Arabi Uniti, a giugno 2021.

Nel frattempo, un’altra azienda emiratina, Agthia Group, specializzata in cibo e bevande, ha completato l’acquisizione di circa il 75% della Ismailia Agricultural Investment Company, a sua volta specializzata in carne e pollame congelati, in un affare del valore di circa 130 milioni di dollari. Parallelamente, il Saudi Programming Group, che opera nel settore della tecnologia e della trasformazione digitale, ha elaborato un piano volto ad espandere i propri investimenti in Egitto, entrando in potenziali acquisizioni e trasformando Il Cairo in uno dei propri centri principali, oltre che in una porta per esportare i propri servizi in Medio Oriente e Nord Africa. Sempre in relazione ai recenti affari, la società di investimento egiziana Catalyst Partners ha rivelato l’intenzione di istituire un fondo di investimento nel Paese Nord-africano entro la fine del 2021 per aumentare gli investimenti nei settori alimentare, sanitario e farmaceutico. 

A tal proposito, un rapporto di Baker McKenzie ha mostrato che l’Egitto ha assistito a una forte ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione nella prima metà di quest’anno, fino a diventare uno dei Paesi più attraenti della regione araba. In particolare, il Paese Nord-africano ha registrato 18 operazioni, per un valore di 1,8 miliardi di dollari, da gennaio a giugno 2021, diventando la destinazione araba più attraente per numero di fusioni e acquisizioni, mentre si è classificato terzo a livello mondiale. Secondo quanto riportato da al-Arab, le motivazioni della “corsa agli investimenti” del Golfo in Egitto sono dovute al successo del programma di riforma economica perseguito dal governo del Cairo dal 2016, riportato anche da istituzioni internazionali, a cui si è aggiunta stabilità politica, una peculiare posizione geografica, e il progressivo riavvicinamento dell’Egitto con Qatar e Turchia.

A tal proposito, Standard & Poor’s ha elogiato Il Cairo per la presenza di un’ampia base di finanziamento interno e di riserve di valuta estera pari a 40,34 miliardi di dollari, alla fine di aprile 2021. Parallelamente, l’Egitto ha ricevuto il plauso anche di altre istituzioni internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), che ha classificato l’economia egiziana al secondo posto a livello arabo, nel 2020, con una percentuale di crescita pari al 3,6%, e un PIL medio di 360 miliardi di dollari all’anno. A tal proposito, il governo del Cairo ha evidenziato che, nonostante le ripercussioni della pandemia di Covid-19, l’Egitto è stato tra i 16 Paesi che hanno raggiunto una crescita economica superiore all’1%, in un periodo in cui solo 11 nazioni sono cresciute dello 0-1% mentre altri 167 paesi hanno subito una contrazione. Tuttavia, lo scopo del Paese Nord-africano è aumentare la crescita economica annuale, toccando il 6-7% durante i prossimi tre anni fiscali.

Al contempo, l’Egitto è divenuto la meta preferita degli investimenti nei settori petrolifero, minerario e di gas, altresì favoriti da un ampio programma di modernizzazione che ha attratto l’interesse di compagnie internazionali quali Chevron ed ExxonMobil. Secondo diversi esperti, il settore energetico egiziano sta assistendo a una rivoluzione senza precedenti, iniziata con la riduzione dei sussidi governativi e il rimborso di quote a società estere, alla base dei crescenti investimenti.

In tale quadro, riporta al-Arab, il rallentamento dei tassi di crescita, gli investimenti globali e le fluttuazioni del prezzo del petrolio hanno svolto un ruolo decisivo nel trasformare l’Egitto in una calamita per gli investimenti del Golfo, e ciò è stato rafforzato dalla preparazione delle infrastrutture del Paese, costate 100 miliardi di dollari in sette anni. Un esperto di investimenti intervistato da al-Arab ha affermato che i piani adottati dai Paesi del Golfo per diversificare la propria economia e le proprie strategie di investimento potrebbero consentire all’Egitto di divenire il principale destinatario di tali investimenti. Al contempo, gli investimenti del Golfo consentono al Cairo di sostenere le riserve di valuta estera presso la Banca centrale d’Egitto e controllare il mercato dei cambi, con conseguenze positive per i tassi di inflazione e, più in generale, per le condizioni di vita della popolazione. Gli investimenti diretti, hanno affermato alcuni esperti, si traducono in continui movimenti nell’attività economica e forniscono sempre più nuove opportunità lavorative. Secondo la Egypt General Authority for Investment, al momento gli Emirati Arabi Uniti sono al primo posto nella lista dei Paesi del Golfo che investono in Egitto, con investimenti del valore di circa 7 miliardi di dollari, a cui si aggiungono oltre 7 miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi attraverso memoranda d’intesa.

  

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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