Taiwan: nuove incursioni ed esercitazioni militari della Cina

Pubblicato il 18 settembre 2021 alle 11:50 in Cina Taiwan

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L’aeronautica di Taiwan è intervenuta per allontanare 10 aerei cinesi che sono entrati nella sua zona di difesa aerea, il 17 settembre. L’incursione dell’aeronautica di Pechino è arrivata a seguito dell’annuncio di un aumento da 9 miliardi di dollari delle spese militari dell’isola. 

Il 18 settembre, un portavoce dell’Eastern Theatre Command di Pechino, l’esercito cinese d’oltremare nella Cina orientale, ha riferito che navi da guerra, aerei di pre-allarme e bombardieri sono stati schierati per effettuare nuove esercitazioni militari, volte a migliorare le capacità di combattimento congiunte delle forze armate cinesi nell’area. Secondo quanto riferito, invece, dal Ministero della Difesa di Taipei, l’ultima missione cinese ha coinvolto sei caccia J-16 e due J-11, più un antisommergibile e un aereo da ricognizione. In riposta, Taiwan ha affermato di aver inviato aerei da combattimento, per mettere in guardia la controparte cinese. Inoltra, anche i sistemi missilistici sono stati schierati per monitorare i movimenti dei mezzi. Secondo una mappa diffusa dal Ministero di Taipei, i caccia cinesi avrebbero sorvolato un’area vicino alle isole Pratas, mentre l’aereo antisommergibile e da ricognizione sarebbero transitati nei pressi del Canale Bashi, che separa Taiwan dalle Filippine. 

Le tensioni sono cresciute dopo che Taiwan ha proposto di aumentare la spesa militare dell’isola di 8,7 miliardi di dollari, nei prossimi cinque anni. I rappresentanti di Taipei, nell’annunciare la proposta, hanno sottolineato dell’urgente necessità di aggiornare i propri armamenti, di fronte a una “grave minaccia” dalla Cina. Inoltre, le nuove incursioni cinesi e le esercitazioni militari arrivano a seguito di un ulteriore transito di un cacciatorpediniere statunitense nello stretto di Taiwan, il 17 settembre. Come di consueto, la Marina degli Stati Uniti ha definito il passaggio un’operazione “di routine” attraverso acque internazionali. In una dichiarazione separata, l’Eastern Theatre Command ha dichiarato che il mezzo navale statunitense, la USS Barry, è stato monitorato durante tutto il suo percorso.

Inoltre, il governo di Taipei ha annunciato, il 26 agosto, che il bilancio destinato al Ministero della Difesa di Taiwan per il 2022 sarà di 372,6 miliardi di nuovi dollari taiwanesi (NT$), corrispondenti a circa 13,3 miliardi di dollari, la cifra più alta mai ricevuta dal dicastero. Il dato ha registrato un aumento del 3% anno su anno per 10,8 miliardi di yuan, a cui si aggiungono fondi speciali di 40,1 miliardi di NT$, pari a 1,44 miliardi di dollari, per l’acquisto di 66 nuovi aerei da caccia F-16V, di produzione statunitense. Da quando la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, è entrata in carica per il suo secondo mandato, il budget destinato alla difesa nazionale dell’isola è cresciuto del 15,8%, rispetto ai 321,7 miliardi di NT$, pari a circa 11,5 miliardi di dollari, previsti al tempo. Ad oggi, il bilancio destinato alla difesa nazionale è la terza voce di spesa del governo di Taiwan il prossimo anno, secondo solo alla spesa complessiva per il benessere sociale e l’istruzione e a quello per la scienza e la cultura.

La Cina considera Taiwan parte integrante del territorio nazionale in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. 

In tale quadro, Tsai sta cercando di creare legami sempre più stretti con gli USA, che sono il maggior fornitore di armi dell’isola. Durante l’amministrazione del presidente Donald Trump, il 26 ottobre 2020, Pechino aveva sanzionato aziende, entità e soggetti statunitensi per la vendita di armi a Taiwan per un valore di 1,8 miliardi di dollari, approvata il precedente 21 ottobre dalle autorità di Washington. Ciò nonostante, gli USA avevano continuato ad approvare diverse vendite di armamenti ed equipaggiamento bellico all’isola.Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan. Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taipei. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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