Il fatto più importante della settimana, Corea del Nord e Corea del Sud

Pubblicato il 17 settembre 2021 alle 6:18 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Sud ha accusato Pyongyang di aver lanciato due missili balistici al largo della costa orientale della penisola, in direzione del Giappone, il 15 settembre. Secondo gli USA, non esiste ancora una “minaccia immediata” alla sicurezza nazionale e degli alleati, ma Tokyo e Seul si preparano a “qualsiasi evenienza”. 

La Corea del Nord, dotato di armi nucleari, avrebbe lanciato “due missili balistici non identificati” dalla sua area interna centrale, verso il mare al largo della costa orientale, secondo quanto hanno riferito i capi di Stato maggiore di Seoul in una nota, il 15 settembre. “Le agenzie di intelligence sudcoreane e statunitensi stanno conducendo analisi dettagliate al riguardo”, hanno aggiunto, senza fornire immediatamente dettagli sulla gittata dei missili. La guardia costiera giapponese ha anche affermato che un oggetto è atterrato al di fuori della sua Zona Economica Esclusiva. Potrebbe trattarsi di un missile balistico lanciato proprio dalla Corea del Nord.

“I lanci minacciano la pace e la sicurezza del Giappone e della regione e sono assolutamente oltraggiosi”, ha dichiarato il primo ministro di Tokyo, Yoshihide Suga. “Il governo del Giappone è determinato a intensificare ulteriormente la nostra vigilanza e sorveglianza per essere preparati a qualsiasi evenienza”, ha aggiunto. Sia Suga sia il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, hanno convocato sessioni dei loro Consigli di Sicurezza Nazionale per discutere della situazione. Se fosse confermato il lancio di un missile balistico, si tratterebbe del primo di questo tipo, da parte della Corea del Nord, da marzo 2021 e rappresenterebbe un’ulteriore violazione delle sanzioni imposte a Pyongyang dalle Nazioni Unite.

Il 14 settembre, gli inviati per il nucleare di Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud avevano tenuto colloqui a Tokyo, proprio per discutere dei programmi missilistici e nucleari della Corea del Nord. L’incontro arrivava all’indomani di un altro “strategico” test missilistico effettuato da Pyongyang. Nonostante le tensioni crescenti, la Casa Bianca aveva confermato che gli Stati Uniti erano ancora pronti a impegnarsi in un dialogo con la Corea del Nord. Nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, a cui avevano partecipato personalmente l’ex presidente, Donald Trump, e il leader Nord-coreano, Kim Jong Un. Si era trattato di un incontro storico, che aveva creato grandi aspettative per un miglioramento delle relazioni bilaterali e una distensione nella regione.

Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

La situazione non è migliorata con l’amministrazione del nuovo presidente, Joe Biden, che si è insediato il 20 gennaio 2021. Il 17 marzo, Pyongyang aveva affermato che non vi sarebbe stata alcuna forma di contatto diplomatico con gli USA se Washington non avesse abolito le proprie politiche ostili nei suoi confronti.  Parallelamente al rifiuto di avviare un dialogo con gli USA, il 22 marzo scorso, il leader della Corea del Nord, Kim Yong Un, aveva poi promesso al presidente cinese, Xi Jinping, che il proprio Paese avrebbe rafforzato le relazioni con Pechino, in modo da creare un legame “che faccia invidia la mondo interno”.   

Il 30 agosto, il ministro della Pubblica Sicurezza della Cina, Zhao Kezhi, ha incontrato l’ambasciatore Nord-coreano in Cina, Ri Ryong-nam, a Pechino. I due hanno ribadito la volontà dei rispettivi Paesi di rafforzare il loro legame di cooperazione. La Cina è il primo partner economico della Corea del Nord, occupando circa il 90% degli scambi commerciali realizzati dal Paese. Nel mese di luglio 2021, gli scambi commerciali tra Cina e Corea del Nord sono ammontati a 16,8 milioni di dollari rispetto ai 12,3 milioni di dollari totalizzati a giugno 2021. Nonostante il dato indichi un incremento degli scambi, la somma è inferiore al 10% del volume di commercio realizzato a luglio 2019, prima della pandemia.

 

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

di Redazione

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