L’Arabia Saudita alla ricerca di nuovi investimenti in Sudan

Pubblicato il 19 settembre 2021 alle 7:07 in Arabia Saudita Sudan

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L’Arabia Saudita e il Sudan hanno organizzato un Forum per gli investimenti, il 12 e 13 settembre, volto a discutere delle opportunità di investimento in settori quali energia, infrastrutture, agricoltura e comunicazioni. In tale quadro si inserisce un possibile accordo con la compagnia petrolifera Saudi Aramco, volto a vendere petrolio e derivati al Paese africano a prezzi preferenziali.

Il Forum è stato ospitato dalla capitale Khartoum e ha visto la presenza di ministri, funzionari, organizzazioni e aziende di entrambe le parti, oltre a imprenditori e investitori provenienti dal Paese del Golfo. Tra i partecipanti vi è stato anche il ministro dell’ambiente, delle risorse idriche e dell’agricoltura saudita, Abdurrahman bin Abdulmohsen al-Fadhli, il quale, nel suo discorso al Forum, ha evidenziato come l’Arabia Saudita e il Sudan abbiano sempre cercato di rafforzare le proprie relazioni economiche e commerciali.

Nel corso dell’evento, le due parti hanno raggiunto intese in ambito economico, volte ad aprire nuovi orizzonti agli investimenti sauditi in settori quali energia, risorse minerarie, acqua, agricoltura e allevamento. A tal proposito, il presidente del Consiglio Militare di Transizione, Abdel Fattah Abdelrahman Burhan, di fatto il capo di Stato del Sudan, ha riferito di aver approvato misure volte a rimuovere tutti gli ostacoli agli investimenti di Riad in Sudan. Khartoum, da parte sua, ha proposto 124 progetti, di cui 77 relativi a partnership tra pubblico e privato e altri 47 riguardanti investimenti. Tra questi, alcune proposte riguardano la produzione, commercializzazione e fabbricazione di gomma arabica, la realizzazione di impianti per la raccolta dell’acqua e la coltivazione di mais, arachidi e frutta, la realizzazione di un complesso integrato per l’esportazione di carne rossa e prodotti animali nel Kordofan e nel fiume Nilo e lo sviluppo della Linea 12, che collega Porto Sudan e Khartoum, per il trasporto di prodotti petroliferi.

In tale quadro, un accordo particolarmente atteso è stato quello con Saudi Aramco, il cui obiettivo è garantire forniture di derivati petroliferi a lungo termine a prezzi preferenziali. Non è chiaro se questo accordo “atteso” sia stato effettivamente firmato. Un alto funzionario del governo sudanese ha rivelato che Riad e Kahrtoum, in realtà, si sono scambiati una “bozza di accordo”, la quale dovrà essere revisionata da ciascuna parte prima di essere siglata. Come precisato dal Ministero dell’Energia sudanese, ciò che favorirebbe l’intesa è la recente liberalizzazione del mercato del carburante in Sudan, che ha portato anche la società saudita ACWA Power a valutare opportunità di investimento nel settore delle energie rinnovabili sudanese.

L’Arabia Saudita è tra i principali Paesi del mondo arabo a investire in Sudan. Nel 2019, il volume di scambi commerciali tra Sudan e Arabia Saudita ha raggiunto gli 8 miliardi di dollari, mentre gli investimenti sauditi nel Paese africano hanno ammontato a circa 4 miliardi, secondo quanto riferito da Hussein Bahri, presidente del Saudi Business Council, il quale ha invitato gli investitori del Regno a raddoppiare tale cifra. “Il Sudan gode di opportunità promettenti e abbiamo ricevuto direttive dalla leadership saudita per investire in Sudan in diversi settori”, ha affermato Bahri. Dal 2000 al 2020, invece, gli investimenti totali sauditi approvati dalla parte sudanese hanno raggiunto i 35,7 miliardi di dollari, e di questi 15 miliardi hanno avuto piena realizzazione.

Il Regno del Golfo ha investito in più di 500 progetti agricoli, industriali e nel settore dei servizi in quattro Stati sudanesi. Di questi piani, 145 hanno riguardato il settore industriale e 263 i servizi, con investimenti pari, rispettivamente, a 2 e 12 miliardi di dollari. Ciò è stato favorito dalle misure messe in atto dal governo di Kahrtoum a livello economico e legislativo, tra cui una legge sugli investimenti, un’altra sul partenariato tra pubblico e privato, quella sul doppio sistema bancario e un’altra in materia di lotta alla corruzione, a cui si sono aggiunti incentivi e garanzie e una crescente trasformazione digitale. Non da ultimo, il governo sudanese ha provato ad attirare investitori stranieri e finanziamenti esteri attraverso un pacchetto che includeva l’abolizione dei sussidi per il carburante e la ristrutturazione del sistema bancario.

In tale quadro, a marzo scorso, l’Arabia Saudita ha promesso la creazione di un fondo di investimento speciale per il Sudan, in cui si è detta disposta a contribuire con 3 miliardi di dollari. In realtà, anche ad aprile 2019, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti avevano promesso congiuntamente 3 miliardi di dollari in aiuti al Sudan. Di questi, 750 milioni risultano essere stati consegnati, tra cui anche un deposito di 500 milioni di dollari nella banca centrale. Sempre nel 2019, il Saudi Fund for Development ha erogato due prestiti per finanziare progetti nei settori della sanità e dell’istruzione in Sudan, per un valore complessivo di 130 milioni di dollari.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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