La Francia richiama gli ambasciatori da USA e Australia

Pubblicato il 18 settembre 2021 alle 9:43 in Australia Francia USA e Canada

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Il 18 settembre, l’Australia ha provato a rassicurare la Francia, dopo che Parigi ha richiamato i propri ambasciatori da Canberra e Washington, a causa di un accordo trilaterale sulla sicurezza con Londra, che ha portato alla cancellazione di una commessa di sottomarini francesi da 40 miliardi di dollari. 

La decisione della Francia di richiamare i propri ambasciatori negli Stati Uniti e in Australia, a causa di un accordo di sicurezza dei due Paesi con il Regno Unito, è stata presa in prima persona dal presidente francese Emmanuel Macron, ed è stata dettata dalla “gravità eccezionale” della questione, secondo quanto ha riferito in una nota il ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Yves Le Drian. Il ministro ha definito l’intesa trilaterale tra i due Paesi “inaccettabile”, aggiungendo che le conseguenze “influiscono direttamente sulla visione che abbiamo delle nostre alleanze, dei nostri partenariati e dell’importanza dell’Indo-Pacifico per l’Europa”.

L’escalation è stata aggravata dal fatto che il 16 settembre, giorno successivo all’annuncio della partnership trilaterale, l’Australia ha comunicato che avrebbe annullato un accordo da 40 miliardi di dollari, firmato nel 2016 con una società navale francese, per costruire una flotta di sottomarini. Canberra ha annunciato che, invece, avrebbe invece commissionato la costruzione di almeno otto sottomarini a propulsione nucleare con tecnologia statunitense e britannica, poichè questi rispondevano maggiormente alle necessità del Paese in fatto di sicurezza. La Francia ha reagito immediatamente a quello che ha considerato un affronto, definendo gli accordi che hanno portato a questa situazione “una pugnalata alle spalle”. Inoltre, una fonte diplomatica francese ha sottolineato che è la prima volta che Parigi richiamava in questo modo i propri ambasciatori.

La mattina del 18 settembre, l’Australia ha fatto sapere che apprezzava il proprio rapporto con la Francia e che avrebbe continuato a impegnarsi con Parigi su altre questioni. “L’Australia comprende la profonda delusione della Francia per la nostra decisione, che è stata presa in conformità con i nostri chiari e comunicati interessi di sicurezza nazionale”, ha dichiarato, in una nota, un portavoce del ministro degli Esteri australiano, Marise Payne. Il ministro della Difesa di Canberra, Peter Dutton, ha affermato che sono stati i capi militari a consigliare al governo di procurarsi sottomarini a propulsione nucleare per accrescere le capacità militari a lungo termine. “Alla fine, la decisione che abbiamo preso si basa su ciò che è nel migliore interesse della nostra sicurezza nazionale e della sicurezza e della pace all’interno dell’Indo-Pacifico”, ha affermato Dutton. 

La dichiarazione del ministero degli Esteri francese sul ritiro degli ambasciatori non ha fatto menzione della Gran Bretagna, ma una fonte diplomatica citata da Reuters ha affermato che Parigi era al corrente del fatto che Londra avrebbe aderito all’accordo per fini opportunistici. “Non abbiamo bisogno di consultarci con il nostro ambasciatore per sapere cosa fare o per trarre conclusioni”, ha aggiunto la fonte, facendo riferimento al ruolo della Gran Bretagna in questo contenzioso. Tuttavia, Parigi ha concentrato le sue critiche contro gli Stati Uniti. Il ministro Le Drian ha paragonato l’amministrazione guidata dal presidente Joe Biden a quella precedente, guidata da Donald Trump. “Questa decisione brutale, unilaterale e imprevedibile mi ricorda molto quello che faceva il signor Trump”, ha affermato il ministro durante un intervento radiofonico a Franceinfo. “Queste cose non vengono fatte tra alleati”, ha aggiunto.

Infine, anche la Cina ha denunciato l’alleanza per la sicurezza tra i tre Paesi, definita AUKUS, che sembrerebbe mirata a tentare di contrastare l’influenza di Pechino nella regione indo-pacifica. “La cooperazione sottomarina nucleare tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia mina seriamente la pace e la stabilità regionale, intensificando la corsa agli armamenti e danneggiando gli sforzi internazionali di non proliferazione”, ha dichiarato, il 16 settembre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, in una conferenza stampa. Lo stesso ha poi definito la partnership “estremamente irresponsabile”. Gli USA, dal canto loro, hanno smentito che l’alleanza con Regno Unito e Australia sia in funzione anti-cinese. “Sulla questione di Pechino, vorrei solo sottolineare in anticipo che questo accordo non è rivolto contro niente e nessuno”, ha detto il Segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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