L’Ucraina accusa la Russia di “violazione del diritto internazionale” per le elezioni in Crimea

Pubblicato il 16 settembre 2021 alle 20:34 in Russia USA e Canada Ucraina

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha dichiarato, giovedì 16 settembre, che lo svolgimento delle elezioni parlamentari russe nella penisola di Crimea “occupata” rappresentano una violazione delle norme di diritto internazionale. Nel frattempo, le autorità di Mosca continuano con la stretta sulle società della Silicon Valley, minacciandole di ingenti multe per “ingerenza” negli affari interni di Mosca a causa di contenuti pubblicati sui social network che avrebbero contro la normativa della Federazione.

Secondo Kuleba, il fatto di organizzare elezioni in Crimea, così come nelle regioni dell’Ucraina Settentrionale del Donbass, Lugansk e Donetsk – dove dal 2014 è in corso un conflitto tra separatisti, supportati dal Cremlino, e l’Esercito ucraino – rappresenta una grave “violazione del diritto internazionale”. “L’unico status che detiene la Russia è quello di una potenza occupante”, ha dichiarato il ministro degli Esteri di Kiev, aggiungendo che Mosca “un giorno pagherà” per quanto sta accadendo.

Intanto, le autorità della Federazione Russa hanno avvertito le società di social media statunitensi di ingenti multe nel caso in cui queste ultime non riuscissero ad eliminare determinati contenuti definiti “illegali”. Secondo Mosca, in tal modo Washington starebbe ingerendo negli affari interni del Paese alla vigilia delle elezioni, che si terranno dal 17 al 19 settembre per eleggere i 450 deputati della Duma di Stato russa, altresì nota come Camera Bassa del Parlamento. Quella che può essere definita come una disputa di lunga data tra i social media degli USA e le autorità russe, al momento, sembrerebbe aver cambiato rotta, soprattutto dopo che il vicedirettore del regolatore statale per il controllo delle comunicazioni Roskomnadzor, Vadim Subbotin, ha avvertito di possibili multe, che potrebbero anche colpire il fatturato delle aziende. Secondo quanto reso noto, i servizi Internet stanno subendo una crescente pressione, mentre le autorità russe continuano ad accusare le società straniere di ostacolare i loro sforzi per bloccare le Reti Private Virtuali (VPN) e le risorse online legate al principale critico del Cremlino, Alexei Navalny, attualmente in carcere per scontare una pena di due anni e sei mesi.  

Sebbene la Russia, già in precedenza, avesse imposto diverse multe alle società tech straniere, la scelta di applicare sanzioni sulla base del loro fatturato suggerisce somme potenzialmente molto più grandi. “Ora prenderemo in considerazione l’imposizione di multe sul fatturato contro le società che violano sistematicamente le richieste di Roskomnadzor”, ha affermato Subbotin, citato dall’agenzia di stampa russa Interfax. Tra le aziende a rischio, il vice direttore ha menzionato Facebook, Twitter e Google.

La mattina del medesimo giovedì, il legislatore russo Andrei Klimov ha rivelato che i Pubblici Ministeri russi, il 9 settembre, avevano tenuto contatti con l’amministratore delegato della Apple, Tim Cook, e di Google, Sundar Pichai, esortandoli a non perpetrare violazioni contro la legge russa. Nel dettaglio, le due società sono state accusate di continuare a permettere l’accesso all’applicazione ideata da Navalny per la votazione.  “Le azioni di (Apple e Google) durante le elezioni russe sono illegali e direttamente collegate all’interferenza negli affari interni della Russia”, ha affermato Klimov.

Non è la prima volta che la Russia ha adottato normative con lo scopo di limitare determinati contenuti nelle piattaforme social, come è avvenuto con gli emendamenti sottoscritti il 24 gennaio, varati per garantire la sicurezza e la corretta divulgazione delle informazioni in Russia. Anche la legge in questione prevede ingenti multe per i siti web che oscurano l’accesso alle notizie filogovernative, oltre che la sospensione dell’attività della piattaforma. Nel documento è indicato che la legge potrà essere applicata anche a social come Twitter, Facebook e Youtube. Inoltre, gli organismi autorizzati potranno condurre attività investigative e nel caso di incongruenze con la normativa, verranno applicate le conseguenze previste dalla legge.

Inoltre, dal primo febbraio, in Russia è entrato in vigore l’emendamento che obbliga i social network a bloccare tutti i contenuti che non osservano quanto stabilito dal documento normativo. La Duma ha reso noto che per il mancato rispetto dei requisiti di legge, oltre che il blocco del social network, è prevista un’ammenda che può andare da 9.112 euro a 45.560.500 euro. Inoltre, nel caso di violazione perpetrata, il costo della multa raddoppierà.

In precedenza, analisti internazionali avevano rivelato che, secondo loro, la politica governativa russa incentrata sulla limitazione dei diritti dell’opposizione rappresentava una mossa adottata in preparazione del campo elettorale, dove Russia Unita, il partito del capo del Cremlino, Vladimir Putin, dovrà difendere la sua maggioranza nella Duma.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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