Emirati Arabi Uniti: investimenti da 14 miliardi nel Regno Unito post-Brexit

Pubblicato il 18 settembre 2021 alle 6:28 in Emirati Arabi Uniti UK

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Il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohamed bin Zayed al-Nahyan, ha effettuato una visita “storica” nella capitale britannica, durante la quale il Regno Unito e gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno annunciato una nuova era nei legami tra i due Paesi. Oltre a stabilire un “Partenariato per il futuro”, gli UAE si sono detti disposti a investire 10 miliardi di sterline, pari all’incirca a 14 miliardi di dollari, in una serie di settori, tra cui industria ed energia pulita.

La visita è stata svolta il 16 settembre e ha visto il principe emiratino recarsi a Downing Street, presso la residenza del premier britannico, Boris Johnson, mentre ha incontrato altresì la ministra degli Esteri, Liz Truss. Agli incontri hanno partecipato rappresentanti ministeriali degli Emirati Arabi Uniti e del Regno Unito, oltre ad ambasciatori e funzionari di entrambi i Paesi. Nel corso dei colloqui si è discusso prevalentemente di relazioni bilaterali e di alcuni dossier regionali e internazionali di mutuo interesse, inclusa la pandemia di Covid-19 e la lotta ai cambiamenti climatici. Al-Nahyan e Johnson hanno accolto con favore i progressi registrati negli ultimi 50 anni a livello di cooperazione bilaterale e si sono detti disposti a rafforzare i legami soprattutto a livello economico, commerciale e di investimento, in linea con un programma già concordato nel 2020.

A tal proposito, è stato lanciato il “Partenariato per il futuro”, un’iniziativa congiunta volta a rafforzare le relazioni “storiche” tra i due Paesi, garantendo a entrambi di promuovere “prosperità e sicurezza”, oltre a “far fronte al cambiamento climatico ed espandere lo scambio di conoscenze, competenze e idee”. Tale partnership, hanno sottolineato le due parti, si basa su due pilastri principali, la creazione di una prosperità sostenibile e il fronteggiare questioni globali. In tale quadro, è stato stabilito di creare nuove dinamiche commerciali, di investimento e di innovazione e di rafforzare la collaborazione in aree tra cui scienze della vita, innovazione energetica, questioni regionali, finanza illegale, istruzione, sicurezza, sviluppo, cultura, clima, salute e sicurezza alimentare. Stando a quanto stabilito, il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti e il Segretario di Stato per gli affari esteri, del Commonwealth e dello sviluppo co-presiederanno un dialogo strategico ogni anno per rivedere le questioni globali e per lavorare a stretto contatto durante il mandato degli Emirati Arabi Uniti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nel periodo 2022-23.

Gli Emirati Arabi Uniti e il Regno Unito sono già legati da relazioni commerciali rilevanti, con scambi che hanno raggiunto 18,6 miliardi di dollari nel 2019 e investimenti bidirezionali pari a 13,4 miliardi nel medesimo periodo. Tuttavia, il 16 settembre, tale legame è stato ulteriormente rafforzato. In particolare, la Mubadala Investment Company di Abu Dhabi e l’Office for Investment del Regno Unito hanno potenziato la Sovereign Investment Partnership (SIP), un accordo a lungo termine volto a guidare gli investimenti di Londra e Abu Dhabi. Questo era stato già lanciato a marzo scorso e ha visto, fino ad ora, lo stanziamento di 1.1 miliardi di sterline. Si prevede, però, che la cifra continuerà a salire.

In particolare, nei prossimi cinque anni, vi saranno investimenti soprattutto nei settori dell’innovazione, con un focus specifico su tecnologia, infrastrutture, sanità e scienze della vita, oltre a energia pulita e rinnovabile. In tal modo, verranno create nuove opportunità lavorative e verranno migliorate le capacità di ricerca e sviluppo di entrambi i Paesi. Già a marzo scorso, Mubadala ha destinato 800 milioni al settore delle scienze della vita britannico, da accompagnarsi ai 200 milioni di sterline già finanziate da Londra. Ora, altri 10 miliardi di sterline verranno indirizzati a transizione energetica, tecnologia e infrastrutture.

Nel settore energetico, i leader hanno concordato di intensificare i legami nell’ambito della transizione energetica e nella decarbonizzazione, con un focus particolare sulle rinnovabili e sulle nuove forme di energia attraverso tre nuovi accordi. Il primo riguarda una collaborazione trilaterale tra la Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), Masdar e la britannica BP. Il secondo è un accordo tra ADNOC e BP sul co-sviluppo di “Cattura, utilizzo e stoccaggio di carbonio”, mentre il terzo consiste in una partnership a lungo termine tra Masdar e BP per sviluppare, costruire e gestire servizi energetici e di mobilità negli spazi urbani.

Al contempo, è stato siglato un memorandum di cooperazione per le tecnologie industriali e avanzate, riguardante nove aree specifiche, tra cui anche idrogeno e spazio, e prevede un impegno congiunto da parte di governo, imprese ed enti accademici britannici ed emiratini. In tale quadro rientra il memorandum di intesa sull’intelligenza artificiale, volto a scambiare conoscenze e investimenti, e l’intenzione di supportare le partnership “emergenti” che vedono partecipi le emiratine Tawazun Economic Council ed EDGE Group.

Infine, i leader hanno accolto con favore la firma di un protocollo d’intesa sui cambiamenti climatici e la cooperazione ambientale che rafforzerà la collaborazione in tali ambiti in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi. A tal proposito, il partenariato si concentrerà sulla condivisione delle migliori pratiche per la neutralità climatica, sull’integrazione del clima e dell’ambiente all’interno della cooperazione allo sviluppo, sulla riduzione dei rischi climatici, sull’accelerazione della transizione a basse emissioni di carbonio a livello nazionale e globale, anche attraverso la promozione del mandato di Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), sulla mobilitazione di finanziamenti per il clima e sulla promozione della Missione per l’innovazione dell’agricoltura per il clima (AIM for Climate), che sarà lanciata formalmente alla COP26.

Come riportato dal quotidiano al-Arab, con la visita del 16 settembre e i relativi accordi, gli Emirati Arabi Uniti hanno aggiunto la Gran Bretagna a un “pacchetto regionale e internazionale” volto a colmare il vuoto strategico e di sicurezza lasciato dagli Stati Uniti nel Golfo, dopo che l’amministrazione del presidente Joe Biden ha compiuto ulteriori passi per spostare la sua attenzione globale lontano dal Medio Oriente e più vicino alla Cina.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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