Afghanistan: attacco contro un veicolo dei talebani

Pubblicato il 20 settembre 2021 alle 15:06 in Afghanistan Asia

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Un bambino è deceduto e due persone sono rimaste ferite, a seguito di un’esplosione che ha colpito un veicolo delle forze di sicurezza talebane nella provincia di Nangarhar, la sera del 20 settembre. 

Bilal Karimi, il vice dell’ufficiale talebano Zabihullah Mujahid, ha confermato al quotidiano locale, ToloNews, che l’esplosione ha colpito un mezzo utilizzato dalle forze del gruppo, nel PD5 della città di Jalalabad, la capitale provinciale di Nangarhar. Karimi ha aggiunto che un bambino è stato ucciso e due persone, tra cui un membro delle forze di sicurezza talebane, sono rimaste ferite. Per il momento, nessun gruppo ha rivendicato l’attacco. 

Altre violenze nel Paese si erano verificate appena due giorni prima, il 18 settembre, quando 7 persone sono state uccise e circa 30 sono rimaste ferite in una serie di esplosioni sempre nella città di Jalalabad e nella capitale del Paese, Kabul. Nello specifico, ci sono state quattro esplosioni nella capitale della provincia di Nangarhar. Considerata la concentrazione nella regione orientale di militanti dello Stato Islamico della Provincia di Khorasan (IS-K), le autorità talebane hanno subito accusato il gruppo. Da parte sua, lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità di recenti attacchi a Nangarhar, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Amaq, che spesso rilascia dichiarazioni per la sezione afghana del gruppo. Amaq ha specificato che 35 membri dei talebani sarebbero stati uccisi e feriti, a seguito degli assalti dell’IS-K. Tuttavia, i talebani non hanno ancora commentato tali dichiarazioni. 

L’IS-K è un’organizzazione terroristica rivale ai talebani, nata nel 2015 nella regione Nord-orientale del Paese. Tale sezione è stata fondata da ex membri dei talebani pakistani e si è diffusa nelle zone rurali dell’Afghanistan, soprattutto nella provincia di Kunar, dove si registra una maggiore presenza di musulmani salafiti, lo stesso ramo dell’Islam sunnita dello Stato Islamico. I salafiti si sono sempre identificati come una minoranza tra i talebani, che invece seguono prevalentemente la scuola hanafita. Dopo una campagna militare durata anni, Kabul ha riconquistato i territori controllati dall’affiliata dello Stato Islamico e ha annunciato la sconfitta dell’organizzazione nel 2019.

Il 26 agosto, mentre le forze armate della NATO stavano concludendo l’evacuazione dall’Afghanistan, un attentato suicida nei pressi dell’aeroporto di Kabul, rivendicato dall’IS-K, ha causato la morte di almeno 175 persone, tra cui 13 soldati statunitensi. Un kamikaze si era inserito in un gruppo di individui che attendevano nei pressi del perimetro esterno della struttura. Il generale statunitense, Frank McKenzie, a capo del Comando Centrale degli USA, aveva aggiunto che alcuni “uomini armati dello Stato Islamico” avevano poi aperto il fuoco sulla folla e sulle forze statunitensi, dopo l’esplosione. 

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aveva promesso di vendicare l’attacco e aveva chiesto di fare “tutto ciò che è necessario per proteggere le forze a terra”. In un primo raid, il 28 agosto, nella provincia di Nangarha, gli USA hanno affermato di aver ucciso due militanti dell’organizzazione islamista. Un successivo attacco con droni a Kabul, il 29 agosto ha causato la morte di 10 civili, compresi i bambini. A seguito di approfondite analisi sull’episodio, il Pentagono ha ammesso “l’errore” e ha offerto “profonde condoglianze” alle famiglie delle vittime, sottolineando che l’assalto era stato compiuto con la “seria convinzione” che avrebbe impedito un imminente nuovo attentato presso l’aeroporto dove le forze armate stavano evacuando i cittadini. 

Joe Biden ha difeso strenuamente la sua decisione di attenersi alla scadenza del 31 agosto per il ritiro delle forze statunitensi, aggiungendo che il mondo deve imporre ai talebani di rispettare i propri impegni riguardo ad un futuro pacifico ed inclusivo per l’Afghanistan. Biden ha ricevuto pesanti critiche dai repubblicani e da alcuni dei suoi colleghi democratici per la sua gestione del dossier Afghanistan da quando i talebani hanno preso il controllo di Kabul, il 15 agosto, dopo un’avanzata fulminea e il crollo del governo sostenuto dagli USA. Oggi, oltre un mese dopo la presa della capitale, i talebani devono rilanciare un’economia distrutta da decenni di guerra, senza poter contare sui miliardi di dollari in aiuti esteri che sono affluiti alla precedente amministrazione, riconosciuta a livello internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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