Cosa sappiamo sulla marcia neo-nazista omofoba a Madrid

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 19:34 in Europa Spagna

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Il 20 settembre, l’ufficio del procuratore di Madrid ha aperto un’indagine per una manifestazione di estrema destra, tenutasi sabato 18 settembre, in cui circa 200 persone hanno marciato portando simboli nazisti e cantando slogan omofobi nel quartiere gay-friendly di Chueca, nella capitale spagnola. 

I partecipanti hanno gridato slogan e insulti, tra cui “via i finocchi dal nostro quartiere” e “mandate quei sidosos [persone affette da AIDS] fuori Madrid”, mentre percorrevano il quartiere di Chueca in direzione della piazza Puerta del Sol, punto di riferimento della città. La manifestazione è durata circa due ore, durante le quali sono stati esposti simboli di estrema destra e cartelli omofobi e anche razzisti. Alcuni di questi facevano riferimento ai minori migranti non accompagnati con il termine “mena”, sempre più spesso utilizzato in senso dispregiativo dall’estrema destra spagnola.

Il gruppo di manifestanti, scortato dalla polizia in tenuta anti-sommossa e dai loro furgoni, ha anche sventolato bandiere spagnole e simboli della Juventud Nacional, un’organizzazione legata al partito di estrema destra España 2000. Oltre ai cori omofobici e razzisti, i manifestanti hanno urlato: “Ecco i nazionalisti”. Lo slogan fa riferimento ai gruppi che hanno sostenuto il dittatore Francisco Franco durante la guerra civile spagnola (1936-1939). Una persona è stata arrestata per “aver aggredito un altro manifestante”, secondo Inmaculada Sanz, portavoce del municipio di Madrid.

La marcia è stata organizzata dall’Asociación Vecinal San Blas Canillejas, un associazione di “vicinato” di estrema destra del quartiere madrileno San Blas Canillejas, ed era stata promossa come una protesta anti-governativa. L’evento era stato pubblicizzato sui social tramite lo slogan: “Dì No all’Agenda 2030-2050”. Si tratta di un riferimento alle riforme pianificate dall’esecutivo spagnolo in materia di welfare e ambiente, da attuare nei prossimi tre decenni. In un’immagine pubblicata per promuovere l’evento su Facebook, gli organizzatori avevano descritto tali riforme come “un attacco alla cultura e all’identità del popolo spagnolo”.

Inoltre, il post in questione rimanda al sito di un associazione nota come “Madrid Seguro”, una federazione di gruppi che sostiene “la rivendicazione della cultura e dell’identità dei popoli d’Europa attraverso iniziative basate sui nostri quartieri”, specificando che i centri di accoglienza per i migranti “sono fonte di insicurezza”. Tra le altre proposte di Madrid Seguro c’è l’eliminazione del gioco d’azzardo, il supporto economico per i connazionali più svantaggiati e l’attenzione alle cause ambientaliste. “Il rapporto con la natura è una parte inalienabile del nostro essere. Qualsiasi iniziativa sociale deve cercare di equilibrarsi con il rispetto dell’ambiente naturale”, si legge sul sito di riferimento. 

Le autorità di Madrid hanno affermato di aver autorizzato la manifestazione poichè questa doveva essere una marcia anti-governativa, non una protesta omofoba e neo-nazista. A seguito della circolazione della prime notizie riguardo alle tematiche su cui si è incentrata la “protesta”, la ministra della Parità spagnola, Irene Montero, ha subito chiesto alla procura di indagare sull’evento, definendola “omofoba e razzista”.

Il tema dei crimini d’odio è tornato al centro dell’attenzione in Spagna, a seguito della morte di Samuel Luiz, 24 anni, picchiato a morte il 3 luglio, nella città di La Coruña, a causa del suo orientamento sessuale. Secondo i media spagnoli, uno dei suoi aggressori è accusato di aver fatto più volte riferimento alla sua sessualità, in modo diffamatorio, mentre lo picchiava. Il ragazzo è deceduto in ospedale a causa delle ferite riportate. 

A seguito del tragico evento, il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha presieduto una riunione urgente del Consiglio dei Ministri, dei leader delle comunità locali e delle forze di polizia per discutere su come ridurre i crimini d’odio, che in Spagna sono cresciuti di circa il 9% all’anno, dal 2014. Il 10 settembre, a seguito della crescente pressione da parte delle piazze e di un possibile nuovo episodio, poi rivelatosi non correlato, l’esecutivo ha annunciato la creazione di task-force specializzate, sotto l’autorità del Ministero degli Interni, per prevenire questo fenomeno e supportare le vittime. 

I dati del Ministero dell’Interno spagnolo mostrano che nel Paese, nel 2019, sono stati segnalati 278 crimini d’odio legati all’orientamento sessuale o all’identità di genere, con un aumento dell’8.6% rispetto all’anno precedente. A tale proposito, l’Agenzia dell’Unione Europea per la tutela dei Diritti Fondamentali ha sottolineato il fatto che solo una minima parte dei crimini d’odio viene denunciata alla polizia. Di conseguenza, i dati al riguardo potrebbero essere molto più alti di quanto è noto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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