Egitto-Libia: al-Sisi incontra il premier Dabaiba

Pubblicato il 16 settembre 2021 alle 17:02 in Egitto Libia

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Il primo ministro libico ad interim, Adbulhamid Dabaiba, si è recato in visita al Cairo, oggi, 16 settembre, dove ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, e il suo omologo, Mostafa Madbouly. La visita si è svolta in occasione dell’undicesima sessione dell’Alto comitato congiunto tra i due Paesi Nord-africani, durante il quale sono stati siglati 13 nuovi accordi.

Al-Sisi, oltre a esprimere il pieno rispetto del suo Paese per la sovranità e l’integrità territoriale libica, ha ribadito il sostegno del Cairo agli sforzi profusi dal governo di unità nazionale nel migliorare le condizioni di vita della popolazione e far fronte alle sfide “imminenti” prima di giungere alla creazione di uno Stato forte e moderno, alla base di sicurezza e stabilità a lungo termine. Al contempo, il capo di Stato egiziano ha nuovamente espresso il suo rifiuto verso qualsiasi forma di ingerenza straniera negli affari interni libici, mettendo in luce la necessità di rafforzare la coesione delle istituzioni nazionali del vicino Nordafricano e di unificare l’esercito, al fine ultimo di preservare le capacità del popolo libico stesso e il suo “libero arbitrio”. In tale quadro, al-Sisi ha riferito che l’Egitto è disposto a fornire tutte le competenze per garantire la creazione delle condizioni necessarie a tenere le elezioni presidenziali e legislative, calendarizzate per il 24 dicembre, ritenute essere di grande rilevanza.

Da parte sua, Dabaiba ha espresso l’apprezzamento e l’orgoglio della Libia per i rapporti “fraterni e storici” che legano i due Paesi e ha messo in luce la necessità di investire su di essi per rafforzarli ulteriormente, così da beneficiare dell’esperienza egiziana soprattutto nel campo della ricostruzione e dello sviluppo e soddisfare le aspirazioni di stabilità e prosperità della popolazione libica. “La nostra presenza al Cairo è stata un’affermazione del grande ruolo dell’Egitto nella regione e nel mondo in generale”, ha poi dichiarato Dabaiba nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’omologo Madbouly, durante la quale è stata ribadita l’importanza di mettere in atto gli accordi siglati, ai quali verrà dato pieno sostegno. “Una volontà politica efficace è il principale motore di questa cooperazione tra Egitto e Libia”, sono state le parole del premier ad interim.

Anche il premier egiziano ha affermato il sostegno del Cairo “al governo di unità nazionale libico negli sforzi profusi per adempiere ai suoi obblighi, in conformità con la road map volta a giungere a una soluzione politica”, con riferimento alla tabella di marcia stabilita a Tunisi, all’interno del Forum di dialogo politico, a novembre 2020. L’obiettivo, ha riferito Madbouly, è costruire un futuro migliore e porre fine a qualsiasi forma di tensione e conflitto. Inoltre, il primo ministro del Cairo ha sottolineato come la presenza di un gran numero di ministri libici nel proprio Paese sia indice della volontà della Libia di rafforzare i legami di cooperazione con l’Egitto, e lo stesso vale per Il Cairo. Oltre a ribadire anch’egli la necessità di allontanare forze e mercenari stranieri, Madbouly spera, poi, che gli accordi siglati il 16 settembre possano portare a risultati e progetti tangibili. I suddetti progetti riguardano “energia, elettricità, petrolio, infrastrutture, salute, istruzione, alloggi, sicurezza, comunicazioni, commercio, industria e formazione dei quadri libici”. A tal proposito, la Libyan Investment Corporation e il Fondo di sviluppo sono stati esortati e investire nei progetti delineati dal Cairo, mentre è stato riferito che, nel prossimo periodo, vi sarà una crescente presenza di manodopera egiziana sul suolo libico.

L’incontro di oggi giunge a due giorni di distanza dai colloqui di al-Sisi con il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, e il presidente della Camera dei Rappresentanti libica, Aguila Saleh, svoltisi il 14 settembre. Alla luce di ciò, alcuni credono che il presidente egiziano stia lavorando per trovare punti di incontro tra i diversi attori libici, precedentemente schierati su fronti opposti. A tal proposito, non si esclude che l’Egitto possa ospitare, nel futuro prossimo, un incontro tra Dabaiba, Haftar e Saleh, volto a superare le controversie tra loro e giungere a una piena riconciliazione prima delle elezioni di dicembre.

L’Egitto, al momento, risulta essere in prima linea anche nel sostenere la Libia a far fronte alla carenza di energia elettrica. A tal proposito, il 19 luglio scorso, fonti libiche avevano riferito che il governo libico ad interim aveva autorizzato la Compagnia generale di elettricità a collaborare con una società egiziana, Rowad Modern Engineering, per la realizzazione della centrale elettrica a gas di Derna. Il progetto, dal valore di 868 milioni di euro, include operazioni volte a sviluppare la centrale esistente, collegarla alla rete pubblica e condurre lavori di manutenzione, anche a lungo termine. Al contempo, la Compagnia statale di Trasmissione Elettrica egiziana ha completato i lavori volti a rafforzare la linea già esistente tra Egitto e Libia, nelle aree di Salloum e Marsa Matrouh, nel Nord-Ovest dell’Egitto, preparandosi a fornire elettricità alla parte libica. In generale, il Ministero dell’elettricità egiziano ha elaborato un piano volto ad aumentare la capacità della linea di interconnessione, passando da una capacità attuale pari a 240 megawatt a 500 megawatt in una prima fase.

Secondo alcuni, tali mosse sono da inserirsi nel quadro dei tentativi del Cairo di ritagliarsi una fetta nel processo di ricostruzione libico, con l’obiettivo di rilanciare anche la propria economia. Tuttavia, stando a quanto riferito dal presidente della Camera libico egiziana, Nasser Bayan, la partecipazione delle compagnie egiziane nei lavori di ricostruzione dipenderà dalla stabilità politica della Libia e da quanto avverrà a seguito delle elezioni previste per il 24 dicembre e con la relativa formazione di un nuovo governo. A detta di Bayan, le società egiziane dovranno competere con le controparti di Tunisia e Turchia, ma gli imprenditori del Cairo sembrano essere i favoriti. Motivo per cui, lavoratori e compagnie dell’Egitto, ha riferito il presidente, avranno priorità nelle operazioni di ricostruzione e si prevede acquisiranno circa il 25% dei progetti, attraverso partenariati con le controparti libiche.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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