Erdogan negli USA: attese discussioni su Mediterraneo e Afghanistan

Pubblicato il 19 settembre 2021 alle 20:25 in Turchia USA e Canada

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Il 19 settembre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, è partito per New York, dove parteciperà alla 76° Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA). Notizie contrastanti su un possibile colloquio con il premier greco, Kyriakos Mitsotakis. 

Secondo la stampa greca, Erdogan ha annunciato che incontrerà il primo ministro greco, a margine della sessione dell’Assemblea Generale. Tuttavia, interrogato su un possibile colloquio con il presidente turco, Mitsotakis era tutt’altro che certo che ne avrebbero avuto uno. “Penso che i nostri programmi non coincidano”, aveva affermato. La Turchia e la Grecia hanno opinioni contrastanti per quanto riguarda i diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale. Inoltre, i due Paesi sostengono posizioni opposte riguardo a Cipro ed altre aree contese nella regione. In un clima di recente allentamento delle tensioni, i rappresentanti dei due Paesi si sono incontrati altre volte. Una di queste è stata il 14 giugno, a Bruxelles, a margine di un vertice NATO. 

Secondo la stampa turca, la partecipazione di Erdogan all’Assemblea Generale sarà finalizzata a ribadire il suo messaggio a favore della “giustizia globale” e delle buone relazioni con i leader mondiali. Tra i temi più importanti nell’agenda del presidente ci sono le riforme delle Nazioni Unite, la lotta alla migrazione irregolare, il cambiamento climatico globale, l’islamofobia e la condivisione di conoscenze ed esperienze per controllare la pandemia. Prima del suo viaggio negli Stati Uniti, Erdogan ha invitato ancora una volta il mondo occidentale ad assumersi maggiori responsabilità nel risolvere la crisi migratoria globale.

Più di 130 capi di Stato e di governo, ministri degli Esteri e delegati parteciperanno al 76° vertice delle Nazioni Unite, che si terrà quest’anno a New York e inizierà il 21 settembre. Alcuni leader invieranno messaggi video e non saranno fisicamente presenti all’evento. L’incontro del 2021 sarà incentrato sull’Afghanistan, la pandemia di COVID-19 e il cambiamento climatico. Rivolgendosi ai giornalisti a Istanbul prima della partenza per gli Stati Uniti, il presidente turco ha dichiarato: “Sottolineerò il forte sostegno della Turchia al multilateralismo e l’obiettivo di stabilire un ordine mondiale più equo”.

La Turchia ha a lungo sostenuto la necessità che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sia più rappresentativo, con più membri permanenti rispetto ai suoi cinque attuali. Il presidente turco, a tale proposito, ha spesso usato lo slogan: “Il mondo è più grande di cinque”. In occasione della nuova Assemblea Generale, Erdogan ha aggiunto che invierà “un messaggio sui migranti”, affermando: “Certo, daremo un messaggio sulla questione dei migranti perché siamo noi che ne portiamo il peso maggiore”. 

Anche per quanto riguarda l’Afghanistan, la Turchia è un partner fondamentale. Dopo che i talebani hanno preso il controllo della capitale afghana, il 15 agosto, il segretario di Stato degli USA ha sottolineato che Ankara era “un importante alleato della NATO e un partner inestimabile nella regione”. Il drastico cambio di tono offre a Erdogan più di un barlume di speranza che i rapporti con Washington, per diversi anni rovinati da numerose controversie, prima tra tutte quella sull’acquisto del sistema di difesa missilistico russo S-400. Dopo che Joe Biden è entrato in carica, il 20 gennaio, ha aspettato tre mesi prima di tenere un colloquio con Erdogan, un chiaro segno delle cattive relazioni tra i due Paesi.

Tuttavia, con la nuova situazione in Afghanistan, la Turchia diventa un attore particolarmente importante. I talebani hanno chiesto al Paese mediorientale di fornire supporto tecnico nella gestione dell’aeroporto di Kabul, specificando però che Ankara non avrebbe potuto mantenere una presenza militare in Afghanistan, dopo il 31 agosto. Era stata la Turchia ad avanzare tale possibilità per la prima volta, durante un incontro della NATO, tenutosi il 31 maggioGli USA avevano già annunciato, il 14 aprile, che avrebbero ritirato le truppe entro settembre, e nei colloqui di maggio i Paesi dell’Alleanza avevano discusso dei piani per l’uscita dall’Afghanistan. “

La Turchia ha fatto un’offerta per garantire la sicurezza dell’aeroporto di Kabul. In questo quadro, sono in corso colloqui con la NATO e gli Stati Uniti”, aveva affermato un funzionario turco, l’8 giugno. Pochi giorni dopo, l’11 giugno, i talebani avevano invitato Ankara a ritirare tutte le proprie truppe dall’Afghanistan insieme alla NATO. Tuttavia, il 9 luglio, il presidente turco stesso aveva annunciato che era stato raggiunto un accordo con gli alleati sul mantenimento della sicurezza dell’aeroporto di Kabul. I militanti islamisti afghani avevano quindi nuovamente avvertito i turchi che anche loro avrebbero dovuto lasciare il Paese, come gli altri alleati. 

“La Turchia ha fatto parte delle forze NATO negli ultimi 20 anni, quindi, in quanto tale, dovrebbe ritirarsi dall’Afghanistan sulla base dell’accordo che abbiamo firmato con gli Stati Uniti il 29 febbraio 2020”, aveva dichiarato il portavoce dei talebani, Suhail Shaheen. “La Turchia è un grande Paese islamico. L’Afghanistan ha avuto relazioni storiche con esso. Speriamo di avere stretti e buoni rapporti con loro quando in futuro verrà stabilito un nuovo governo islamico afghano”, aveva aggiunto. Tuttavia, fonti turche avevano sottolineato che la permanenza delle truppe di Ankara in Afghanistan non dipendeva dai talebani, ma piuttosto dal supporto politico, finanziario e logistico offerto dagli alleati della NATO e soprattutto dagli Stati Uniti. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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