Il Parlamento Europeo approva un report per “revisionare” i rapporti con la Russia

Pubblicato il 16 settembre 2021 alle 17:23 in Europa Russia

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Il Parlamento dell’Unione Europea ha diffuso, giovedì 16 settembre, i risultati della sessione plenaria di Strasburgo del giorno precedente, durante la quale è stata adottata e messa al voto la nuova strategia nei rapporti bilaterali con la Russia.

A riportarlo, il medesimo giovedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Nello specifico, durante la riunione, il deputato lituano, Andrius Kubilius, ha rivolto un appello alle autorità del blocco affinché queste ultime riconsiderassero i rapporti con Mosca. Successivamente, il documento strategico proposto dal funzionario lituano è stato posto al voto: 494 eurodeputati si sono espressi a favore, 103 contrari mentre 72 si sono astenuti. Nel materiale si invitano gli Stati membri dell’Unione Europea a “rivedere la politica dell’UE nei confronti della Russia” e a “sviluppare una strategia europea globale” rispetto al Cremlino, basata sui principi presentati nel rapporto. Nel dettaglio, Kubilius ha riferito che l’UE dovrebbe “contrastare la minaccia alla sicurezza”, “lottare contro l’ingerenza russa negli affari dell’UE e dei Paesi del partenariato Orientale”, “avviare un dialogo selettivo con il Cremlino” e, infine, “sostenere una società democratica”.

In tale quadro, Ucraina, Moldova e Georgia, nel 2009, aderirono al programma di partenariato Orientale dell’Unione Europea, elaborato per intensificare la cooperazione regionale tra Bruxelles e i tre Paesi. Il programma ha come obiettivo il rafforzamento dell’associazione politica e dell’integrazione economica di sei partner dell’Europa Orientale e del Caucaso Meridionale, quali Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica di Moldova e Ucraina. Il partenariato Orientale è una specifica dimensione della Politica Europea di Vicinato (PEV), creata per approfondire la cooperazione tra l’Europa e i suddetti Stati per raggiungere il massimo grado di integrazione economica.

Un altro punto affrontato nel report, il 16 settembre, riguarda le imminenti elezioni parlamentari russe, che si terranno dal 17 al 19 settembre, in occasione delle quali saranno eletti 450 deputati della Duma di Stato, altresì nota come Camera Bassa del Parlamento. Nel materiale del funzionario lituano si esorta Bruxelles ad essere pronta a “non riconoscere la validità dei risultati delle prossime elezioni”, soprattutto nel caso in cui siano riscontrate “violazioni delle procedure democratiche e delle norme di diritto internazionale”. È in tale contesto che è importante collocare le ultime dichiarazioni rilasciate dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zacharova. Quest’ultima ha avvertito il blocco di un probabile deterioramento delle relazioni bilaterali nel caso in cui il Parlamento dell’UE raccomandi di non riconoscere i risultati delle prossime elezioni alla Duma. Secondo lei, Bruxelles è tenuta a fare una scelta: può contribuire al peggioramento dei rapporti russo-europei, oppure favorire un riavvicinamento.

Successivamente, nel report viene anche suggerito con quali Paesi l’Unione Europea dovrebbe approfondire la cooperazione. Tra questi, sono stati citati gli Stati Uniti, al fine di “stabilire un’alleanza globale per la difesa della democrazia”. È per tali ragioni che l’autore del documento ha ribadito che l’UE dovrebbe “opporre resistenza ai tentativi di Russia e Cina di destabilizzare l’ordine europeo”. La risposta di Mosca è giunta poco dopo la diffusione della notizia. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito “deplorevole” l’intenzione di Bruxelles di revisionare i rapporti con la Russia, nonché di non riconoscere le imminenti elezioni. 

Due giorni prima, martedì 14 settembre, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, aveva rivelato che la Russia rimane il più grande vicino dell’UE, sottolineando l’importante ruolo svolto dal Paese nell’arena internazionale. Borrell aveva dunque posto l’accento sullo sviluppo dei legami bilaterali con Mosca, soprattutto per quanto riguarda questioni di sicurezza.

Infine, è importante menzionare gli ultimi sviluppi nel quadro del dialogo russo-europeo. In occasione del summit del 24 e 25 giugno, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva suggerito di creare una piattaforma per avviare i negoziati tra Mosca e Bruxelles senza il capo del Cremlino, Vladimir Putin. Tale invito era giunto a seguito di un’altra proposta di Berlino e Parigi, i quali avevano considerato, il giorno precedente, l’idea di tenere un vertice di alto livello con Putin per discutere delle questioni di reciproco interesse, nonché delle tematiche di attrito. Tuttavia, numerosi Paesi europei, tra cui le Repubbliche Baltiche e la Polonia, avevano respinto categoricamente la richiesta, affermando che sarebbe stato prematuro tenere un summit con il leader russo nel breve futuro.  Dopo essere venuto a conoscenza dell’iniziativa franco-tedesca, il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, aveva dunque convocato gli ambasciatori di Francia e Germania in Ucraina per discutere della questione.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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