Israele: catturati gli ultimi palestinesi evasi

Pubblicato il 19 settembre 2021 alle 16:55 in Israele Medio Oriente

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Mentre la tensione rimane alta tra le parti, l’esercito israeliano ha annunciato, il 19 settembre, di aver catturato gli ultimi 2 dei 6 palestinesi evasi il 6 settembre, dal carcere di Gilboa. 

Israele ha lanciato una massiccia caccia all’uomo, tramite l’utilizzo di droni, posti di blocco stradali e un massiccio dispiegamento di soldati. Le autorità avevano già arrestato quattro dei sei evasi e, il 19 settembre, hanno annunciato che gli ultimi due fuggitivi si erano arresi “dopo essere stati circondati da forze di sicurezza”. Queste ultime erano riuscite a rintracciarli “sulla base di accurate informazioni d’intelligence”.

Ayham Kamamji, di 35 anni, e Munadel Infeiat, di 26 anni, sono entrambi affiliati al gruppo noto come “Jihad Islamica”, un movimento islamista palestinese armato. Sono stati arrestati in un’operazione congiunta con le forze anti-terrorismo a Jenin, una città della Cisgiordania, secondo quanto ha riferito l’esercito in una breve dichiarazione alla stampa, aggiungendo che sono “attualmente sotto interrogatorio”.

Originario di Kafr Dan, vicino a Jenin, Kamamji era stato arrestato nel 2006 e condannato all’ergastolo per il presunto rapimento e omicidio di un cittadino israeliano che viveva in un insediamento in Cisgiordania. Secondo la Jihad islamica, l’uomo aveva sofferto di malattie addominali e intestinali in carcere ed era stato soggetto a “negligenza medica” da parte delle autorità carcerarie. Infeiat, arrestato nel 2020, era stato incarcerato più volte in precedenza per il suo ruolo nel gruppo, ed era in attesa di giudizio al momento della fuga.

Tra gli altri uomini catturati figura Mahmoud Abdullah Ardah, la presunta mente della fuga, e Zakaria Zubeidi, un ex leader militante del movimento Fatah. Zubeidi, 46 anni, è stato un leader della Brigata dei martiri di al-Aqsa, affiliata al movimento Fatah. Egli era detenuto dal 2019, dopo essere stato accusato di “diversi attacchi letali”. Zubeidi ha rappresentato una figura di spicco durante la Seconda Intifada e nel 2007 aveva ottenuto l’amnistia da Israele, poi revocata nel 2011, il che ha costretto il leader alla fuga, fino al 2019. 

Gli altri due erano Yaqoub Qadiri e Mohammad al-Ardah. Quest’ultimo era stato arrestato dalle forze armate israeliane nel 1996 e condannato all’ergastolo con l’accusa di affiliazione alle Brigate al-Quds e per il suo coinvolgimento nell’uccisione di alcuni militari israeliani. Qadiri, invece, era detenuto dal 2003, anch’egli condannato all’ergastolo in quanto membro delle Brigate al-Quds e per aver ucciso un colono israeliano. 

Il carcere di Gilboa si trova in Israele, a circa 4 chilometri dal confine con la Cisgiordania, e ospita i palestinesi accusati o sospettati di aver commesso operazioni a danno di Israele, attacchi letali inclusi. Secondo un’organizzazione non governativa palestinese, Addameer for Prisoner Care and Human Rights, la prigione, istituita sotto la supervisione di esperti irlandesi e aperta nel 2004, è tra le più sorvegliate e gode di un livello di sicurezza “molto elevato”.

L’evasione, definita “estremamente insolita”, è avvenuta tramite un tunnel, di “decine di metri”, scavato dai detenuti stessi, e si pensa che questi abbiano ricevuto anche aiuto dall’esterno, comunicando con presunti complici tramite cellulari ritrovati all’interno della cella. Secondo analisti ed osservatori, l’immagine di sicurezza e controllo, su cui Israele ha costruito la propria identità, ha subito un brutto colpo a seguito di questa evasione, che ha mostrato carenze di attenzione in una struttura considerata iper-sicura. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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