USA confermano decessi civili per un attacco con droni a Kabul

Pubblicato il 18 settembre 2021 alle 8:58 in Afghanistan USA e Canada

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Il generale Frank McKenzie, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha confermato che un attacco con droni statunitensi a Kabul, il 29 agosto ha causato la morte di 10 civili, compresi i bambini. Anche il Pentagono ha ammesso “l’errore”.

Il 17 settembre, McKenzie ha affermato che era “improbabile” che le persone uccise dall’assalto fossero associate allo Stato Islamico nella provincia di Khorasan, (IS-K), come originariamente affermato dall’esercito degli USA. “Avendo esaminato a fondo i risultati dell’indagine e l’analisi di supporto fornita dai partner inter-agenzia, sono ora convinto che fino a 10 civili, inclusi sette bambini, siano stati tragicamente uccisi in quell’attacco”, ha affermato McKenzie.

Il generale statunitense ha offerto “profonde condoglianze” alle famiglie delle vittime, sottolineando che l’assalto era stato compiuto con la “seria convinzione” che avrebbe impedito un imminente nuovo attentato presso l’aeroporto dove le forze armate stavano evacuando i cittadini. “È stato un errore e offro le mie sincere scuse”, ha aggiunto McKenzie. “Come comandante sul campo, sono pienamente responsabile di questo attacco e di questo tragico esito”, ha sottolineato.

Anche il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, ha offerto le sue condoglianze per le vittime e ha annunciato una “revisione approfondita” delle indagini su questo episodio, che prenderà in considerazione anche la necessità di modificare “autorità, procedure e processi” in futuro. “Ci scusiamo e cercheremo di imparare da questo orribile errore”, ha aggiunto Austin in una nota. L’attacco del 29 agosto è arrivato pochi giorni dopo che un attentato suicida nei pressi dell’aeroporto di Kabul, rivendicato dall’IS-K, aveva ucciso almeno 175 persone, tra cui 13 soldati statunitensi, il 26 agosto.

Secondo quanto riferito, i soldati statunitensi avrebbero distrutto hardware ed elicotteri militari anche all’aeroporto di Kabul, prima di lasciare il Paese. Dopo che l’ultimo aereo militare statunitense è partito da Kabul, nelle prime ore del 31 agosto, i talebani hanno preso il controllo dell’aeroporto, annunciando che l’Emirato Islamico è una “nazione libera e sovrana”. La guerra più lunga degli Stati Uniti d’America all’estero ha causato la morte di quasi 2.500 soldati statunitensi e a circa 240.000 afgani, ed è costata circa 2 trilioni di dollari. Un massiccio, ma caotico ponte aereo degli Stati Uniti e dei suoi alleati, a partire dal 14 agosto, è riuscito a portare più di 123.000 persone fuori da Kabul. Tuttavia, altre decine di migliaia di individui che hanno aiutato i Paesi occidentali durante la guerra sono rimaste in Afghanistan. 

Il presidente degli USA, Joe Biden, ha difeso strenuamente la sua decisione di attenersi alla scadenza del 31 agosto per il ritiro delle forze statunitensi, aggiungendo che il mondo deve imporre ai talebani di rispettare il proprio impegno, volto a consentire un passaggio sicuro a coloro che vogliono lasciare l’Afghanistan. “Ora, la nostra presenza militare di 20 anni in Afghanistan è terminata”, ha dichiarato Biden, che ha più volte ringraziato le forze armate statunitensi. Il presidente ha ricevuto pesanti critiche dai repubblicani e da alcuni dei suoi colleghi democratici per la sua gestione dell’Afghanistan da quando i talebani hanno preso il controllo di Kabul, il 15 agosto, dopo un’avanzata fulminea e il crollo del governo sostenuto dagli USA. 

Intanto, i talebani devono rilanciare un’economia distrutta da decenni di guerra, senza poter contare sui miliardi di dollari in aiuti esteri che sono affluiti alla precedente amministrazione, riconosciuta a livello internazionale. Tuttavia, tali risorse sono spesso servite ad alimentare la corruzione sistemica che ha dominato il Paese. La popolazione che vive fuori dai centri abitati sta già affrontando quella che i funzionari delle Nazioni Unite hanno definito una situazione umanitaria catastrofica, aggravata da una grave siccità. Dal punto di vista dello stile di vita che il nuovo governo dei talebani ha intenzione di imporre, un funzionario del gruppo a Kabul ha affermato che è necessario che le persone conducano uno stile di vita islamico, libero da tutte le influenze straniere.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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