Afghanistan: esplosioni a Kabul e Jalalabad

Pubblicato il 19 settembre 2021 alle 9:44 in Afghanistan Asia

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Almeno 7 persone sono state uccise e circa 30 sono rimaste ferite in una serie di esplosioni nella città orientale di Jalalabad e nella capitale del Paese, Kabul. Sospetti riguardo alla sezione afghana dello Stato Islamico. 

Secondo alcune fonti interne ai talebani, che hanno parlato con i giornalisti di al-Jazeera, tali violenze si sono verificate il 18 settembre. “Le esplosioni a Jalalabad e a Kabul sembrano essere opera di quello che resta dell’IS-K”, ha dichiarato una fonte talebana, che ha fatto riferimento allo Stato Islamico nella Provincia di Khorasan. La notizia è stata riportata direttamente da un militante anziano dei talebani, che ha aggiunto che il gruppo sta indagando sulla questione e ha promesso che “i colpevoli saranno assicurati alla giustizia”.

Intanto, altre agenzie di stampa, citando testimoni locali,  hanno riferito che ci sarebbero state almeno quattro esplosioni nella capitale della provincia di Nangarhar, Jalalabad, il 18 settembre. Alcuni individui, presumibilmente collegati ai fatti, sarebbero già stati arrestati e le indagini sono in corso. A proposito delle recenti violenze, è importante specificare che la città di Jalalabad è uno dei luoghi dove lo Stato Islamico è maggiormente attivo in Afghanistan. Tuttavia, finora non ci sono state rivendicazioni di responsabilità. Un attacco ha preso di mira un veicolo talebano che stava effettuando un pattugliamento, secondo un membro del gruppo, che ha preferito rimanere anonimo. “Donne e bambini erano tra i feriti”, ha aggiunto.

A Kabul, invece, almeno due persone sarebbero rimaste ferite nell’esplosione di un’autobomba poco prima di mezzogiorno, sempre il 18 settembre, nel quartiere Dasht-e-Barchi. Anche in questo caso, non sono ancora note rivendicazioni dell’assalto. Tuttavia, l’IS-K aveva invece dichiarato di essere responsabile dell’attacco contro l’aeroporto di Kabul che aveva ucciso almeno 175 persone, tra cui 13 soldati statunitensi, il 27 agosto, alla vigilia del ritiro completo delle truppe statunitensi dall’Afghanistan. 

I talebani e l’organizzazione islamista afghana affiliata allo Stato Islamico, nota come Stato Islamico della Provincia del Khorasan (IS-K), sono due gruppi rivali che si sono scontrati più volte sul campo. L’IS-K è nato nel 2015, nella regione Nord-orientale del Paese, fondato da ex membri dei talebani pakistani e si è diffuso nelle zone rurali dell’Afghanistan, soprattutto nella provincia di Kunar, dove si registra una maggioranza di musulmani salafiti, lo stesso ramo dell’Islam sunnita dello Stato Islamico. I salafiti si sono sempre identificati come una minoranza tra i talebani, che invece seguono prevalentemente la scuola hanafita.

Dopo una campagna militare durata anni, Kabul ha riconquistato i territori controllati dall’affiliata dello Stato Islamico e ha annunciato la sconfitta dell’organizzazione nel 2019. Tuttavia, secondo gli esperti, l’IS-K si organizza in una rete di micro-cellule difficile da eradicare e rappresenta ancora una grave minaccia per la stabilità del Paese e della regione. L’IS-K ha rivendicato, il 10 giugno, un attacco compiuto due giorni prima da un gruppo di uomini armati in un campo di sminamento nella provincia di Baghlan, gestito dall’organizzazione internazionale che lavora per bonificare le zone di conflitto e post-conflitto, HALO Trust.  Secondo quest’ultima, nell’assalto erano morte 10 persone e altre 16 erano state ferite. Il 16 maggio, la stessa organizzazione ha rivendicato l’attacco che, il 14 maggio, aveva colpito la moschea di Haji Bakhshi, di Kabul, causando la morte di almeno 12 persone. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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