Mali: anche la Germania condanna il possibile dispiegamento di mercenari russi

Pubblicato il 15 settembre 2021 alle 19:33 in Germania Mali Russia

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Così come la Francia, anche la Germania ha avvertito il Mali, mercoledì 15 settembre, che un accordo tra la giunta militare al potere e il Gruppo di mercenari russi Wagner potrebbe “mettere in discussione” l’operato dell’Occidente per contrastare la minaccia jihadista. Intanto, il Cremlino nega che siano in corso tali trattative.

A riportarlo, il medesimo mercoledì, è stata Reuters. “Se il governo del Mali dovesse stringere un simile accordo con la Russia”, ha scritto su Twitter la ministra della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, si tratterebbe di una mossa che minerebbe gli sforzi che Germania, Francia, Unione Europea (UE) e Nazioni Unite hanno fatto per il Mali negli ultimi otto anni. Una portavoce del ministero degli Esteri tedesco ha definito “estremamente preoccupante” la prospettiva di una partnership tra la giunta militare del Mali e i mercenari russi, rivelando di essere in stretto contatto con le controparti francesi sulla questione. Inoltre, il Dipartimento degli Esteri tedesco ha reso noto che tale tematica sarà discussa anche con partner internazionali, affermando che, qualora risulterebbe necessario, i vertici discuteranno anche di eventuali conseguenze e ripercussioni.

Il medesimo mercoledì, la ministra della Difesa francese, Florence Parly, ha esortato l’esecutivo maliano a non firmare il contratto con il Gruppo Wagner, dichiarando che tale mossa sarebbe stata “incoerente” con quanto realizzato finora regione del Sahel per contrastare la minaccia jihadista. Ribadendo la posizione della collega, anche il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato: “Wagner è una milizia che ha dimostrato in passato, in Siria e nella Repubblica Centrafricana, di aver compiuto abusi e ogni sorta di violazione e quindi è incompatibile con la nostra presenza”. Dall’altra parte, un portavoce del ministero della Difesa del Mali non ha negato i negoziati con il Gruppo Wagner, riportate, per la prima volta, lunedì 13 settembre, dall’agenzia di stampa Reuters. “Il Mali intende diversificare le sue relazioni a medio termine per garantire la sicurezza del Paese”, ha detto il portavoce, aggiungendo che non è ancora stato sottoscritto nessun’accordo con Wagner e che l’esecutivo maliano sarebbe in contatto con una pluralità di parti.

Dall’altra parte, anche il Cremlino, il medesimo mercoledì, si è espresso rispetto la possibile cooperazione militare. Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha smentito le dichiarazioni della stampa internazionale.  “Nel Mali non sono presenti rappresentanti delle Forze Armate russe, così come non sono in corso negoziati ufficiali”, ha dichiarato Peskov.

Nel Paese dell’Africa Occidentale, la Germania dispone di circa 1.500 soldati, dispiegati nel quadro della missione di pace delle Nazioni Unite e dell’UE, l’operazione Minusma, avviata per addestrare i soldati maliani. Da parte sua,  la Francia ha contestato l’accordo tra Wagner e Mali poiché l’arrivo dei mercenari russi coinciderebbe con la decisione di Parigi di ridimensionare la propria presenza militare nel Sahel, da un contingente di circa 5.100 uomini, impegnati nell’ambito della cosiddetta “Operazione Barkhane”, lanciata il primo agosto 2014 insieme a Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, ad una missione più ampia, con il coinvolgimento di vari alleati europei. Quest’ultima prende il nome di “Task Force Takuba” ed è composta, per ora, oltre che dalle truppe francesi, anche dalle forze armate di Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Roma dovrebbe partecipare alla Task force con un contributo di 200 unità di personale militare, 20 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei. 

Infine, è importante chiarire perché la Russia è spesso accusata di dispiegare mercenari indipendenti in Paesi esteri, quali Ucraina, Siria e Libia. Nonostante la Costituzione della Federazione vieti categoricamente l’utilizzo di compagnie militari private, negli ultimi anni, Mosca è più volte ricorsa a tale stratagemma per difendere i propri interessi economici e politici senza essere direttamente coinvolta. Tale è utilizzato in sordina dal Cremlino per espandere la propria sfera di influenza nel mondo, nonché per realizzare gli obiettivi politici russi e promuovere gli interessi di sicurezza nazionale. La strategia di servirsi di mercenari è economicamente vantaggiosa per la Russia. Solitamente, tali gruppi militari sono associati a oligarchi della Federazione che, non di rado, sono in stretto contatto con il presidente russo, Vladimir Putin. Ne è un esempio il proprietario del Gruppo Wagner, Evgenij  Prigozhin, contro il quale gli Stati Uniti hanno imposto misure sanzionatorie nel 2020. Una volta dispiegati presso un Paese straniero, il loro scopo è stabilire la propria presenza militare e supportare determinate forze, come il capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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