Russia, elezioni: Google e Apple rimuovono l’app di Navalny

Pubblicato il 17 settembre 2021 alle 14:34 in Russia USA e Canada

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Sullo sfondo delle elezioni parlamentari in Russia, avviate venerdì 17 settembre, decine di attivisti e critici del regime hanno accusato Google e Apple di aver ceduto alle pressioni del Cremlino dopo aver rimosso un’applicazione elaborata da attivisti russi legati al principale critico, Alexey Navalny.

L’app Smart Voting, progettata per coordinare il voto di protesta nelle elezioni, disponeva di schede informative sui candidati da votare per contrastare il partito al governo, Russia Unita, legato al presidente, Vladimir Putin. Si tratta di un duro colpo per il leader dell’opposizione Navalny e i suoi alleati, i quali speravano di sovvertire la posizione dominante del partito del regime. Leonid Volkov, uno dei principali alleati del dissidente, nonché suo legale, ha affermato che Google e Apple, rimuovendo l’app nelle prime ore del 17 settembre, hanno ceduto alla campagna di ricatto del Cremlino. Analogamente, un altro alleato, Ivan Zhdanov, ha definito la cancellazione dell’app e delle versioni precedenti un “vergognoso atto di censura politica”.  

Di tutt’altro avviso si è detto Andrei Klimov, un senatore di Russia Unita citato dall’agenzia di stampa statale RIA Novosti. Dopo essersi definito soddisfatto dall’eliminazione dell’app, il funzionario ha dichiarato che il governo russo considera tali azioni come “passi avanti verso la giusta direzione”. Sebbene l’agenzia di stampa Reuters abbia tentato di contattare le due società tech statunitensi, queste non hanno risposto alle richieste di commento.

Il giorno prima, giovedì 16 settembre, le autorità della Federazione Russa avevano avvertito le società di social media statunitensi di ingenti multe nel caso in cui queste ultime non avessero eliminato determinati contenuti definiti “illegali”. Secondo Mosca, in tal modo Washington starebbe ingerendo negli affari interni del Paese alla vigilia delle elezioni, i cui seggi si chiuderanno il 19 settembre. Quella che può essere definita come una disputa di lunga data tra i social media degli USA e le autorità russe, al momento, sembrerebbe aver cambiato rotta, soprattutto dopo che il vicedirettore del regolatore statale per il controllo delle comunicazioni Roskomnadzor, Vadim Subbotin, ha avvertito di possibili multe, che potrebbero anche colpire il fatturato delle aziende.

Sebbene la Russia, già in precedenza, avesse imposto diverse multe alle società tech straniere, la scelta di applicare sanzioni sulla base del loro fatturato suggerisce somme potenzialmente più grandi. “Ora prenderemo in considerazione l’imposizione di multe sul fatturato contro le società che violano sistematicamente le richieste di Roskomnadzor”, ha affermato Subbotin, citato dall’agenzia di stampa russa Interfax. Tra le aziende a rischio, il vicedirettore ha menzionato Facebook, Twitter e Google.

Gli ultimi sviluppi sono giunti giorni dopo un incontro tra gli amministratori delegati di Apple e Google, rispettivamente Tim Cook e Sundar Pichai, e alcuni deputati del Parlamento russo, tra cui Kilmov. Nel dettaglio, il 9 settembre, gli amministratori delegati erano stati esortati a non perpetrare violazioni contro la legge russa. In tale occasione, le due società sono state accusate di continuare a permettere l’accesso all’applicazione ideata da Navalny per la votazione.  “Le azioni di (Apple e Google) durante le elezioni russe sono illegali e direttamente collegate all’interferenza negli affari interni della Russia”, aveva affermato Klimov.

Non è la prima volta che la Russia ha adottato normative con lo scopo di limitare determinati contenuti nelle piattaforme social, come è avvenuto con gli emendamenti sottoscritti il 24 gennaio, varati per garantire la sicurezza e la corretta divulgazione delle informazioni in Russia. Anche la legge in questione prevede ingenti multe per i siti web che oscurano l’accesso alle notizie filogovernative, oltre che la sospensione dell’attività della piattaforma. Nel documento è indicato che la legge potrà essere applicata anche a social come Twitter, Facebook e Youtube. Inoltre, gli organismi autorizzati potranno condurre attività investigative e nel caso di incongruenze con la normativa, verranno applicate le conseguenze previste dalla legge.

Inoltre, dal primo febbraio, in Russia è entrato in vigore l’emendamento che obbliga i social network a bloccare tutti i contenuti che non osservano quanto stabilito dal documento normativo. La Duma ha reso noto che per il mancato rispetto dei requisiti di legge, oltre che il blocco del social network, è prevista un’ammenda che può andare da 9.112 euro a 45.560.500 euro. Inoltre, nel caso di violazione perpetrata, il costo della multa raddoppierà.

In precedenza, analisti internazionali avevano rivelato che, secondo loro, la politica governativa russa incentrata sulla limitazione dei diritti dell’opposizione rappresentava una mossa adottata in preparazione del campo elettorale, dove Russia Unita, il partito del capo del Cremlino, Vladimir Putin, dovrà difendere la sua maggioranza nella Duma di Stato, altresì nota come Camera Bassa del Parlamento russo, composta da 450 deputati. 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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