Elezioni 2021 in Canada: cosa è importante sapere

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 17:37 in USA e Canada

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Lunedì 20 settembre 2021 si sono svolte le elezioni federali canadesi, per eleggere i membri della Camera dei Comuni del 44° Parlamento di Ottawa. Sarà una sfida testa a testa per il Partito Liberale del primo ministro, Justin Trudeau, e i conservatori dell’opposizione.

Il 15 agosto, la governatrice generale canadese, che rappresenta la monarchia, Mary Jeannie May Simon, ha sciolto il Parlamento, su richiesta del primo ministro Trudeau, e ha indetto nuove elezioni. Il premier aveva avanzato tale richiesta affermando di voler dare ai cittadini canadesi l’opportunità di scegliere chi vogliono alla guida del Paese, in questo momento cruciale della pandemia. “I canadesi meritano la possibilità di esprimere la propria opinione, ed è esattamente quello che daremo loro”, ha dichiarato Trudeau al riguardo. A proposito di questa decisione, è necessario specificare che, dalle elezioni del 2019, i liberali hanno guidato un governo di minoranza. Il premier ha più volte definito il clima in Parlamento come “tossico” e alcuni disegni di legge chiave per l’amministrazione non sono stati approvati dalla Camera. 

Il Canada è una democrazia parlamentare. Il voto del 20 settembre deciderà l’assegnazione dei 338 seggi alla Camera dei Comuni, la camera bassa del Parlamento, che solitamente viene rinnovata ogni quattro anni. Per guidare un governo di maggioranza, un partito o una coalizione deve assicurarsi 170 su 338 seggi. Per ciascun seggio, i rappresentanti dei partiti politici competono in un distretto elettorale, o circoscrizione. Il sistema è quello del “first-past-the-post”, noto anche come uninominale secco o a turno unico.

Durante tutta la campagna elettorale, i liberali al governo, guidati da Trudeau, e i conservatori dell’opposizione, guidati da Erin O’Toole, sono stati testa a testa ed i vantaggi sono sempre stati contenuti entro il margine di errore dei sondaggi. Il terzo partito, il Nuovo Partito Democratico (NDP), è indietro di 10 punti rispetto alle due principali formazioni politiche. Le tematiche affrontate dal 15 agosto ad oggi sono state numerose: politica climatica, gestione della pandemia, piani per la ripresa, assistenza all’infanzia, assistenza sanitaria, riconciliazione con la popolazione indigena e molto altro. 

In una coincidenza non particolarmente fortuita per il primo ministro uscente, le elezioni sono state indette lo stesso giorno della conquista di Kabul da parte dei talebani. La questione è stata al centro, quindi, delle prime due settimane della campagna elettorale. Tale tempistica ha messo Trudeau in difficoltà, dovendo gestire una complessa evacuazione, in un momento delicato anche per la politica interna. Inoltre, il premier ha ricevuto numerose critiche per non aver agito abbastanza velocemente di fronte all’offensiva talebana del 2021, soprattutto per quanto riguarda l’evacuazione dei cittadini afghani che hanno collaborato con il personale militare e diplomatico del Canada. Tuttavia, come accennato, la partita rimane aperta. 

Il Partito Conservatore, in particolare, ha guadagnato terreno dall’inizio della campagna elettorale. O’Toole, il suo leader, ha promesso miliardi in nuovi investimenti e sostiene che i conservatori riusciranno a pareggiare il bilancio canadese in 10 anni “senza tagli”, attraverso un piano di stimoli economici e di crescita. Tuttavia, l’opinione pubblica non ha gradito le dichiarazioni riguardanti l’annullamento di alcune misure che regolano il controllo delle armi da fuoco, adottate dal governo di Trudeau nel 2020. O’Toole è dovuto intervenire personalmente al riguardo, affermando che avrebbe mantenuto le restrizioni al loro posto. 

Il New Democratic Party, invece, è guidato da Jagmeet Singh, la prima persona di colore a capo di un partito rappresentato a livello federale in Canada. L’NDP è di sinistra e tra le sue proposte ci sono misure per il welfare, l’aumento del salario minimo a 20 dollari e il riconoscimento di un minimo di 10 giorni di congedo per malattia retribuito, in tutti i luoghi di lavoro regolamentati a livello federale che includono, tra gli altri, compagnie aeree, banche e la maggior parte delle società della Corona. L’NDP si è anche impegnato a ridurre le emissioni di carbonio del 50%, rispetto ai livelli del 2005, entro il 2030.

Un altro partito in corsa è il Bloc Quebecois, guidato da Yves-Francois Blanchet. Quest’ultimo è stato eletto a Beloeil-Chambly, un distretto elettorale situato a Sud di Montreal, e sotto la sua leadership il blocco è passato da 10 a 32 seggi, a seguito delle elezioni federali del 2019. Il partito ha promesso di introdurre un disegno di legge che renderà la conoscenza di base della lingua francese una condizione necessaria per ottenere la cittadinanza canadese agli immigrati del Quebec. Inoltre, il blocco ha anche chiesto che Ottawa non interferisca con le leggi del Quebec. Tale richiesta arriva alla luce di una controversa norma locale, nota come Bill 21, che vieta ad alcuni dipendenti pubblici di indossare simboli religiosi – come l’hijab – durante l’orario lavorativo. 

Alle elezioni del 2021 partecipa anche il Partito dei Verdi, che aveva ottenuto 3 seggi alle ultime elezioni federali. Annamie Paul guida questo gruppo politico, ma non è un membro del Parlamento, a seguito della sua sconfitta alle elezioni suppletive di Toronto tenutesi nell’ottobre del 2020. In questa tornata elettorale, la leader del partito si è presentata nuovamente per cercare di ottenere la vittoria nello stesso seggio. La piattaforma dei Verdi si concentra principalmente sulle tematiche ambientaliste. Il partito si è posto l’obiettivo più ambizioso a tale riguardo, impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra del 60%, rispetto ai livelli del 2005, entro il 2030. 

Infine, potrebbe essere importante citare anche il Partito Popolare del Canada, o PPC, che si colloca all’estrema destra dello spettro politico canadese. Sebbene non sia riuscito a fare eleggere nessun rappresentante in Parlamento nel 2019, ottenendo solo l’1.6% dei voti, il PPC si è fatto notare per la sua piattaforma basata principalmente su politiche anti-immigrazione. I sondaggi danno il partito al 6%, a livello nazionale, ma questo comunque non gli garantirà di ottenere seggi nella Camera dei Comuni, poiché come già accennato i posti vengono assegnati tramite la vittoria di un candidato in ciascuna circoscrizione. Il leader del PPC, Maxime Bernier, ha fondato il partito nel 2018, dopo aver perso di poco le primarie come capo dei conservatori. Tuttavia, nel 2019, Bernier ha perso anche il suo seggio nel Quebec, dove vinceva dal 2006 come membro del Partito Conservatore. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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